Ieri è stata una giornata movimentata per Taranto. Dopo il terzo approdo dell’Azurra p&o Cruises del gruppo Carnival, la città è stata invasa dai turisti inglesi, statunitensi, tedeschi, spagnoli e coreani del Sud. Anche se il turismo a Taranto non è una novità, tuttavia continua a stupire.

È una soddisfazione per noi tarantini osservare ondate di turisti passeggiare nelle vie del Borgo e della Città Vecchia, che scattano foto sotto il Monumento al Marinaio, visitano i luoghi di cultura e degustano le prelibatezze nostrane. Per Nicholas, scozzese di 44 anni, Taranto è una “città bellissima, di cui non ha mai sentito parlare” e che crede “debba essere conosciuta e visitata di più”. Non è l’unico a pensarla in questo modo. “Siamo arrivate a Taranto – raccontano Anne e Jennifer, prima di entrare in Duomo – per la prima volta in crociera. Qui c’è un buon caffè, soprattutto se gustato al sole. Vogliamo viaggiare di più in Italia e visitare Roma, Firenze, Venezia, Napoli. Grazie alla crociera ogni giorno si possono visitare dei luoghi diversi. Ritorneremo con piacere”. Jeff e la sua famiglia sono giunti a Taranto per la terza volta. “È sempre fantastico ammirare le vostre bellezze architettoniche, l’arte e la millenaria storia” spiega, indicando il Museo MArTA. È appena uscito da lì e sulla pupilla è ancora possibile scrutare l’incanto e l’ammirazione per i reperti della nostra storia millenaria.

Pizza, gelato, pasta con le cozze e il formaggio e la focaccia con il latte: ecco cosa mangiano i turisti

Margaret, ventiduenne inglese, impazzisce per il gelato. È approdata a Taranto col desiderio di assaggiarlo e le hanno consigliato di provarlo nella gelateria di fronte al Ponte Girevole, da cui ha ammirato il Castello Aragonese. Harry è un ex impiegato ormai in pensione, impaziente di assaggiare le lasagne italiane. Quest’ultimo rientra nella tipologia di turista che preferisce assaporare la cucina locale, senza variabili sconvenienti. Oliver, Jack e Jacob invece in un ristorante nel Borgo antico, hanno appena ordinato un piatto di pasta con le cozze. Sin qui tutto nella norma, se non fosse che abbiano chiesto del formaggio da aggiungere. Come se non bastasse hanno gustato anche un bel pezzo di focaccia con un fumante cappuccino. La cameriera, perplessa, ha alzato gli occhi al cielo. Sono strani questi turisti, credono di sapere tutto sulla cucina italiana, nota nel mondo per la sua qualità, senza comprenderne realmente il senso. È soprattutto l’arte che c’è dietro, persino nell’impiattamento.

Cosa succede in Borgo

Sono le 9.40 e l’Azurra ha appena attraccato al Porto di Taranto. Purtroppo, il tempo non è dei migliori, ma la sola vista del mare è più che sufficiente a far emozionare gli stranieri. All’Infopoint del Castello Aragonese vengono distribuite le cartine della città, indicanti i luoghi storici e culturali e le vie dello shopping. Inoltre, sono presenti gli autisti dell’Ape calessino, pronti a condurle per le viuzze della Città Vecchia. E anche se sulla nave da crociera si mangia di continuo, verso metà mattinata i bar e i bistrot vengono presi d’assalto. Nessuno può resistere al cibo italiano. Per l’occasione, molte attività di ristorazione e punti vendita sono rimasti aperti, sia nel Borgo sia in Città Vecchia, prolungando l’orario continuato.

Il proprietario di Cipponi e Baroni, un ristorante in Piazza Maria Immacolata, ci racconta come “ami coccolare i crocieristi”. “Posso affermare con piacere – racconta – che qui i turisti si sentono a casa. Diamo il massimo per offrire loro un’accoglienza adeguata a partire dalla padronanza della lingua. Infatti, i nostri dipendenti comprendono e parlano molto bene l’inglese. I turisti sono diventati più esigenti, vogliono conoscere le nostre tradizioni, sapere anche la storia dei nostri prodotti”. In vista delle massicce presenze, il titolare del ristorante suggerisce di migliorare l’organizzazione cittadina: “Finora, molti turisti – prosegue – hanno lamentato la presenza di poche attività aperte. Spero che con l’avvio di questa nuova stagione, possa cambiare qualcosa. Dobbiamo essere pronti a collaborare tra di noi, e mi riferisco soprattutto alla categoria degli esercenti, per creare un’immagine positiva della città”.

Anche Mattia Calabrese, il giovane titolare dei Fratelli Filetto racconta la sua piacevole esperienza con i turisti in prima linea: “Ai giorni d’oggi – spiega – credo ci sia molta più consapevolezza di ciò che si voglia mangiare. Non solo i turisti leggono attentamente i menù, ma si fanno consigliare e sono molto attenti anche ai canali social network. Per noi, sono molto utili perché incrementano la visibilità e ci permettono di monitorare le diverse esigenze della clientela”. Mattia, inoltre, svela che tra le richieste più “frequenti dei turisti”  ci sarebbe la possibilità di “poter usufruire delle attività ricettive e stabilimenti balneari su lungomare”. “Molto spesso – continua Calabrese –  lamentano le condizioni di mancato decoro in cui versa il lungomare. Io sono molto innamorato della mia città e sono felice ogni volta che viene apprezzata soprattutto dagli stranieri. E mi fa tanto arrabbiare quando leggo sui giornali o vedo con i miei occhi, azioni e comportamenti incivili causati dai nostri concittadini”. Oltre ai comportamenti dettati dalla mancanza di senso civico, Mattia auspica che vengano risolte al più presto le problematiche quali i parcheggi nel borgo, anche per agevolare il turismo di prossimità. “Non mi sono mai interessati i colori o i meriti politici – conclude – piuttosto preferisco le azioni concrete. A oggi, di reale c’è una città che finalmente si sta evolvendo: per molti di noi è tutto ancora nuovo, tuttavia spero che ognuno nel suo piccolo possa contribuire al suo sviluppo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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