Solenni e maestose, il tempo per le uniche colonne superstiti sembra non essersi mai fermato. Questa è la stessa identica sensazione che vivono anche i turisti quando si ritrovano dinnanzi ai resti del Tempio dorico di Poseidone, alle porte della Città Vecchia. Quelle che segnano l’inizio di un itinerario nei meandri della storia dell’isola, i cui miti sembrano trapelare da ogni pietra. Aneddoti legati alle chiesette, ai palazzi nobiliari, alla suggestiva Cattedrale di San Cataldo, all’imponente chiesa di San Domenico, agli ipogei o al litorale, lungo cui sono attraccati i colorati pescherecci.
Le leggende dell’isola che, fino al 1975 l’anno della tragedia di Vico Reale, era il cuore pulsante della comunità tarantina. E oggi, chi è rimasto e ha continuato a investire come la famiglia Mastronuzzi, tira un sospiro di sollievo. “Se mio padre Vincenzo – spiega la titolare della “Bottega di Cenzino Souvenir – fosse stato qui oggi, alla vista di tutti questi stranieri probabilmente si sarebbe commosso. Lui è stato una di quelle persone che ha dato tanto all’isola, soprattutto negli anni bui, perché credeva che prima o poi qualcosa sarebbe cambiato. E finalmente il suo desiderio si sta avverando”.
Risultati reali e tangibili, che il longevo esercizio a conduzione familiare, cui vanta esattamente mezzo secolo di attività, riesce a toccare con mano. Cosa comprano maggiormente i turisti? “Sono onnivori di curiosità – continua Mastronuzzi – soprattutto sulle nostre tradizioni: infatti, vendiamo per la maggiore le calamite realizzate dai nostri artigiani, le riproduzioni dedicate alla Settimana Santa e i prodotti in ceramica”. La titolare poi, racconta che in occasione dell’afflusso turistico alcune attività, tra cui la sua, lavoreranno a orario continuato. “Non tutti gli esercizi – continua l’imprenditrice – di vicinato rimangono aperte tutto il giorno. Per carità, ogni scelta è legittima, ma credo sia essenziale più collaborazione e sinergia tra noi esercenti, per riservare un’accoglienza turistica adeguata. A volte basterebbe davvero poco per cambiare le cose”. La titolare della Bottega Cenzino, conclude soffermandosi sugli aspetti dell’isola da migliorare: “Va aumentata l’offerta, che cresce in concomitanza alla domanda. Poi è necessario migliorare le infrastrutture, agire sul decoro urbano e incrementare i servizi essenziali come i bazar. Qui mancano perfino le agenzie viaggio e le lavanderie, che potrebbero essere utili ai turisti che soggiornano in Città Vecchia”.
Anche i coniugi e proprietari del Bar Falanto in via Duomo lamentano la mancanza di adeguato decoro urbano. “Guardi – puntualizza la titolare– vediamo la macchina aspira rifiuti in occasione dell’approdo delle navi da crociera. E gli altri giorni? Nulla, ritornano a pulire prima dello scalo successivo. E credo che meritiamo la pulizia tutti i giorni”. Inoltre, i coniugi sostengono che diversi anni fa hanno richiesto i “cestini per la spazzatura, senza successo”.
Criticità nel decoro urbano e mancanza dei servizi essenziali, sono tesi che trovano riscontro anche nel giovane Pier Francesco, il barman del Bar Street food in via Duomo. Il dipendente parla molto bene sia l’inglese sia lo spagnolo e dopo un quarto di secolo vissuto in giro per l’Europa, ha deciso di tornare a casa. “Per me la Città Vecchia – chiosa il dipendente – non è ancora a misura di turista. In tutti i centri storici che ho visitato, sia in Italia sia nelle capitali europee, ho riscontrato maggiore cura ed efficienza. L’isola sembra iniziare e finire in via Duomo, infatti altrove si nota l’assenza di negozi di prima necessità o di locali di svago. Pertanto, credo che l’amministrazione debba adoperarsi di più, affinché tutta la Città Vecchia possa diventare totalmente attrattiva”. Ancora, Pier Francesco racconta che molto spesso i turisti chiedono “come raggiungere la litoranea o gli stabilimenti balneari”. E mentre il barman versa da bere a un cliente inglese, ecco che ode un motorino sfrecciare lungo via Duomo. “Non è possibile – commenta, soffermandosi sul senso civico – che i turisti vengano disturbati dal passaggio delle auto o dalle moto, quasi di continuo. Questo certamente non dipende da chi ci governa, piuttosto dal buon senso che regna in ognuno di noi”.
Lo strano caso delle monetine in bagno del Bar Falanto
A proposito di azioni e senso civico, a detta dei proprietari del Bar Falanto in via Duomo, sarebbe successo uno strano episodio. Due turisti, dopo aver usufruito della toilette, hanno lasciato delle monete. Senza aver consumato. “Erano in due – dichiarano – e hanno lasciato 1 euro a testa per andare in bagno. Evidentemente, sono consapevoli che le attività comportano delle spese, perfino per i servizi igienici, come lo scarico dell’acqua, i saponi e quant’altro. Qui nel Mezzogiorno, non è stata raggiunta ancora questa consapevolezza e facciamo ancora fatica a essere così civili”.
Aspettando la prossima nave da crociera
Sui gruppi e le pagine social dedicate alla città non si parla d’altro. Il giorno dopo un avvenimento, come in questo la città sommersa dai turisti, ci si sente ancora in luna di miele. È come se i forestieri avessero portato quel pizzico in più di altruismo e di fiducia. Infatti, sui social network, nonostante le immancabili polemiche, traspaiono messaggi di speranza. Grande fiducia sul potenziale della città, nonostante i nodi irrisolti, manifestati nel corso delle interviste. Il prossimo appuntamento sarà lunedì 29 con l’Explorer II della Marella Cruises. La comunità non si faccia cogliere impreparata.



