Al via oggi, presso il ministro delle Imprese e del Made in Italy, la ripresa della Cabina di regia (istituita con l’Accordo del 28.6.2018), fortemente voluta dai sindacati confederali dei settori legno e commercio, per il monitoraggio del piano industriale del Gruppo Natuzzi. Al centro della discussione tra gli strumenti a sostegno del piano è stato il contratto di espansione, la proroga degli ammortizzatori sociali, nonché il piano di investimenti da effettuarsi entro il 2023. Le variabili in campo sono molte, dal rifinanziamento del contratto di espansione alla possibilità di prorogare oltre il 2023 il piano di investimenti, all’utilizzo del fondo per il supporto al made in Italy, alla capacità dell’azienda di aggredire il mercato. A tal fine il Mimit si è impegnato a convocare nuovamente il tavolo entro la fine di giugno per verificare eventuali aggiornamenti in materia legislativa e seguire da vicino l’evolversi della situazione. E’ quanto rendono noto in una nota le segreterie nazionali e territoriali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.
Lo scorso 22 marzo oltre 600 lavoratori del gruppo Natuzzi, provenienti dalla Puglia e dalla Basilicata, manifestarono a Roma davanti al Mimit,. Al centro della mobilitazione, la richiesta di un impegno del Governo sul rilancio del gruppo, alle prese con una crisi ventennale. Pochi giorni prima vi era stata l’approvazione da parte di Invitalia della variante al contratto di sviluppo richiesta dal Gruppo Natuzzi, che consiste in una modifica al programma originario di investimento. Si tratta dei fondi per l’Accordo di Programma che saranno disponibili fino al 31 dicembre 2023, relativi al primo stato avanzamento lavori entro fine marzo/inizio aprile. Mentre sono 6 i milioni provenienti dal Comitato di Coesione Territoriale sempre in relazione all’Accordo di Programma.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/22/natuzzi-invitalia-sblocca-i-fondi/)
“Si è appena conclusa la 2 giorni di incontri con Natuzzi Spa. Il primo si è svolto a Bari tra le OO.SS. e Natuzzi Spa il 23 Maggio scorso e aveva ad oggetto il rinnovo del Contratto Integrativo aziendale. Il secondo si è tenuto a Roma presso Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tra azienda, OO.SS. e gli Enti pubblici che compongono la Cabina di Regia istituita con l’Accordo del 28.6.2018” commentano invece dai Cobas del Lavoro Privato. Che “esprime un giudizio sostanzialmente positivo in merito all’esito di tali incontri, in quanto il mercoledì la Natuzzi Spa ha riconosciuto l’importanza della rivendicazione avanzata dal sindacalismo di base di imprimere una svolta “Ecosostenibile” dei prodotti Natuzzi Spa. Disponibile si è resa l’azienda anche nel riconoscere i giusti livelli d’inquadramento professionale ai dipendenti, partendo da una definizione più esaustiva delle varie mansioni presenti nella filiera del Mobile imbottito, mentre l’industria santermana si è dimostrata restia nell’accogliere la proposta di sperimentare la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”. “Riguardo alla Cabina di Regia odierna – proseguono dai Cobas – Natuzzi Spa ha spiegato che difficilmente riuscirà a rispettare i tempi previsti per gli investimenti da realizzare nel corso del 2023. Questo potrebbe determinare la perdita di finanziamenti pubblici fruibili solo se la spesa avvenga durante l’anno in corso. Tuttavia, le Istituzioni hanno ritenuto plausibile ottenere deroghe ai vincoli temporali posti dalla normative vigenti, senza perdere i soldi stanziati”. Infine, le organizzazioni sindacali “hanno sollecitato i rappresentati del Mimit a convocare la prossima Cabina di Regia in tempi brevi, considerato che complesso e articolato è il lavoro che resta ancora da svolgere per garantire i livelli occupazionali all’interno della Natuzzi Spa. Cobas del Lavoro Privato ribadisce, dunque, il giudizio sostanzialmente positivo espresso rispetto al doppio incontro tenuto in merito alla vertenza Natuzzi Spa e ritiene che, se i lavoratori continueranno a sostenere le ragioni del sindacato, insieme si riuscirà a tutelare i posti di lavoro e migliorare la qualità della vita all’interno dei siti produttivi”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/06/natuzzi-a-rischio-piano-industriale/)