E’ solo questione di ore, meglio di giorni: Acciaierie d’Italia è infatti al lavoro per presentare ricorso al Tar di Lecce avverso l’ultima ordinanza del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, emessa dal primo cittadino lunedì in merito alla problematica del benzene.
(leggi l’articolo sull’ultima https://www.corriereditaranto.it/2023/05/22/benzene-e-ilva-melucci-firma-ordinanza/)
Quasi certamente assisteremo allo stesso film già visto rispetto a quanto accadde con l’ordinanza sindacale n. 15 del 27 febbraio 2020. Emessa sempre
dal sindaco Melucci a seguito degli “eventi emissivi verificatisi nell’agosto del 2019, connessi ad alcune criticità del sistema di depolverizzazione del camino E 312, conseguenza di una carenza procedurale del Gestore (come accertato da una relazione ISPRA, depositata in primo grado, il 23 luglio 2020, in adempimento dell’ordinanza istruttoria), e all’emissione di sostanze odorigene verificatasi nel febbraio 2020, riconducibili all’attività produttiva svolta dall’impianto siderurgico (“operazioni di colata avvenute presso lo stabilimento siderurgico”, nota A.R.P.A. del 29 settembre 2020).
In quell’occasione però, per la prima volta rispetto a quanto accaduto per anni, il Tar Puglia sezione di Lecce con la sentenza della Sezione Prima del 13.2.2021 (giorno in cui cadde il governo Conte II) respinse il ricorso di ArcelorMittal e Ilva in Amministrazione Straordinaria (che in quel procedimento furono poi affiancate nel giudizio da Invitalia e co-adiuvata dall’intervento dei legali del ministero dell’Ambiente), giudicando legittimo l’intervento del primo cittadino. La sentenza fu poi prima sospesa nei sui effetti dal Consiglio di Stato il 12 marzo (visto che si erano riattivati i termini pari a trenta giorni per lo spegnimento dell’area a caldo) per poi essere annullata definitivamente il 23 giugno.
(rileggi l’articolo con le ragioni del Tar Lecce https://www.corriereditaranto.it/2022/03/30/ex-ilva-tar-lecce-difesa-la-salute/)
Come abbiamo avuto modo di scrivere sia in quell’occasione che in questi giorni, l’iniziativa del primo cittadino sarà l’ennesimo tentativo a vuoto che andrà a scrivere un nuovo capitolo di questa storia infinita che riguarda l’ex Ilva di Taranto. Probabilmente anche in questo caso il Tar Lecce respingerà l’eventuale ricorso della società, legittimando l’intervento del sindaco Melucci e manifestando un orientamento completamente diverso rispetto al recente
passato, con il Consiglio di Stato che annullerà il tutto ribadendo concetti triti e ritriti, che non staremo qui a ripetere ancora una volta.
Lungi da noi sostenere la tesi secondo la quale non vi sia una criticià legata al caso di specie del benzene (da sempre siamo l’unico organo di stampa locale a riportare qualsiasi documento o relazione in materia di inquinamento ambientale e ricaduta sanitaria prodotte da ARPA Puglia, Asl Taranto e ISPRA, come avveniva ancor in anni precedenti sulle colonne del TarantoOggi), visto che gli enti preposti segnalano un aumento costante della presenza di tale nell’aria dal 2019 (con i dati del primo trimestre del 2023 che riportano una media di 5,2 μg/m3 presso la centralina di via Orsini nel rione Tamburi con il valore limite media annua che per legge è previsto nella soglia dei 5 μg/m3) che non accenna a diminuire. Ma ancora una volta ribadiamo che in questi casi non è legittimamente possibile intervenire mediante l’esercizio dei poteri di cui all’art. 50 e 54 previsti per il primo cittadino.
Ciò detto, appare infine quantomeno ambiguo chiamare da un lato tutti alla collaborazione e alla solidarietà istituzionale per risolvere una vertenza ultradecennale (anche attraverso un ancora oggi indefinito Accordo di Programma), per poi continuare ad agire in solitaria (con l’appoggio concreto o ideologico a seconda dei casi della Regione Puglia guidata da Emiliano che ad oggi sul caso stranamente non si è ancora espresso) brandendo la spada del giustialismo e della demagogia (di cui in tantissimi ancora una volta hanno fatto uso in questi giorni) che da che mondo e mondo non hanno mai risolto concretamente alcun problema.
(rileggi la sentenza del Consiglio di Stato del 2021 https://www.corriereditaranto.it/2021/06/23/2ex-ilva-il-consiglio-stato-stop-a-sentenza-tar/)
*foto Paolo Occhinegro