| --° Taranto

Massimo Righi è da circa trenta anni il numero uno della Lega Pallavolo Serie A. Nei giorni scorsi il consorzio che raccoglie i club partecipanti ai campionati di serie A/1- A/2 e A/3, è stata messo in grave difficoltà dalla decisione della neo-promossa Tonno Callipo Vibo Valentia di rinunciare al campionato di Superlega.

Un fulmine a ciel sereno, considerati i 22 anni di ininterrotta militanza in serie A del club calabrese, che ha spiazzato tutti, compreso i vertici dell’organizzazione del campionato per club più importante e competitivo al mondo. Nel giro di appena 48 ore si è fatta, però, avanti concretamente l’ipotesi Catania. Il club siciliano, neo promosso in A/2 da appena una settimana, si è dichiarato ufficialmente pronto ad un doppio salto di categoria (acquisterà i diritti di Vibo Valentia).

“Possiamo dire che se l’operazione andrà in porto (timeline 6 giugno, ndc), si tratterà di un miracolo dovuto alla determinazione di un club come Farmitalia Catania – che rappresenterebbe la seconda città più grande d’Italia dove si giocherà la pallavolo il prossimo anno –   e all’entusiasmo di una piazza capace nell’ultima partita di A/3 di portare al palazzetto 3500 spettatori, spiega il presidente Massimo Righi.

Catania vi ha tolto le castagne dal fuoco perché si prospettava una Superlega ad 11 squadre e senza retrocessioni…

“Avevamo dei piani alternativi, certo difficili da praticare. Anzitutto abbiamo chiesto eventuale disponibilità ai club che si pensava potessero essere più strutturati e pronti per fare la Superlega, o perché ci erano appena stati (Siena, ndc) o perché ce l’hanno nei loro progetti futuri (Cuneo, Ravenna, ndc). Tutti hanno risposto che avrebbero preso in considerazione l’ipotesi se ci fosse stato a disposizione almeno un mese in più di tempo. Con la scadenza del 6 giugno alle porte era oggettivamente impossibile attrezzarsi per tale eventualità.

Poi abbiamo cercato di considerare delle joint venture tra società di serie A , supportate da un pool di imprenditori di città diverse ma della stessa zona. Infine, il piano B prevedeva di giocare con 11 squadre per poi cercare, in un paio di mesi, una nazionale straniera che venisse in Italia come dodicesima squadra fuori classifica. Sarebbe stata un’opportunità anche per cercare di aprire a quei mercati internazionali verso i quali la pallavolo italiana guarda in chiave futura (Cina, Giappone, India)”.

La vicenda Vibo Valentia ha distratto l’attenzione sull’analisi di una stagione, quella da poco conclusa, che probabilmente per spettacolarità e livello tecnico è stata la migliore degli ultimi anni. Concorda?

“Abbiamo assistito ad un campionato di Superlega caratterizzato da grandissimo equilibrio che ha generato grande spettacolo. Se è vero che c’è stata una squadra, come Perugia, che ha dominato la stagione regolare, è altrettanto vero che dietro gli umbri si è molto combattuto per i vari obiettivi. I valori tecnici delle squadre sono stati molto vicini. Bastavano due vittorie in più o in meno per cambiare totalmente il corso della stagione di un club. In un contesto del genere si può affermare che a vincere spesso non è la squadra più forte ma quella che nel momento decisivo della stagione arriva più in forma, sia fisica che mentale”.

I dati di pubblico sono stati confortanti? Si è trattato della prima vera annata sportiva non influenzata dal Covid.

“Diciamo che abbiamo vissuto un inizio stagione ancora un po’ complicato. C’era ancora un po’ di timore nel frequentare i luoghi al coperto. Abbiamo fatto tutti un po’ di fatica, anche il basket, a riconquistare il pubblico pre pandemia. Poi da gennaio in avanti si è arrivati ad una progressiva normalità e la seconda parte della stagione ha visto i palazzetti quasi sempre gremiti”.

Può aver inciso anche il costo dei biglietti?

“Siamo lo sport, tra quelli di livello, che ha la media più bassa del prezzo del tagliando per assistere all’evento. Credo si tratti di una questione di offerta. Il nostro movimento può migliorare tantissimo nel discorso che riguarda la biglietteria. Non vuol dire portare via tutti i soldi dalle tasche dei nostri tifosi ma proporre un’offerta tale che  non si proponga solo la qualità dello spettacolo che va in scena sul taraflex ma anche una serie di iniziative che girano attorno all’evento di campo”.

Che novità ci dobbiamo attendere dal prodotto Superlega per la prossima stagione? Ci si può spingere ancora oltre  rispetto a quanto raggiunto in termini di spettacolo e popolarità?

“Evidentemente sì. Il ragionamento è semplice. Se ci riteniamo il miglior campionato al mondo di pallavolo ed i nostri termini di paragone con altri sport sono la Première League di calcio e l’NBA di basket, di strada da fare ce n’è tanta. Noi ancora non abbiamo un volume d’affari tale da poter essere ai livelli dei campionati citati. Siamo a una distanza siderale. Però abbiamo ampi margini di crescita e possiamo ampliare i nostri orizzonti affermandoci in mercati internazionali ancora non coinvolti. Stiamo lavorando per migliorare i nostri palazzetti, sull’illuminazione degli impianti, sulle produzioni televisive per rendere la fruizione da casa ancora più attrattiva”.

Una domanda su Taranto e sulla Gioiella Prisma Volley non posso evitare di fargliela. Che pensa del percorso che sta facendo il club rossoblù?

“Taranto rappresenta una piazza con una sua storicità per la pallavolo italiana, perché in diverse fasi ha fatto campionati altissimo livello ed in passato ha avuto grandi campioni nelle sue fila. Il club di Tonio Bongiovanni ed Elisabetta Zelatore, due dirigenti animati da grande passione per questo sport, ha saputo rimettersi in discussione con grande umiltà, rientrando in Superlega in punta di piedi. Ha fatto benissimo sin da subito. Ora sta cercando di trovare una sua collocazione tranquilla che passa attraverso un potenziamento della struttura societaria. E lo sta facendo. Taranto è una città dalla quale ci auspichiamo possa arrivare una risposta sempre più importante di pubblico perché conosciamo il grande potenziale di cui dispone. La società come si dice: gode di sana e robusta costituzione. Ha una visione programmatica ed ha voglia di progredire. Sono sicuro che potrà fare bene anche in futuro”.

*credit foto Lega Pallavolo Serie A

 

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