La diffusione sui social delle immagini di alcuni cittadini responsabili dell’abbandono selvaggio di rifiuti è costata la condanna a una sanzione pecuniaria per il Comune di Taranto, ridotta, però, a 20mila euro rispetto ai 200 mila euro richiesti dal Garante per la protezione dei dati personali, per violazione del regolamento Ue 2016/679 dovuta alla pubblicazione sul profilo Facebook della società partecipata Kyma Ambiente-Amiu (destinataria anch’essa di una sanzione di 150mila euro) di video o foto che ritraevano cittadini nell’intento di abbandonare rifiuti in zona vietata.
A giustificazione di ciò i vertici di Kyma Ambiente avevano sottolineato che la pubblicazione dei frame di immagini ripresi dalle video trappole fosse esclusivamente finalizzata a un’azione di deterrenza e di sensibilizzazione sulla tematica dell’abbandono selvaggio di rifiuti.