Per fortuna che Taranto è bagnata dal mare. Già perché altrimenti i turisti li vedremmo probabilmente con il binocolo. Domani nella città dei due mari è attesa la Costa Pacifica che attraccherà nel porto di Taranto per la prima volta e che farà sbarcare i crocieristi, i “nostri” turisti principali, che si spera riportino con sé una bella immagine della nostra città e che magari tornino in futuro a trovarci dopo il mordi e fuggi.

Dicevamo della fortuna che ha Taranto di essere bagnata dal mare, unico modo diretto per poterla raggiungerla, unico modo per non scoraggiare i turisti a venire da noi. Se pensiamo che l’autostrada si ferma a Massafra, che scarseggiano i treni a lunga percorrenza (Milano-Roma-Torino, e non parliamo di alta velocità) di una stazione inospitale ( si festeggia il distributore automatico di bevande come se fosse una conquista)  e che l’aeroporto è una chimera inseguita vanamente da tanti, troppi anni.

Vogliamo tutti parlare di questo turismo, candidato principale ad essere l’alternativa alla monocultura dei veleni  – non solo inquinamento ma ormai anche (in) occupazione –  dell’acciaio, ma poi la nostra classe politica (tutta, nessuna esclusa, a partire da oggi sino ad andare indietro di almeno 30 anni) ha fatto poco o nulla per migliorare le infrastrutture, anzi mi correggo per fare in modo che venissero create.

L’aeroporto (Grottaglie, si dirà 25 km di distanza…) aperto ai voli civili resterà solo nei desideri di quei passeggeri nostri concittadini costretti a delle vere e proprie levatacce (navette di collegamento ad orari improponibili e con fermate da terzo mondo) e odissee (un ritardo di un volo serale e sei spacciato perché la dead line delle navette dall’aeroporto di Brindisi è fissata per le 23.50, cartelli degli orari inesistenti infopoint chiuso, noleggio auto dopo le 23.00 impossibile) per raggiungere posti come Roma e Milano che da altrove si raggiungono in un paio di ore al massimo. Nessun parlamentare, nessun sindaco, nessun consigliere regionale ha mai battuto i pugni seriamente sui tavoli che contano. I rappresentanti del nostro territorio hanno accettato tutti supinamente le decisioni calate ed imposte dall’alto per non disturbare i vicini (Bari- Brindisi).

I voli orbitali (a proposito il soggetto proponente Virgin Orbital, è fallito) e le altre menate sono solo diversivi per distrarre l’attenzione dal problema che più di tutti ci tocca da vicino quando vogliamo mettere il naso fuori dal Meridione.

E allora Viva la Costa Pacifica che per qualche ora ci fa sentire città turistica…Per il resto chi vivrà vedrà, un po’ come il Taranto calcio in serie A!

 

One Response

  1. Diciamo la verità,siamo un branco di ignavi, non abbiamo identità, sempre pronti con un cappello in mano per ricevere il solito piatto di lenticchie da chi ci racconta le favole poi non è mai stato un territorio turistico bensì da surrogato o pattumiera industriale quella velenosa che nessuno vuole nel proprio orto. Infine in riguardo ai collegamenti non esiste un grosso flusso passeggeri come ad esempio dal Salento: sulla tratta aerea si muovano giornalmente da Taranto e provincia da 0 a 5 unità; sul traffico ferroviario per Roma e Milano da 2a 15 unità; sulle autolinee nazionali Roma, Bologna, Milano una media gg di 7 10 unità. Insomma con questi numeri ci potrebbe essere solo il miracolo che qualche azienda dedicata investa. A mio avviso bisognerebbe realizzare una infrastruttura intermodale ( terminal ) ben reclamato e capace di raccogliere in maniera capillare passeggeri interegionali ( Basilicata, Calabria ), Diciamo che il momento è quello giusto per l’occasione dei Giochi del Mediterraneo.

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