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Su queste pagine abbiamo raccontato l’ennesimo malessere vissuto dai cittadini e le cittadine del rione Tamburi, in merito a delle emissioni odorigene nauseanti di cui si è discusso durante un’assemblea di quartiere lo scorso 30 marzo. In quell’occasione Laura Di Santo – assessore con delega all’Ambiente e Qualità della Vita –  è intervenuta comunicando di aver richiesto l’attivazione del cosiddetto “naso elettronico” per individuare la sorgente delle emissioni.

(leggi qui https://www.corriereditaranto.it/2023/03/31/il-quartiere-tamburi-e-stanco-1/)

L’efficacia di questo strumento è però messa in discussione dal Responsabile della Direzione Scientifica Arpa Puglia – Ing. Vincenzo Campanaro – e dal Responsabile del Dipartimento Ambientale Provinciale – DAP Taranto Dott. Vittorio Esposito. A renderlo noto è il consigliere comunale Massimo Battista presente all’incontro della Commissione Consiliare Ecologia e Ambiente dove si è tenuta l’analisi e l’approfondimento in merito alle emissioni odorigene presenti nel quartiere Tamburi di Taranto e i così detti “nasi elettronici”. Il consigliere, durante il dibattito, ha preso la parola chiedendo se fosse possibile verificare i valori e i dati riscontrati da tali strumenti accedendo direttamente sul sito di Arpa Puglia così come avviene per controllare i dati giornalieri di pm10 e pm2,5 rilevati dalle centraline ubicate intorno alla grande industria.

L’Ing. Campanaro, presente all’incontro insieme al Responsabile Centro Regionale Aria Dott. Lorenzo Antonio Angiuli, ha risposto con un secco “no”. Ha poi aggiunto che “serve una specifica campagna di addestramento, in una specifica posizione di installazione in corrispondenza di un certo numero di detrattori ambientali e solo dopo aver fatto un raffronto con i sistemi di controllo poc’anzi menzionati in un apposito laboratorio di oftalmometria, io posso assegnare al rilievo continuo effettuato dal naso elettronico un valore che altrimenti sarebbe un risultato non attendibile. Preciso, tuttavia, che i nasi elettronici sono apparecchi molto sofisticati soggetti ad una progressiva evoluzione tecnologica per cui, probabilmente, a distanza di tempo, i risultati che questi apparecchi offriranno potranno essere molto più soddisfacenti”.

La risposta del dott. Esposito è stata invece che Arpa offre tutta la possibile collaborazione nel guidare l’installazione, l’acquisto, l’assistenza e perfino la valutazione dei dati raccolti che resta però un’attività a carico del Comune perché loro non potranno arricchire le centraline di ulteriori sensori che non sono certificati dalla normativa. Ha poi aggiunto che esiste una norma tecnica che certifica, descrive l’utilizzo e i requisiti minimi del cosiddetto naso elettronico ma ogni produttore deve ottenere una certificazione da parte di un Ente terzo per la conformità di questi sistemi alla menzionata norma tecnica. “Esiste – prosegue il dottore – una norma Uni che descrive i nasi elettronici. Quindi, queste postazioni individuate dal Piano Regionale di Qualità dell’aria, approvato dalla Regione, prima che siano dotate di questi sensori, necessitano, come detto, di un ulteriore passaggio legislativo”.

A seguito di questo incontro il consigliere Massimo Battista, in una nota stampa, ha reso noto che “i nasi non servono, non sono nemmeno normati, dunque, l’unica strada percorribile è quella di una procedura di riesame urgente che dovrà assoggettare l’impianto a valutazioni, condizioni e verifiche che possono determinare questo genere di emissioni odorigene. A suo dire bisogna rivedere il quadro autorizzativo degli insediamenti presenti nelle zone adiacenti il quartiere Tamburi ed accertate le responsabilità. Il Sindaco, come massima espressione cittadina per salvaguardare la salute dei cittadini, può emettere ordinanze contingibili ed inoltre il Presidente della Provincia, Melucci stesso, può rivedere le autorizzazioni rilasciate nel tempo”.

(leggi tutti gli articoli sul rione Tamburi https://www.corriereditaranto.it/?s=quartiere+tamburi&submit=Go)

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