A cura di Roberto Orlando – La storia del trasporto pubblico a Taranto, come abbiamo già visto in un precedente appuntamento con la nostra rubrica, si è sviluppato e modificato dalla fine dell’ottocento in poi, man mano che la città cresceva oltre il centro cittadino e nelle borgate di San Vito, Lama e Talsano. La domanda per il trasporto pubblico non fu più soltanto per esigenze lavorative, l’offerta rispondeva anche agli studenti, che utilizzavano (e utilizzano ancora oggi) gli autobus del servizio locale per raggiungere le scuole dislocate in città.

Personalmente, il mio autobus era la circolare nera, presa da via Cesare Battisti e lasciata in viale Magna Grecia, dove con altri tanti compagni di scuola raggiungevo Corso Italia, destinazione l’Istituto per Geometri “Enrico Fermi”. Quando da lontano si intravedeva l’autobus che scartava Piazza Ramellini e imboccava via Cesare Battisti tutti coloro che attendevano alla fermata speravano che non fosse l’ennesimo 1/2 ma la tanto attesa “circolare” nera.

Sarà sempre la nostalgia dei tempi passati ma sembra che le linee automobilistiche di oggi abbiano perso il fascino romantico degli anni ’80 e ’90, senza nulla togliere agli autobus odierni. Ma, onestamente, rievocare la circolare rossa o la circolare destra è tutt’altra musica rispetto alla numerazione 20, o al 21, oppure al 27 e al 28. L’unica eccezione “numerica” è per il 14, che avanzava fino ai confini dell’impero, ovvero a Porto Pirrone, altro autobus che è rimasto nel cuore di tanti adolescenti di quegli anni.

Ma come nascono le circolari? E perché rossa e nera? Di certo non per par condicio politica, come qualcuno ha ipotizzato, e nemmeno perché facevano un percorso “circolare”, ovvero girando sempre a sinistra o girando sempre a destra. Come sempre ringraziamo le ricerche e le pubblicazioni, tra gli altri, del professor Serrano, in questi giorni impegnato con una interessante mostra fotografica all’interno di un bunker della seconda guerra mondiale in Arsenale.

I primi autobus che raggiungono le borgate iniziano le loro corse alla fine della seconda guerra mondiale e i loro percorsi storici sono abbastanza travagliati. La linea S-T (San Vito – Taranto) negli anni ’50 diventa linea 4; nel 1968 nella linea 4 confluisce la linea 10, diventando così circolare destra (contrassegno 4 barra rosso) e circolare sinistra (contrassegno 4 barra nero). Il percorso andava da Piazza Immacolata, viale Virgilio, Viale Jonio, San Vito e, al ritorno, Magna Grecia, Battisti, Principe Amedeo, Berardi, Piazza Immacolata, dov’era il capolinea. Percorso inverso per la Circolare Sinistra. Nel tempo il tragitto varierà diverse volte, le linee verranno soppresse e confluiranno nella linea 7, per poi ritornare nuovamente nel 1970 rimanendo linea solo cittadina.

Il servizio per le borgate continuò con la linea 10, che arrivava fino a Lama e la linea 11, che arrivava a Talsano. Almeno fino al 1969, quando venne razionalizzato il servizio per le borgate attraverso la soppressione delle linee 4/rosso e 4/nero, sostituite dalla circolare destra e circolare sinistra e l’istituzione delle circolari rossa e nera (che servivano nei due sensi Talsano, Lama e San Vito) e la soppressione del 10 e delll’11. Sugli autobus apparvero i cartelli C/S, C/D, C/R, C/N. E voi, che autobus prendevate?

*credit foto Oreste Serrano

One Response

  1. ottima ricostruzione dell’evoluzione delle linee coerente con lo sviluppo urbanistico della città. Solo un’annotazione che riguarda il fatto che negli anni 60/70 l’autobus era condotto da l’autista e dal bigliettaio e nessuno sfuggiva al pagamento della corsa. Considerati i mancati introiti a causa dei “portoghesi” forse varrebbe la pena di ripristinale il ruolo dei bigliettai che appena salivi a bordo ti strillava “Bigliettiiii”.

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