La notizia che da tempo ci si attendeva e si temeva, alla fine è arrivata. Quest’oggi, durante l’audizione in Commissione bilancio e programmazione presieduta da Fabiano Amati (Azione), si è tornati a parlare del costruendo ospedale di Taranto San Cataldo.
Dall’audizione del RUP e direzione dei lavori non è emerso nulla di nuovo rispetto alla volta precedente, in considerazione del mancato decreto di assegnazione all’Asl Taranto per l’erogazione del finanziamento di 105 milioni, utile all’acquisto di arredi e attrezzature, nonostante sia stato già sottoscritto l’accordo a livello interministeriale. Né i 5 milioni di cofinanziamento regionale risultano erogati. Dunque, si è proceduto alla sospensione parziale dei lavori per le aree di alta tecnologia e per ora non è possibile ipotizzare di
procedere all’aggiudicazione delle gare già esperite. L’aggiornamento sul punto è previsto tra un mese.
Sulla questione del completamento dell’ospedale San Cataldo di Taranto, è intervenuto l’assessore alla Sanità, Rocco Palese, anche in esito dei lavori della commissione consiliare sanità di oggi, rilasciando la seguente dichiarazione: “Ribadisco l’urgenza che il Governo nazionale approvi il decreto definitivo per il finanziamento di 105 milioni di euro per le attrezzature e gli arredi del nuovo ospedale “San Cataldo” di Taranto. La Regione Puglia è pronta e ha già definito tutti gli adempimenti correlati, compresi quelli relativi al cofinanziamento aggiuntivo. Rimaniamo in fiduciosa attesa degli atti del Governo centrale”.
Da quel che è emerso oggi, i lavori nell’area di cantiere destinata all’alta tecnologia sono stati fermati lo scorso 23 maggio. Esattamente due giorni prima che a Roma venisse sottoscritto l’Accordo di Programma tra il ministero della Salute e la Regione Puglia per il completamento del Nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto e per la realizzazione del Nuovo Ospedale del Nord Barese. La firma avvenne alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci, del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e una rappresentanza di parlamentari pugliesi. Sbloccando così un finanziamento di quasi 300 milioni di euro alla Regione Puglia, risorse necessarie al completamento degli interventi previsti dal Programma straordinario di investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie (ex articolo 20 della Legge 67/1988).
In base all’ultimo aggiornamento sulla realizzazione dei lavori avvenuta lo scorso 4 maggio in Commissione Bilancio e Programmazione, si registrava l’83,5% di realizzazione dell’opera con un avanzamento di appena lo 0,5% rispetto alla fine di marzo.
In attesa del via libera da parte del ministero, l’Asl di Taranto in questi mesi ha comunque avviato diverse procedure di gara per economicità dei tempi. Sono state in tutto cinque le procedure multi lotto avviate e in corso di espletamento il cui importo appaltato è di 54 milioni, riguardanti le procedure per l’acquisizione delle apparecchiature per completare le opere murarie (per gli impianti di radioterapia e medicina nucleare e per le apparecchiature di radiologia, come tre acceleratori lineari, una Tac con simulatore di nuova generazione, due Gamma camere, una Pet/Tac, tre apparecchi per risonanza magnetica, un angiografo biplano e una sala attrezzata per la radiochirurgia dei tumori cerebrali). Ricordiamo che le gare indette dalla Asl di Taranto, sono state bandite grazie ad una delibera regionale, nonostante la mancanza della firma sull’accordo di programma con il ministero della Salute. La Regione infatti decise di assumersi la responsabilità di procedere lo stesso in attesa di raggiungere l’accordo con il ministero. Ciò detto, come più volte ribadito in questi mesi, senza l’erogazione dei fondi tutto è destinato a bloccarsi. Ed anche quando ciò avvenisse, secondo le previsioni ci vorrebbero almeno quattro mesi per far ripartire tutto.
“In data 23 maggio 2013 sono stati sospesi i lavori nell’area di cantiere destinata all’alta tecnologia, perché a oggi non è stato ancora adottato il decreto di assegnazione alla Asl Taranto dei 105milioni per arredi e attrezzature, e nemmeno i 5milioni di cofinanziamento regionale risultano erogati. Ciò continua a determinare uno notevole stato d’incertezza – afferma il consigliere regionale Amati -.Infatti, se pure fossero assegnati oggi i fondi, la sospensione dei lavori non potrebbe essere revocata prima di quattro mesi, poiché servirebbe la verifica di tutti i requisiti oggettivi e soggettivi degli aggiudicatari (tale attività deve essere concomitante con l’aggiudicazione e non può essere anticipata) e l’attesa del termine di stand still di 35 giorni per ogni contratto. Abbiamo accumulato troppi ritardi,
con responsabilità diffuse: nessuno può chiamarsi fuori perché attinenti sia alla fase della richiesta risorse e sia alla fase di autorizzazione e sottoscrizione dell’accordo. Condivido con tutti i componenti della Commissione una grande preoccupazione e non solo per il mancato rispetto del 31 luglio per la fine lavori. Il continuo rinvio nella definizione delle procedure di acquisizione di beni e attrezzature, con il carico delle relative incertezze, potrebbe comportare due clamorosi rischi, ossia l’acquisto di beni tecnologicamente superati o eventuali richieste di aggiornamenti dei prezzi. Nel frattempo chiedo alla Giunta regionale di erogare immediatamente la quota di cofinanziamento per euro 5milioni e mi appello a tutti i parlamentari pugliesi per sollecitare l’adozione del decreto interministeriale di assegnazione delle risorse, in esecuzione dell’accordo recentemente sottoscritto. Mi auguro che d’ora in poi anche la comunicazione politico-amministrativa sull’argomento possa essere improntata alla verità, senza altalene tra esultanza e critiche in base al posizionamento politico. Il nuovo ospedale è argomento troppo importante e non merita ritardi, indugi o dibattito politico adulterato dal posizionamento” conclude il presidente Commissione bilancio e programmazione presieduta Fabiano Amati.
ll Nuovo Ospedale San Cataldo, che subentrerà all’ospedale SS. Annunziata di Taranto, svolgerà un ruolo strategico nell’ambito della rete ospedaliera pugliese quale DEA di II Livello. Il presidio ospedaliero sarà, infatti, coinvolto nelle maggiori reti tempo-dipendenti, operando come HUB per la rete cardiologica, dell’ictus e del trauma. Sono inoltre previste altre discipline di alta specialità, quali la chirurgia vascolare; la neurochirurgia; la chirurgia toracica; la terapia intensiva neonatale. L’intervento di completamento consentirà di dotare l’ospedale di apparecchiature moderne e innovative da destinare ai reparti di radiologia, rianimazione e terapia intensiva, medicina nucleare, emodinamica, pediatria, radioterapia, dialisi, terapia intensiva neonatale, UTIC, sale operatorie e sale parto. Tecnologie che dovranno consentire all’ospedale di essere all’avanguardia e affrontare la sfida della transizione digitale offrendo ai cittadini servizi innovativi e avanzati. Si spera non troppo in là negli anni.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/05/24/san-cataldo-arriva-lok-dal-ministero3/)