Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenendo alla Festa dell’Innovazione del Foglio, in corso a Venezia, è tornato a parlare dell’ex Ilva all’interno di un’intervista dove ha toccato diversi i temi del dicastero di Via Veneto. Dall’accordo con Lufhtansa alla strategia sul golden power seguita dal governo, fino agli investimenti dello stato nel settore automotive.
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“La strategia governo è chiara: uno Stato stratega che indica una chiara politica industriale dove le imprese si orientano in una situazione di mercato e di libertà d’impresa” ha affermato il ministro introducendo il suo discorso in merito alla politica economica del governo Meloni. 
In merito alla situazione dell’ex Ilva, Urso ha ricordato l’intervento del MiMIT con un “decreto legge lo scorso dicembre, che da una parte ha fornito alla società Acciaierie d’Italia le risorse economiche necessarie per evitare il blocco degli impianti sotto forma di finanziamento tramite il socio pubblico Invitalia pari a 680 milioni di euro. E nello stesso tempo abbiamo creato le condizioni necessarie per anticipare quello che è stato deciso precendentemente al nostro governo, ovvero dagli accordi sottoscritti dal governo Conte II che tolse inopinatamente lo scudo penale, che lo Stato salisse al 60% delle quote societarie entro il 2022 per poi lo scorso anno con il governo Draghi rinviare quest’operazione al 2024″.
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“Governo Conte II che sottoscrisse, lo vorrei ricordare a me e a voi tutti – attacca il ministro Urso – dei patti parasociali che non sono autorizzato ad illustrare ma che posso dire avevano completamente imbrigliato del tutto l’azione dello Stato, legandolo anche nella governance obbligandolo a restare ora e per sempre in maggioranza. Siamo subito intervenuti, con l’impresa e Invitalia che hanno riscritto i patti parasociali, tornando a dare allo Stato quella libertà che non aveva più. Ora lo Stato può andare in maggioranza entro il 2024, ma può anche tornare in minoranza e far intervenire un nuovo partner industriale, cosa che prima non poteva fare” ha dichiarato Urso.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/31/situazione-ilva-complessa-ma-via-duscita-ce-4/)
“Adesso dobbiamo d’intesa con l’investitore straniero, che noi rispettiamo come sempre, prendere le decsioni più importanti: siamo nel momento decisionale, decisioni devono arrivare collegialmente visto che sono diverse le autorità interessate dalla vertenza, di cui discuteremo anche con i sindacati in un prossimo tavolo imminente, il 19 giugno. Lo Stato ritiene che se si agisce subito, Taranto può portare avanti il percorso di riconversione ambientale, trasformando il siderurgico ionico nel più grande impianto di produzione di acciaio green del mondo” ha concluso il ministro Urso.
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