A San Giorgio Jonico è attivo il primo Sportello di ascolto della provincia di Taranto a sostegno degli uomini maltrattanti e maltrattati, con un approccio innovativo al problema della violenza di genere nelle mura domestiche.
È questo il primo importante risultato del Protocollo d’Intesa siglato recentemente tra il Comune di San Giorgio Jonico, nella figura del Sindaco Dott. Cosimo Fabbiano, e l’Associazione di Promozione Sociale Cumm (Centrascolto Uomini Maltrattanti e Maltrattati) nella figura dell’Avv. Stefania Cantoro, una iniziativa resa possibile dall’impegno dell’Assessora comunale ai Servizi sociali Dott.ssa Adele Castellano.
Lo Sportello di ascolto gestito da Cumm sarà aperto al pubblico, senza necessità di appuntamento, ogni mercoledì, dalle ore 16.30 alle ore 18.00, in Via Malta n.1 a San Giorgio Jonico (info 338.8888898).

L’iniziativa trae origine dal desiderio e dalla consapevolezza della necessità di prendere in carico gli uomini autori di comportamenti violenti nei confronti delle donne, prima che gli atti violenti insorgano o si ripetano, ma anche quegli uomini che rientrano nella categoria dei maltrattati, perché anche questo è un fenomeno che oggi, in relazione al suo tenore crescente, merita la giusta attenzione e considerazione. «Presso lo Sportello di ascolto gli operatori specializzati del Cumm – ha spiegato la Presidente Stefania Cantoro – si occuperanno di aiutare e sostenere gli uomini maltrattanti e gli uomini maltrattati, in particolare portandoli a riflettere sui loro comportamenti e sulle problematiche relazionali.
Scopo del Cumm è indirizzare l’uomo a riconoscere la necessità di divenire parte attiva nel cambiamento, per esempio imparando a controllare gli stati di ira e arrivando a riconoscersi nel ruolo di maltrattante: la consapevolezza, infatti, è il punto di partenza di un percorso di fuoriuscita dalla violenza e di ridefinizione di sé come individuo con altre potenzialità e possibilità.
Il Centro di ascolto si occuperà anche di uomini che subiscono maltrattamenti da partner o da familiari, un fenomeno in forte crescita anche se ancora non adeguatamente riconosciuto; si tratta di comportamenti violenti da eliminare, al pari di quelli che le donne stanno purtroppo subendo in questo periodo storico».