Nonostante i tentativi, come al solito vani dei soliti noti, di farla passare come una notizia inventata e senza fondamento, l’intenzione del governo di stralciare il progetto che prevede la realizzazione di un impianto di preridotto a Taranto, finanziato con un miliardo di euro all’interno del PNRR (stanziato dal governo Draghi nel decreto Aiuti Ter) spostandolo sui Fondi di Coesione, è stata confermata direttamente dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin.
“Garantendo l’intervento sul preridotto dell’ex Ilva di Taranto, il governo tutela i tarantini, l’ambiente e la produzione di acciaio nazionale. La proposta di spostare un miliardo di euro dal Pnrr al Fondo di coesione è dettata infatti dalla volontà di utilizzare concretamente queste risorse, di cui abbiamo enormemente bisogno per il rilancio dell’Ilva”, ha dichiarato il ministro all’ANSA. “Speculare su una scelta tecnica – prosegue – che si sta valutando per salvare finanziamenti e consentire l’esecuzione delle opere, è fuorviante e soprattutto dannoso: per l’Ilva e per la stessa comunità di Taranto” ha concluso Fratin.
La scelta (la notizia in questo caso lanciata dal Sole24Ore e ANSA che abbiamo pubblicato dopo aver trovato conferma dalle nostre fonti) si spiega con il rischio concreto è che il progetto non venga realizzato nei tempi previsti, ovvero nel primo semestre del 2026. Da qui l’idea di spostare il finanziamento sul fondo di sviluppo e coesione che non hanno scadenza temporale, con il miliardo in questione che sarebbe impiegato su altri progetti. Nei prossimi giorni se ne saprà certamente di più.
(per chi vuole approfondire rileggere il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/06/16/ex-ilva-salta-il-miliardo-del-pnrr/)
Ma come è possibile che nessuno muove un dito ,e le bonifiche sono andate a farsi fo,adesso il pre ridotto ,ma ci avete preso proprio per stupidi . La situazione peggiora giorno per giorno , veramente se non ci svegliamo qualsiasi progetto previsto per Taranto diventa una vera e propria presa per i fondelli ,non ci siamo proprio .
Taranto colonia del capitalismo lombardo e della politica romana quindi non essendo in grado di un rinnovamento industriale tentano come sempre hanno fatto con qualche complice locale di non cambiare destinazione d’uso cioè di pattumiera industriale e razzismo ambientale come alcuni sospettano