Abbiamo assodato che “Il cambiamento” per potersi concretizzare deve diventare un flusso in continuo movimento, non si può attuare attraverso la staticità. Con il passare degli anni la città di Taranto ha cercato in tutti i modi di seguire questo flusso, cercando come una vera surfista di prendere la giusta onda per poterla cavalcare evitando di scivolare, cadere e perderla. Questa è la ragione che si cela dietro il progetto Artlab Eyeland – l’isola delle arti, promosso e organizzato da PhEST, Associazione culturale che realizza il Festival Internazionale di fotografia e arte a Monopoli, con il sostegno del Comune di Taranto.
Il progetto, che in queste settimane ha già coinvolto i tarantini attraverso workshop e iniziative, è partito il 2 giugno con 11 mostre in interni e 5 in esterni. In questi giorni continua il suo viaggio grazie a due importanti residenze-laboratorio artistiche, di arte partecipata. “ArtLab Eyeland, è un progetto in costante divenire. Al contrario dei festival che restano congelati nell’istante della inaugurazione, qui nuove mostre continueranno a sorprendere i visitatori durante tutto il periodo, fino al 31 luglio” ha affermato il direttor artistico Giovanni Troilo. La prima residenza-laboratorio è quella del collettivo tedesco Mentalgassi, i quali dopo un laboratorio svoltosi con grande partecipazione ed entusiasmo dai tarantini, stanno intervenendo in queste ore con mega installazioni sulle palazzine della città vecchia sulle quali compariranno le gigantografie di volti di donne e uomini, tutti made in Taranto. La seconda residenza-laboratorio è quella di Caos di Dario Pruonto che sta lavorando insieme agli abitanti ad un progetto di poesia urbana nelle stradine di Taranto vecchia. Il momento dell’installazione si tradurrà in una vera e propria performance collettiva che coinvolgerà abitanti e artista. Il tutto sarà visibile già in settimana.
Il 28 giugno, inoltre, con Alex Palmieri partirà il laboratorio di produzione musicale ed insieme all’UniBa partiranno una serie di importanti iniziative che verranno rivelate nella stessa data. “i partecipanti impareranno attivamente a raccontare la città e a promuovere la sua bellezza per mezzo di registrazioni ambientali” racconta Troilo “i presenti potranno produrre una traccia musicale interamente scritta con i suoni della Città Vecchia, orientando il tutto all’ascolto come visione e comprensione di un luogo abitato dalle anime che lo vivono e come unico senso per esplorare la città”. Il progetto vuole raccontare la rinascita di Taranto attraverso varie espressioni artistiche proposte ai visitatori e ai cittadini in forma partecipata e collaborativa. Questo cambiamento così radicale, quasi ingombrante all’interno della città vecchia, è stato una vera e propria scommessa, perché la reazione degli abitanti si sarebbe potuta manifestare in diversi modi. Lo stesso Troilo afferma che i feedback sono stati numerosissimi e tutti positivi, confermando il grande calore e la grande partecipazione che c’era stata durante la preparazione svolta nei mesi precedenti. Qui riportata una intervista estemporanea del maestro Nicola Giudetti: https://www.instagram.com/p/Cs6El5xI0i2/
Le installazioni sono state riprodotte in luoghi che permettono un’esplorazione urbana differente non solo ai visitatori ma anche a moltissimi Tarantini che forse non hanno mai visto, in quanto, deviando da via Duomo, possano scoprire Via di mezzo, la pensilina Liberty e la Torre dell’Orologio in fondo all’isola di Città Vecchia. Inoltre si possono ammirare gli scatti del fotografo di fama internazionale Sam Gregg, il quale è stato scelto proprio per la sua grande capacità di penetrare nei contesti e di entrare in piena empatia con il tessuto sociale con i suoi scatti fotografici.
“L’artista è rimasto in residenza a Taranto vecchia per oltre un mese nel corso del quale ha tenuto diversi laboratori dedicati ai giovanissimi della città vecchia” racconta Troilo “abbiamo deciso di far diventare le puntellature in metallo che sostengono le facciate dei palazzi lungo la scalinata una vera e propria mostra a cielo aperto in cui gli abitanti possano riconoscersi nelle foto di Gregg”. Il progetto è un motore in continuo movimento, sempre acceso e vivo. Questo permette di mantenere in vita l’anima della città Vecchia.
