Questa mattina i lavoratori “ex Pasquinelli” (un primo gruppo di 10 operai) convocati dalla Kratos (unica ditta che ha presentato l’offerta per l’affidamento del servizio di spazzamento di Kyma ambiente, in attesa dell’avvio dell’impianto di selezione della differenziata, i cui tempi però ogni volta si allungano, ora si parla di settembre) per firmare il contratto di lavoro per 45 giorni, “si sono trovati davanti un contratto CCNL cooperative sociali che li collocherebbe al 1 livello, percependo, pertanto, sulle 900 euro. Siamo passati dal miseria alla beffa! – denunciano dallo SLAI COBAS per il sindacato di classe -. Nonostante i lavoratori dovrebbero lavorare solo per un mese e mezzo, verrebbero a prendere, pur lavorando 6 ore giornaliere, ugualmente meno dell’indennità Naspi, a causa di un livello abbassato dal 3 in cui erano inquadrati all’1 (con una violazione anche del CCNL)”.

“A cosa è servita la proposta di lavorare solo per 45 giorni (dallo Slai cobas contestata) – unica condizione a detta di Amiu e Comune per mantenere le 6 ore – se poi l’Amiu (con il Comune) non tenendo fede neanche alla sua miserrima proposta, non ha posto alcuna clausola sociale affinchè la ditta che ha fatto l’offerta sapesse di dover rispettare il livello). Per non parlare della clausola di contratto a tempo indeterminato che garantisse il passaggio da lavoro a lavoro sull’impianto di selezione” proseguono dal sindacato di classe.

“A questo punto, la maggioranza dei lavoratori non ha potuto firmare, in attesa di un intervento del presidente Amiu, Giampiero Mancarelli e del Comune – informano dallo Slai Cobas -. Ognuno pensa ai suoi interessi: Amiu e Comune proponendo solo l’elemosina di un lavoro ultra povero; la Ditta facendo l’offerta economicamente più bassa. E i lavoratori vengono presi alla gola! Ma c’è un limite all’attacco alle condizioni e alla stessa dignita’ dei lavoratori. I lavoratori non possono accettare questo contratto! Va subito rifatto l’affidamento con la clausola sociale. Gli accordi presi negli incontri devono essere rispettati!” sostengono dallo SLAI COBAS per il sindacato di classe.

Nell’incontro tenutosi lo scorso 9 giugno a Palazzo di Città, alla presenza del presidente di Kima Ambiente e Direttore del Comune, le proposte, “poste in termini di prendere o lasciare, da parte di Comune e Amiu sono state, o tre mesi di lavoro a 4 ore per tutti e 21 lavoratori che partirebbero insieme (con un salario, quindi, inferiore a quanto prendono oggi con la naspi), o, per avere 6 ore di lavoro al giorno, devono fare una turnazione: per 45 giorni lavorano 10 e per altri 45 giorni lavorano gli altri 11. E’ passata questa seconda proposta, con l’accettazione dei sindacati Cgil e Uil” ricorda Margherita Calderazzi dello Slai cobas. “Netta contrarietà” da parte dello Slai cobas che ha insistito “per un lavoro a 6 ore per tutti, l’avvio contemporaneo al lavoro senza divisione, con contratto a tempo indeterminato per consentire a settembre l’effettiva applicazione della clausola sociale del passaggio da lavoro a lavoro sull’impianto”.

Questo incontro al Comune “che doveva essere un passaggio, dopo l’ incontro della precedente settimana solo con l’Amiu, per migliorare la situazione dei lavoratori, con una integrazione da parte del Comune in modo da arrivare tutti e insieme a 6 ore, invece è stato una inutile fotocopia del precedente incontro, con l’unica differenza che invece di essere impegnati i lavoratori metà nella raccolta differenziata e metà nello spazzamento Tamburi, ecc, tutti ora andranno allo spazzamento, ma divisi comunque e per 45 giorni ogni gruppo – protestano dallo Slai Cobas -. E’ inaccettabile, è stato detto nell’incontro dallo Slai cobas, che da un lato il Comune, il Sindaco, avrebbero fretta di fare questo servizio di spazzamento, tanto che è stato detto, che se non si accettava subito la soluzione proposta, si sarebbero presi interinali dalle agenzie; è inaccettabile che da un lato il Sindaco continua a dare priorità all’abbellimento della città, e si investano fondi negli eventi culturali, ad uso soprattutto del turismo e dall’altro invece per i lavoratori, che potrebbero essere realmente impegnati in servizi strutturali, assolutamente indispensabili ai cittadini di Taranto, in primis raccolta differenziata, “non ci sono fondi” e devono accontentarsi delle miserie!” concludono dallo Slai Cobas. “Purtroppo, per ora sembra che comunque la partita sia chiusa, i sindacati confederali chiedono solo garanzie per il passaggio al lavoro futuro sull’impianto e i pochi lavoratori contrari dello Slai cobas non possono da soli continuare la mobilitazione. Ma questi lavoratori resteranno e devono restare una spina nel fianco, per un lavoro sicuro e utile e un salario dignitoso” promette Margherita Calderazzi.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza dei lavoratori ex Pasquinelli https://www.corriereditaranto.it/?s=pasquinelli&submit=Go)

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