Acciaierie d’Italia, nel giorno in cui è arrivata la convocazione da parte della Regione Puglia per un esame congiunto in merito alla cigs, ha inoltrato una comunicazione ai lavoratori attraverso il portale di ADI, con la quale dispone che il dipendente in “pendenza della procedura per la richiesta di CIGS” dovrà astenersi, per un determinato periodo, dal prestare attività lavorativa”.
“È del tutto evidente che in attesa che si chiuda la procedura ex art.44, comma 11 ter ed in attesa della voltura della cassa integrazione prevista dal decreto legge, risultato subito dopo il Consiglio dei Ministri del 15 giugno, ci sia un vuoto dal punto di vista della copertura dell’ammortizzatore sociale che non può ricadere sui lavoratori di ADI, infatti, nella comunicazione aziendale, è riportata una dicitura alquanto imprecisa e forviante in merito ai compensi dei lavoratori che, secondo l’azienda, sarebbero “in misura pari a quanto previsto nella medesima procedura”. Così Fim, Fiom, Uilm e Usb che precisano sottolineando che in assenza di una copertura dell’ammortizzatore sociale e in attesa di conoscere quanto previsto dal decreto-legge che definirà la voltura della procedura di cassa integrazione e le condizioni normative in merito alla retroattività dell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale, “l’azienda si deve fare carico interamente del costo del lavoro“.
“Ancora una volta Acciaierie d’Italia attraverso il suo AD prova a scaricare sui lavoratori scelte sbagliate, ma sia chiaro che, qualora dovessero verificarsi irregolarità nella busta paga dei lavoratori, ci rivolgeremo agli uffici legali competenti per denunciare un atteggiamento che definiamo palesemente antisindacale – lamentano i sindacati -. Per tali ragioni, riteniamo assurdo che mentre la società persevera in comportamenti irrispettosi nei confronti dei lavoratori e dell’intera comunità tarantina, in sede ministeriale si continua a prendere tempo discutendo di processi di riconversione del tutto retorici in assenza di un documento condiviso che identifichi un piano industriale attraverso un progetto concreto con le relative fonti di finanziamento. Pretendiamo che i finanziamenti pubblici erogati vengano indirizzati verso un’idea di futuro che non può prescindere da un immediato cambio della governance societaria” concludono le segreterie e le RSU di Fim, Fiom, Uilm e Usb Taranto.
Sull’argomento intervengono con una nota congiunta Roberto D’Andrea, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil e Francesco Brigati, segretario generale Fiom-Cgil di Taranto. “Quest’oggi, dando seguito al verbale di mancato accordo sulla procedura di cassa integrazione straordinaria ex. art. 22 bis, si è tenuto un incontro presso la Regione Puglia, con la presenza del Ministero del lavoro, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali, per esperire la procedura ex art. 44 comma 11- ter. Durante l’incontro è emerso che la stessa procedura di cassa integrazione potrebbe subire una voltura sulla base del decreto legge, approvato lo scorso 15 giugno, in cui si fa riferimento alle aziende con più di 1.000 dipendenti, per le aziende di interesse strategico e interessate da complesse riorganizzazioni che non sono riuscite a dare completa attuazione alle procedure che garantiscono la cassa integrazione straordinaria. Pertanto, la riunione odierna è terminata con un rinvio della procedura di cassa integrazione ex art. 44 comma 11 – ter in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che indubbiamente, non risolve quanto chiesto dalla Fiom-Cgil in merito alla gestione unilaterale dell’ammortizzatore sociale da parte dell’attuale management, dei futuri assetti societari, del rilancio produttivo dello stabilimento siderurgico e della prospettiva occupazionale, industriale ed ambientale. È del tutto evidente che in assenza del cambio dell’attuale management e di un ingresso in maggioranza nel capitale sociale di Acciaierie D’Italia da parte di Invitalia non si possa garantire una transizione ecologica, produttiva e sociale”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/06/19/ex-ilva-ancora-un-vertice-interlocutorio/)