Ancora polemiche sul processo di internalizzazione del Servizio 118 e al reclutamento degli operatori assunti. Ad intervenire sulla vicenda sono le segreterie territoriali di Fp Cgil Cisl Fp e Uil FPL (rappresentatate dai rispettivi segretari Cosimo Sardelli, Massimo Ferri, Giovanni Maldarizz) iper chiarire quanto apparso sulla stampa in questi ultimi giorni.
“L’internalizzazione è un processo virtuoso che ha sottratto gli operatori dal lavoro nero – tengono a precisare subito i sindacati -. Il loro reclutamento, così come concordato negli incontri con con l’azienda, doveva obbligatoriamente rispettare la clausola sociale, cioè il passaggio dei dipendenti dalle Associazioni private alla Sanitaservice, come avviene in tutti i cambi di appalto. I lavoratori, unitamente a coloro che risultavano essere volontari, reclutati con il primo avviso pubblico, erano in possesso dei requisiti previsti, come l’anzianità lavorativa e la professionalità richiesta anche perché, per garantire il servizio alle dipendenze delle associazioni, era comunque obbligatoria l’autorizzazione del Servizio 118 della Asl Ta previa verifica dei titoli richiesti”.
“Peraltro – si legge in una nota congiunta – il primo avviso pubblico non è stato sufficiente a reclutare i 384 lavoratori necessari per assicurare il servizio sul territorio e si è dovuto ricorrere ad un secondo avviso. Su tale secondo avviso, come Fp Cgil Cisl Fp e Uil Fpl abbiamo espresso – nello scorso mese di marzo – la nostra contrarietà perché fissava al 31 gennaio 2021 il possesso dei requisiti per essere assunti, mentre sarebbe stato più opportuno consentire la partecipazione a coloro che li avessero maturati sino al 2023, unica garanzia di poter reclutare tutti i 384 operatori necessari”.
“Come sindacato confederale dunque, tenuto conto che ancora mancano circa 50 Soccorritori, confermiamo la necessità di procedere con urgenza al reclutamento degli operatori mancanti. Nessun esposto in procura da parte del sindacato confederale e non avremmo esitato a farlo se avessimo avuto notizie di violazioni della legge penale o comunque di irregolarità – prosegue la nota -. Riteniamo che il dibattito attuale, che appare infuocato, sia sospinto da una comprensibile condizione conflittuale tra chi il lavoro lo ha trovato e chi ancora no. È lo spirito del nostro tempo complicato e del lavoro che manca, in particolare nel Mezzogiorno. Ma – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil FPL – tenuto conto anche delle straordinarie iniziative sui temi della Sanità sia in campo regionale che territoriale, ritengono che l’internalizzazione del Servizio 118 sia un risultato prezioso che va custodito e difeso da possibili strumentalizzazioni, ed invitano la Sanitaservice e la Asl Ta a ripianare con urgenza l’organico mancante”.
“Sembra la tela di Penelope: il giorno si tesse, la notte si disfa. E’ infatti in atto in questi giorni un’opera di demolizione dell’immagine del SET 118, a seguito di alcune notizie false e strumentali diffuse a mezzo stampa, con la compiacenza di qualche organizzazione sindacale”: così Emiliano Messina, segretario FIALS, e Franco Rizzo, Esecutivo Confederale USB, prendono le distanze dalle notizie diffuse in questi giorni.
“Dal momento che FIALS e USB sono i sindacati maggiormente rappresentativi nella Sanitaservice ASL Taranto, non è possibile che restino in silenzio davanti ad articoli stampa che definiscono incompetenti e privi di preparazione i lavoratori del SET 118 – affermano i due sindacalisti – . Tutti i dipendenti assunti dal 1° maggio hanno l’esperienza e la formazione che ha consentito loro di svolgere l’attività sui mezzi di emergenza da volontari, per poi superare anche il corso regionale per austisti/soccorritori organizzato dalla ASL Taranto e necessario per prestare attività di soccorso in ambulanza”.
Tutto falso, quindi, per Messina e Rizzo che rivendicano la regolarità del processo di internalizzazione condiviso a più riprese nei tavoli sindacali, internalizzazione che ha restituito dignità ai lavoratori dopo anni di precariato e mortificazione. “Le norme nazionali e regionali prevedono che ad essere internalizzati siano i servizi con applicazione di clausole di salvaguardia occupazionale per i lavoratori impegnati attivamente, ad una determinata data, nei servizi” sottolineano Messina e Rizzo. “Tutte le organizzazioni sindacali, con appositi verbali, hanno individuato con la ASL Taranto e la Sanitaservice già da diversi anni la data del 31 gennaio 2021 come data spartiacque per applicare le clausole sociali previste per legge, nonché per garantire i volontari storici, pertanto non si comprende come mai sottobanco qualcuno alimenti il sospetto e addirittura preannunci denunce alla Procura, per noi assolutamente prive di fondamento. Piuttosto, invece di impegnare la Procura in questioni infondate, bisognerebbe denunciare chi invece prova a fare pressione per inserire in un contesto come quello della Sanitaservice qualche amico/a al momento fuori proprio perché non ha i requisiti. FIALS e USB rappresentano i veri interessi dei lavoratori e del servizio emergenza/urgenza del SET 118, e quindi non possono che prendere le distanze dalle notizie diffamanti e infondate che si sono diffuse in queste ore e che vedono lesa l’immagine di lavoratori preparati e adeguatamente formati. Su questa storia, chiederemo immediatamente un incontro alla Sanitaservice e alla stessa ASL Taranto per verificare eventuali iniziative da mettere in campo per arrestare un processo che sta ledendo l’immagine dei lavoratori. FIALS e USB rassicurano tutti i lavoratori che saranno al loro fianco contro l’azione oscura e irresponsabile di qualche organizzazione sindacale che per motivi a noi non noti, ma che però possiamo facilmente intuire, si divertono a seminare dubbi su un servizio delicato come quello del SET 118, che negli anni ha prodotto risultati importanti, sotto gli occhi di tutti i cittadini della provincia Jonica” concludono Messina e Rizzo.
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