Gli Skunk Anansie al Medimex 2023 ricordavano una band al secondo o terzo disco, nel pieno della crescita esponenziale che anima gli artisti in erba all’inseguimento di un domani luminoso. Gli Skunk Anansie del 2023 entrano, così, a pieno titolo nell’Albo d’Oro del Medimex, come artisti che sono riusciti a instaurare il maggior rapporto d’intimità con il pubblico dopo Nick Cave nel 2022, sempre sulla Rotonda di Lungomare a Taranto, e dopo quella lucida follia di Iggy Pop in Piazza della Prefettura a Bari nel 2017: chi c’era, sa. (Simone Calienno)

Skin è di una bellezza travolgente e incarna l’antieroe del modello femminile-patinato meglio di tante colleghe che passano più tempo in camerino che sul palcoscenico. Niente sermoni, niente “letterina” alla se stessa bambina, niente superfetazioni. Un solo abito di scena e un sorriso gigante che riflette la nobiltà d’animo di chi lo possiede. (Simone Calienno)

Esibizione convinta e convincente dei Cult che hanno fatto vedere agli oltre 6 mila della Rotonda del Lungomare come si suona del buon caro vecchio (power) rock, a 40 anni dal loro esordio sulle scene. (Giovanni Saracino)

Ian Astbury e Billy Duffy, unici membri rimasti della band fondata nel 1983, hanno tenuto il palco magistralmente dando una lezione di grande professionismo, non risparmiandosi assolutamente ed anzi creando anche grande empatia con quel pubblico di Taranto che li aveva visti più o meno agli albori della carriera. (Giovanni Saracino)

Tom Morello ha raggiunto un livello olistico del suono, in cui i cambi di chitarra dalla “catasta” a bordo palco non hanno che arricchito il fraseggio totale dell’esibizione. (Simone Calienno)

Le chitarre elettriche di Morello dal vivo parlano, vivono autonomamente, risplendono di luce propria e, probabilmente, al mattino escono anche a fare due passi per sgranchirsi le corde (Simone Calienno)

I Murder Capital, alla prima uscita assoluta in Italia, dimostrano di saperci fare ed il front man James McGovern ha il carisma per diventare qualcuno nel suo genere, rappresentando l’interfaccia vocale dark e sofferta della band. Il quintetto irlandese, nato musicalmente a Dublino, nel 2018  ha confermato, stando ai si dice del mondo dell’alternative rock, di avere un futuro davanti a sé. Sicuramente ne sentiremo parlare tra qualche anno.(Giovanni Saracino)

Questo palco ha dimostrato di meritarlo per ogni centimetro quadrato di superficie, con un’esibizione generosissima e lunghissima. Per il Medimex 2023 Diodato si è confermato un grande artista, nel pieno della sua maturità musicale, tenendo il palco con la spontaneità di quando si è a casa a cantare sotto la doccia, o in pantofole sul divano, scendendo anche a congedarsi con le prime file sino a “cantarci dentro”. (Simone Calienno)

Gli Echo & the Bunnyman (il cantante e compositore Ian Mc Culloch ed il chitarrista, Will Seargeant) pescano a piene mani dai primi tre album: Crocodile (1980), Heaven Up Here (1981) e Porcupine (1983) ma lasciano fuori l’attesa Ocean Rain (1984). I due membri rimasti, sono apparsi pronti a (ri)capitalizzare la loro fama con i concerti dal vivo; un business remunerativo che tiene a galla decine di band degli anni ottanta, dalle più mainstream a quelle definite “One Shot”. (Giovanni Saracino)

 

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