Nuovo incontro tra il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Sergio Prete ed il segretario generale Roberto Settembrini, con i referenti delle organizzazioni sindacali territoriali dei Trasporti FILT CGIL, FITCISL e UILTRASPORTI, quali rappresentanti dei lavoratori portuali, per fare un aggiornamento sulle varie questioni legate al porto di Taranto richiesto dai sindacati.
L’incontro odierno ha rappresentato un’occasione di aggiornamento in relazione alla procedura di costituzione della nuova Agenzia ex art. 17 comma 5 della Legge 84/94 relativa alla fornitura di lavoro portuale temporaneo. Nel corso della riunione è stato, altresì,
discusso il piano relativo alla richiesta di proroga finanziaria e normativa della Taranto Port Workers Agency (TPWA). Sul punto, l’AdSPMI e le organizzazioni sindacali stanno infatti lavorando alla redazione di una nota esplicativa che sarà prossimamente inviata alle Istituzioni competenti e ai Parlamentari ionici al fine di avanzare formale istanza di detta proroga.
Durante l’incontro è stata effettuata una verifica delle attività in capo alla San Cataldo Container Terminal SpA (dopo l’incontro interlocutorio tra la società e i sindacati svoltosi lo scorso 20 giugno) ed è stato altresì analizzato il prospetto dei nuovi insediamenti in ambito portuale connessi sia a procedure demaniali ed istanze pervenute nell’ambito della ZES Ionica Interregionale Puglia – Basilicata.
Dal fronte sindacale registriamo la voce del segretario della FIT Cisl, Oronzo Fiorino. “Oggi abbiamo incontrato, dietro nostra richiesta, il presidente della ADSP del mar Ionio Sergio Prete. Su 4 punti specifici; Costituzione nuova agenzia ex art. 17. Proroga della agenzia tpwa in scadenza 31 dicembre. Fare il punto SCCT e Futuri Insediamenti. Per quanto riguarda la costituzione della nuova agenzia ex art. 17 ci è stato riferito che quasi tutte la imprese hanno aderito al progetto e che nei prossimi giorni sarà convocata una riunione con tutte le parti interessate. Per la richiesta di proroga agenzia per gli anni 2024/2025 si è deciso di convocare un tavolo con tutti i parlamentari pugliesi prospettando loro che nel giro dei prossimi 2 anni con gli attuali e futuri insediamenti avremmo svuotato al 100% l’agenzia perché i nostri lavoratori non vogliono vivere di assistenzialismo”. Per quanto riguarda invece l’aggiornamento sulla SCCT “il presidente Prete ha detto di essere in pressing continuo nei confronti della società, affinché si rispetti quanto dichiarato nell’atto concessorio – afferma ancora Fiorino -. Infine ci siamo informati sullo stato dei nuovi insediamenti, affinché si capisca di quali professionalità abbisognano e così programmare corsi di formazione specifici al fabbisogno. Restiamo fiduciosi per il prossimo futuro” conclude il rappresentante della Fit Cisl.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/31/il-porto-di-taranto-va-difeso-e-aiutato/)
Sempre in relazione al futuro dello scalo ionico, lo scorso 13 giugno si è svolto un interessante webinar intitolato “Yilport Taranto: a new corridor to Europe from central Med”, organizzato direttamente dalla holding Yilport, durante il quale sono emerse diverse indicazioni interessanti.
Ad introdurre i lavori il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Sergio Prete, che ha evidenziato come tante nuove aziende stanno presentando istanze per insediare nuovi investimenti in porto, mentre Hasan Ciftci (marketing director di Yilport Holding) ha ricordato le tre linee che ad oggi scalano il terminal di Taranto, ovvero la Cma Cgm, Kalypso Compagnia di navigazione e Medkon Lines, anche se al momento solo le ultime due stanno effettuando scali presso il porto ionico. Tra l’altro, aggiungeremmo, senza ancora far registrare i numeri che un porto come Taranto potrebbe registrare. Ciftci, rappresentante della Yilport ha voluto ricordare il completamento del revamping di tutte le gru e l’attuazione della prima parte del proprio piano di sviluppo sul Molo Polisettoriale.
Gli interventi e gli spunti più interessanti sono stati offerti dai rappresentanti delle società che oggi fanno scalo a Taranto. Come quello di Gianfranco Gazzolo, amministratore delegato di Kalypso che ha snocciolato una serie di numeri: “A Taranto a gennaio abbiamo fatto dei test nonostante alcune incertezze iniziali ma ora siamo clienti regolari. È il primo porto scalato dalla nostra linea in arrivo dal Far East e abbiamo avuto un ottimo riscontro dal mercato locale. Ad ogni toccata stiamo scaricando migliaia di container”. Ma l’ad ha chiesto al rappresentante della Yilport, anche una serie di condizioni affinché Taranto possa svoltare: ovvero “più collegamenti feeder indipendenti perché attrarrebbero altre compagnie, Collegamenti ferroviari competitivi e un costante supporto della community portuale (istituzioni e città in generale) per sviluppare i traffici e l’economia portuale”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/02/14/porto-futuro-tra-fiducia-e-preoccupazioni/)
Luigi Foglio, amministratore delegato di Seaway Agency (agente generale in Italia della compagnia di navigazione turca Medkon Line), ha sottolineato come “le potenzialità del mercato locale siano enormi. Non vanno sottovalutate le potenzialità del local market e dello short sea shipping che può essere molto competitivo”, ma è chiaro che servono innanzitutto “tempi rapidi e servono container, visti anche i pochi servizi attivi oggi fra il Sud Italia e l’Est Mediterraneo. Abbiamo deciso di puntare su Taranto per fare qualcosa di nuovo, e posso annunciare che nel prossimo futuro la linea diventerà settimanale rispetto all’attività odierna che invece è quindicinale. Lo scalo pugliese ha grandi potenzialità per la propria localizzazione geografica al centro del Mediterraneo, per gli enormi spazi a disposizione, per le gru appena revampate e i collegamenti ferroviari” ha poi concluso. Infine è intervenuto Andrea Corbetta, key account manager di Mercitalia Intermodal, che ha parlato di un progetto di avviare treni merci fra Taranto e Milano ma che ancora oggi questa circolazione non risulta attiva. L’ipotesi al vaglio sarebbe di un servizio trisettimanale, per carichi con sagoma C22, C45 e C341. Intanto però ha invitato ad utilizzare i collegamenti attualmente attivi anche con la Puglia da e per il Nord Italia, per incentivare la crescita del settore anche in tal senso.
Detto ciò, è indubbio che ancora ad oggi il terminal container non abbia ancora visto quella svolta attesa con l’arrivo del terminalisfta turco Yilport nell’estate del 2019. E non è un caso che a più riprese, pur con le attenuanti della pandemia Covid e la guerra in Ucraina oltre a dover far ripartire e ammodernare uno scalo fermo da alcuni anni, sia l’Autorità di Sistema Portuale del mar Ionio guidata da Sergio Prete che i sindacati di categoria abbiano a più riprese sollecitato e poi preteso una svolta senza più rinvii. Visto che in ballo c’è ancora il futuro di centinaia di lavoratori ex TCT che attendono di rientrare a lavoro (attualmente ne sono stati riassunti 130 sui quasi 500 collocati in cassa integrazione all’interno dell’Agenzia per il Lavoro portuale) e dei lavoratori di storiche aziende come Delta Uno ed Essetieffe.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/31/porto-conti-ok-futuro-da-conquistare/)
E se è vero che il porto non può vivere di solo traffico container (visto che ancora oggi l’ex Ilva e l’Eni coprono almeno l’80% del traffico merci) e forse necessiterebbe di ancora più aree (magari lasciate libere da Acciaierie d’Italia che negli anni potrebbe subire un
ridimensionamento a livello impiantistico), è altrettanto vero che il porto di Taranto è stato ed è ancora oggi interessato da moltissimi lavori di ammodernamento, oltre ad essere al centro di progetti finanziati con il PNRR, della possibilità di veder implementare le sue attività con i progetti Agromed ed Eco Industrial Park, oltre che essere al centro di una serie di iniziative di natura economica all’interno della Zona Economica Speciale (ZES).
(leggi gli articoli sulla ZES https://www.corriereditaranto.it/?s=ZES&submit=Go)
Infine, siamo in attesa di quanto accadrà sul fronte dragaggi, visto che a breve potrebbe avvenire la sottoscrizione di un accordo tra l’Autorità Portuale e la Fincosit, arrivata seconda nella gara vinta anni addietro dal gruppo Astaldi (che non ha potuto por
tare a compimento l’intervento in quanto finita in concordato). Legato a questo intervento c’è la cassa di colmata, che ad oggi sembra essere il vero tallone di Achille di tutta questa vicenda. Ma nelle prossime settimane sicuramente ne sapremo di più.
(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)