Il 26 giugno si celebra – come ogni anno – la Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe, istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1987. La Presidente del Consiglio Meloni ha dichiarato che tutte le droghe fanno male, abbiamo chiesto a Vincenza Ariano, direttrice del Dipartimento Dipendenze dell’Asl di Taranto se, sulla base di dati scientifici, questa affermazione fosse vera.
La sua risposta: «Le sostanze stupefacenti, oltre ad avere delle caratteristiche di indurre alla dipendenza quindi agiscono sui centri della gratificazione del nostro cervello, sono delle sostanze psicotrope. Ciò significa che agiscono sul sistema nervoso centrale, tutte, dalla nicotina, ai cannabinoidi, alla cocaina, all’eroina ed anche le dipendenze senza sostanze. Vi sono comportamenti che alla stessa stregua determinano delle alterazioni sul nostro cervello quindi, sicuramente, tutte le sostanze stupefacenti hanno un’azione psicotropa e di conseguenza possono determinare delle alterazioni. Possono farlo ancor più negli adolescenti e nei giovanissimi in quanto il sistema nervoso, il cervello, non è ancora giunto ad un completamento del grado di maturazione. In particolare alcune aree del cervello come la corteccia prefrontale sono quelle deputate al controllo dei nostri comportamenti. Nei giovanissimi l’uso di sostanze psicotrope, legali o illegali, o anche comportamenti che danno dipendenza quali il gioco d’azzardo o la dipendenza ad internet e alle nuove tecnologie, determina delle alterazioni anche in età adulta, possono predisporre a dei quadri di psicopatologia, possono predisporre alla possibilità di avere una dipendenza in età adulta proprio perché agiscono su un organo che fino ai 25 anni non è giunto alla sua piena maturazione».
Quali sono i quadri di psicopatologia?
«Occorre partire dal presupposto che nell’ambito delle dipendenze un concetto fondamentale è quello della vulnerabilità. Ognuno di noi ha una vulnerabilità che in parte, per il 40% è biologica, per esempio genetica per alterazioni di sistemi anche neurobiologici molto sofisticati e sottili. C’è poi la vulnerabilità famigliare, individuale e sociale. Ognuno di noi nella propria vita si può trovare in un momento di vulnerabilità e quindi le sostanze stupefacenti agendo su un soggetto vulnerabile possono determinare delle conseguenze importanti. Per esempio un soggetto che ha una vulnerabilità verso quadri anche di psicopatologie quali la depressione, l’ansia, l’aggressività ecc., in quel soggetto l’uso delle sostanze può slatentizzare il quadro clinico. Sono quelle situazioni, per esempio, dove l’uso di sostanze stupefacenti determina dei quadri di scompenso psicotico».
Quali droghe, in base alla vostra utenza in carico, sono più consumate a Taranto?
«Attualmente, presso i nostri servizi, i nuovi accessi sono fondamentalmente per uso di cocaina. Rispetto agli anni passati, trattando di dipendenze illegali, lo scenario è soprattutto sul consumo di cocaina ed è trasversale per età, classe sociale ecc. Rappresenta, tra l’altro, una di quelle situazioni dove l’intervento farmacologico non è sempre definito e quindi sono situazioni dove a volte non c’è neanche una dipendenza però il consumo è molto diffuso nella nostra città. Lo è perché come tutte le buone teorie economiche, c’è grande diffusione quindi il costo si riduce».
Gli utenti tossicodipendenti in carico al D.D.P. ASL TA per l’anno 2022 ammontano a 1785, sommando altre dipendenze quali da gioco patologico, tabagismo e altro, si raggiunge il numero complessivo pari a 2320.
Abbiamo infine chiesto alla dottoressa se è possibile guarire da una dipendenza.
«La dipendenza è una patologia cronica ad andamento recidivante nel senso che la caratteristica delle dipendenze non è tanto essere astinenti per due-tre mesi ma evitare le ricadute nel tempo. Il DSM-5, che è il manuale diagnostico per le patologie comprese quelle da dipendenza, ci dice che per essere “guariti” sono necessari 5 anni dall’ultima assunzione della sostanza o del comportamento che dà dipendenza. Sicuramente si può guarire ma sono dei percorsi abbastanza lunghi e difficili. D’altra parte una patologia così complessa come la dipendenza dove ci sono componenti mediche, psicologiche e sociali, non prevede una compressa che io prescrivo e dopo il paziente è guarito ma ci sono dei percorsi lunghi, terapeutici, psicoriabilitativi che nel lungo periodo, considerando le ricadute che fanno parte della malattia, con la maturazione del paziente e con tutto il contesto che questa persona può avere intorno, guariscono. L’obiettivo è sempre l’astinenza a 5 anni però bisogna anche porsi degli obiettivi intermedi e ciò significa che la persona può anche essere in un percorso di miglioramento però avere dei problemi di ricaduta quindi ci si pone degli obiettivi che riguardano il mantenere il lavoro, avere delle buone relazioni e costruire tutto quello che c’è intorno per raggiungere l’obiettivo finale. Magari la persona può avere dei momenti di ricaduta in un percorso che ci porta alla guarigione come la intendiamo un po’ tutti».
TRAFFICO ILLECITO
Nella Relazione Annuale 2023 del Ministero dell’interno (dipartimento della pubblica sicurezza direzione centrale per i servizi antidroga) si legge che i dati del 2022 confermano che il nostro Paese rappresenta uno dei punti di passaggio di quote rilevanti di cocaina dirette verso altri mercati europei di consumo. Nella provincia di TA, la squadra Mobile della Polizia di Stato della locale Questura ha concluso, sempre nel corso del 2022, l’operazione SUMMA. Abbiamo chiesto all’ispettore Jacopo Miglietta che risultati si sono ottenuti nella lotta al traffico illecito di sostanze stupefacenti tramite quest’operazione.
«Noi siamo impegnati costantemente nella lotta alla criminalità su Taranto che ha le maggiori rendite che provengono dallo spaccio di stupefacenti. L’operazione SUMMA ci ha consentito di sradicare un’organizzazione criminale che faceva, di questo traffico, uno dei suoi campi di forza. Era infatti un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Noi su Taranto, grazie alla sezione falchi con la squadra mobile, alla sezione antidroga e alle sezioni di criminalità organizzata, incentriamo delle attività investigative, con i supporti tecnici coordinati dalla Procura di Taranto e dal settore antimafia di Lecce, a 360°. Si consideri che chi traffica in stupefacenti, oltre ad altri profili di reato come le estorsioni e l’usura, ottiene redditi maggiori perché acquistano a poco e rivendicano a tanto.
I Paesi dai quali si importano gli stupefacenti sono sostanzialmente la Colombia, la Bolivia e il Perù quindi ci sono organizzazioni mafiose come la stessa Cosa Nostra o la ‘Ndrangheta che hanno uomini lì, noi su Taranto viviamo un passaggio di consegna, non siamo uno dei porti diretti dove sbarcano stupefacenti nel traffico internazionale. Fortunatamente, al momento, non siamo interessati a sbarchi di container come porto ma viviamo l’effetto ponte perché Taranto è una piazza dove il consumo è tanto e diventa un punto di riferimento per tutta la provincia e lo viviamo nel quotidiano con le operazioni dei falchi che giornalmente chiudono le piccole piazze di spaccio presenti in città. Dopodiché noi come sezione antidroga e con le sezioni di criminalità organizzata siamo chiamati invece ad espletare delle attività più tecniche con l’ausilio di intercettazioni ecc. per sgominare livelli più alti e quindi per destrutturare l’attività».