Dell’isolamento della stazione di Taranto, dal resto dell’Italia che conta (Milano, Torino, Roma, Napoli), se ne sono accorti tutti, ma proprio tutti, finalmente.
La politica di sinistra, di centro e di destra, gli amministratori pubblici, i sindacati e le associazioni di categoria. E’ bastato il primo comunicato stampa, o il primo intervento parlamentare, che a ruota si sono accodati gli altri, nel consueto sciame mediatico dettato dal trend topic del momento.
Peccato che la questione sia aperta da anni ma mai nessuno, a memoria, ha mosso un dito sulla tastiera prima. Infatti, al di là dell’attuale rischio di soppressione di alcuni treni a lunga percorrenza, da e per Taranto, l’isolamento di cui tutti parlano, parte da tempo addietro, da quando Trenitalia ha volutamente scelto di non investire sullo scalo ferroviario di Taranto, relegandolo ad un ruolo secondario.
Pochi treni a lunga percorrenza, alta velocità con il lanternino, servizi per i viaggiatori scarsi. Ciò nonostante il capoluogo jonico non abbia un aeroporto di riferimento vicino, non abbia un casello autostradale nei pressi. Senza dimenticare che si ignora, la manifestata ambizione di candidare Taranto come città a vocazione turistica, testimoniata dal flusso dei crocieristi in arrivo ed in partenza per la seconda stagione estiva consecutiva.
Intanto però a Bari dal 10 luglio, sia pur con tre anni di ritardo, sarà possibile andare in treno sino a Napoli in meno delle attuali quattro ore. Una coppia di treni Intercity collegherà le due città del Mezzogiorno, accorciando le distanze fra Tirreno e Adriatico. Il vantaggio per i viaggiatori sarà quello di non dover più cambiare a Caserta.
Sempre intanto, la Rete Ferroviaria Italiana (capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS) ha pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori per la velocizzazione della tratta Grassano-Bernalda, sulla direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia. La gara ha un valore di oltre 265 milioni di euro, finanziati anche con fondi del Pnrr.
Il ritornello è sempre lo stesso: bandi, progettazione, lavori, fondi Pnrr ma intanto qui da noi abbiamo visto solo un misero distributore di bevande…
Possiamo interpellare il ministro delle infrastrutture Salvini ? Possibile che il governo debba tacere a proposito della nostra situazione marginale ? La regione se ne infischia anzi adesso va a Bruxelles a parlare di chiacchiere e di favole per Taranto ,i nostri rappresentanti fanno piangere ,però non dobbiamo mollare ,neanche una parola da quello che oltre ad essere il sindaco di Taranto e persino presidente della provincia ,due incarichi importanti per una persona incapace del ruolo assegnateli . Ma possibile che altre città oltre l’aeroporto hanno tutto e di più e a noi non viene concesso una beata mi….,eppure ci viene chiesto di pagare le tasse come il resto dei pugliesi soltanto che a noi non ci viene concesso mai un tubo .
Ormai non siamo in un periodo di vacche grasse, la riduzione demografica, l’ assenza di politici di grosso spessore, la desertificazione industriale, l’ignavia del tarantino senza identità ed orgoglio, l’impotenza delle piccole associazioni di categoria, la presenza di un governo che pensa come frugare lo stato per una iperifrastrutturazione del Nord ( esempio lampante i mega cantieri per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina dove addirittura la popolazione insorge perché stufa di ennesime tangenziali e rete ferroviarie altro che pettegolezzi per un nuovo stadio Jacovone o stazioni ed aeroporti inesistenti). Qui siamo dimenticati da Cristo . Taranto il Sud non ha la fortuna di un movimento meridionalista sostenuto da lobby che contano come quelle di Salvini che ai tanti amici votanti promette ” il ponte sullo Stretto.Il ” pugliastro” tarantino resta vittima del campanilismo barese e leccese.
Non è vero che “finalmente se ne sono accorti tutti”. Periodicamente si ripresenta all’attenzione ma viene subito dimenticato. Ma… nessun problema!
Il trend, in massimo 30 giorni, sparirà come sempre. Tutti, ma proprio tutti, dimenticheremo il problema cullandoci nelle acque joniche e, successivamente, seguendo le stupende e culturalissime partite di calcio… fino al prossimo risveglio. La storia si ripete!