Circa 2500 dipendenti ex Ilva dello stabilimento di Taranto potranno contare sulla cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2023. La conferma è arrivata oggi anche dal ministero del Lavoro attraverso una nota ufficiale.
A stabilirlo, lo ricordiamo, un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2023, con cui si prevedono ulteriori 40 settimane di ammortizzatore sociale da fruire entro fine anno a favore delle aziende di interesse strategico nazionale con oltre 1000 dipendenti che non siano riuscite a portare a termine nell’arco temporale i programmi previsti per complessi piani di riorganizzazione realizzati mediante particolari interventi di ristrutturazione aziendale e ingenti investimenti.
“Stante l’impossibilità ad arrivare a un accordo tra azienda e sindacati per la proroga degli strumenti ordinari, il Governo ha voluto mettere in protezione i lavoratori e le loro famiglie con uno strumento straordinario in un momento in cui è importante che lo Stato sia vicino a un territorio interessato da una complessa transizione” ha commentato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/06/29/ex-ilva-attesa-per-lok-alla-cassa/)
La procedura riguarda un numero di dipendenti di Taranto interessati sempre pari a 2.500 unità (2010 lavoratori, 204 intermedi, 286 impiegati/quadri). Il tutto in attesa di una svolta sul piano industriale. Non prima però dell’ennesimo appuntamento giudiziario il prossimo 13 luglio, quando presso il TAR di Lecce si svolgerà l’udienza di merito sul ricorso di Acciaierie d’Italia avverso l’ordinanza del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci dello scorso 22 maggio, in merito alla problematica legata all’incremento di benzene nell’aria di Taranto (sollevata anche dal Dipartimento della Prevenzione dell’Asl di Taranto), che per ARPA Puglia deriva dall’area a caldo del siderurgico.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/06/21/caso-benzene-palla-al-tar-di-lecce/)