Sono dati Istat elaborati dalla fondazione Openpolis quelli che registrano al sud le maggiori perdite idriche sul totale dell’acqua immessa in rete. Sono 28 i capoluoghi del mezzogiorno italiano in cui si supera la media nazionale. Questa registrazione fotografa uno scenario in cui l’acqua erogata ed utilizzata non corrisponde al totale di quello che viene immesso nelle reti in quanto avviene una dispersione. La Penisola si conferma il secondo paese Ue dopo la Grecia per prelievo di acqua dolce per uso potabile da corpi idrici superficiali o sotterranei. I dati corrispondono a 155 metri cubi annui per abitante. L’acqua prelevata viene poi immessa nella rete idrica comunale ed erogata per l’utilizzo civile e qui pare esserci una falla. A fronte di 8,1 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile immessi nelle reti comunali nel 2020, vengono erogati appena 4,7 miliardi di metri cubi di acqua per usi autorizzati.
Secondo Openpolis “la situazione italiana è caratterizzata da una gestione frammentata e inefficiente delle risorse idriche” a tal punto che si interverrà con un investimento del Pnrr, pari a 900 milioni di euro, per ridurre le perdite e rendere le infrastrutture maggiormente efficienti. L’obiettivo 6 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite è proprio quello di garantire a tutte le persone la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie perché è una risorsa indispensabile per la Terra e per chi la abita ma in Italia, tal volta, il problema sono gli sprechi causati dall’inefficienza delle strutture idriche.
Abbiamo chiesto a Lucio Lonoce – Consigliere del Consiglio di Amministrazione dell’Acquedotto Pugliese – in che condizioni verte la rete idrica comunale e dove avvengono le maggiori dispersioni di acqua.
«Nella condotta che sta a città vecchia c’erano delle perdite che stiamo risanando. La condotta porta acqua a tutto l’abitato di Taranto e si trova in via Garibaldi. Abbiamo risanato il primo pezzo, ora stiamo procedendo con il secondo ed è molto importante tenendo conto che lì è difficoltoso perché è a livello del mare quindi ci sono diverse criticità ma stiamo completando i lavori e per fine anno tenteremo di concluderli».
Ci sono perdite altrove in città?
«C’è un importante lavoro che stiamo svolgendo nel centro umbertino dove stiamo risanando tutti i tubi vetusti e mettendo quelli nuovi. Anche questi lavori verranno completati per la fine dell’anno. Si tenga presente che sono quasi 14 km di tubi idrici che vengono sostituiti quindi il lavoro non è per niente facile. Si comprende bene che ci sono altri enti che collaborano come Enel gas ecc. I tubi neri che si vedono intorno agli isolati sono provvisori, verranno eliminati, perché per non creare disservizi all’utenza si dà l’acqua a tutto l’abitato. In Viale Virgilio ci sono dei cantieri in essere perché si stanno completando le opere idriche del centro umbertino perché i 14 km di tubazioni vetuste arrivano sin qui quindi non ci saranno più perdite».
State operando anche su altre condotte in cui si sono perdite?
«Sì, abbiamo presentato un lavoro di oltre 10 km di condotte che vanno da valle del Ponte Punta Penna sino alla curva di Paolo Sesto. Sono opere di miglioramento e di rinnovamento funzionale e queste condotte idriche di alimentazione servono gli abitanti di Lama, San Vito e Talsano. L’importo dei lavori si aggira attorno ai 27.000 – 28.000 euro perché c’è un lavoro di alta tecnologia essendoci tubi in polietilene saldati con nasse a caldo. Ci sono state delle perdite anche alla Baderessa, vicino l’attuale centro commerciale Porte delle Jonio, ma l’acquedotto pugliese immediatamente è intervenuto ma anche lì ci sarà in programmazione un grosso lavoro per sostituire la condotta».