Taranto è ormai meta di molti turisti. Questo è anche merito dell’approdo delle navi da crociera, come Costa e Celebrity Cruises, che contribuiscono a far conoscere la città anche agli stranieri. Sabato mattina, infatti, è stata la volta della Costa Pacifica e dei suoi crocieristi che hanno invaso la città, per tutta la giornata. Nonostante le alte temperature, siciliani, tedeschi, francesi, spagnoli e maltesi hanno ammirato le bellezze del capoluogo spartano, grazie all’ausilio delle visite guidate oppure guidati dal proprio spirito d’avventura. Tanti i turisti attenti e desiderosi di scoprire la cultura e le tradizioni locali, così come altrettanto curiosi di assaporare le delizie gastronomiche. E come, almeno per un giorno, fossero stati dei cittadini tarantini a tutti gli effetti.

Cosa è piaciuto

Spesso si è convinti che i visitatori vedano il meglio della città. Tuttavia, nel corso delle interviste svolte a diversi gruppi di amici, famiglie e coppie, tra i 30 ed i 50 anni, è emerso quale sia il giudizio reale sul capoluogo ionico. La maggior parte di loro è rimasto colpito dall’imponente Castello Aragonese, dalla sua storia ricca di cicatrici e sanguinose battaglie. Ancora, i turisti anche a bordo dell’Ape Calessino, hanno ammirato la suggestiva Cattedrale di San Cataldo, dallo stile architettonico alla varietà dei dettagli artistici, come la pavimentazione a mosaico, sino ad arrivare alle iconiche colonne del tempio di Poseidone, in Via Duomo. Gli intervistati, dopo aver visitato il Borgo Antico, poi si sono addentrati nella “parte nuova”, come da alcuni definita, ossia il centro cittadino oltre il Ponte Girevole. Ecco che tra i negozi delle vie principali, quali Via D’Aquino e Di Palma, c’è chi preferisce rinfrescarsi con un buon gelato o fare shopping nei locali climatizzati, per poi ripartire all’avventura. Basti osservare come i turisti, tra loro, siano differenti: dai curiosi che scattano foto, ovunque, perfino alle aiuole nei giardini del Castello Aragonese, agli inarrestabili perché continuamente in giro, dagli onnivori di conoscenza perché chiedono informazioni a chiunque capiti a tiro. Infine, ci sono i sedentari che preferiscono godersi il panorama in assoluta tranquillità. Anche possibilmente a tavola, all’aria aperta, per non rinunciare al piacere della cucina autoctona. Infatti, nulla può competere con un buon piatto di spaghetti con le cozze e la frittura di calamari: se il panzerotto è la soluzione più celere per saziarsi e stare in giro, invece, i sapori di mare sono tutt’altra storia. Un’avventura che, difficilmente, si dimentica.

… cosa non va?

Taranto è bella soprattutto col sole, che risplende in ogni angolo. Ed è affascinante perfino nei luoghi in cui la stella sembrerebbe non brillare da un po’. Come nel caso della Città Vecchia, che a detta di molti turisti, parrebbe un luogo abbandonato, triste, dal potenziale inespresso. La storicità dei palazzi antichi probabilmente non viene apprezzata, fino in fondo, perché i ruderi così come alcune vie poco pulite, darebbero l’idea di trascuratezza e degrado. Altre segnalazioni riguarderebbero l’assenza del Museo Nazionale archeologico MArTa nei tour disponibili e che più di qualcuno, per conto proprio, avrebbe rinunciato a visitare anche per mancanza di tempo. Ancora, altri vorrebbero più navette, che in giornate molto calde come quelle di questi giorni,  potrebbero accompagnare i gruppi di turisti più bisognevoli per le vie principali del borgo. Questa accortezza arriva da Errica e Angela, 68 e 70 anni, intervistate mentre sedevano a un bar di fronte le colonne doriche.  Le crocieriste catanesi, ieri mattina, hanno visitato la città ionica per la prima volta: “Alla nostra età non è facile sopportare l’afa. Crediamo che l’organizzazione, per certi aspetti, debba ancora migliorare e agevolare i turisti soprattutto anche in situazioni che possano sembrare banali”. Poi, si soffermano sul borgo antico: “È singolare – concludono le turiste – osservare come il folklore sia sopravvissuto a lungo in Città Vecchia, dove traspaiono storia e tradizione. È affascinante ma anche a tratti molto triste. E come se questa parte della città fosse rimasta sospesa a 300 anni fa”.

*testi di Maria D’Urso e Federica Pompamea

 

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