Al calar del sole, la sera del 18 luglio, le note hanno acuito la loro intensità guardando in direzione dell’orizzonte. Allo Yachting Club di Taranto, a San Vito, la stella è cascata difronte ai bagnanti e alle tante persone appena arrivate nel lido per assistere a un emozionante concerto dell’Orchestra Magna Grecia diretta da Angelo Valori. Alla voce c’era una star d’eccezione: Maria Pia De Vito, cantante Jazz napoletana che vanta numerose collaborazioni, con una carriera brillante alle spalle.

L’evento, parte del Magna Grecia Festival, si interseca con il ciclo di incontri de “L’angolo della conversazione” promosso dallo stesso stabilimento balneare, nel pieno spirito della diffusione di cultura e bellezza; valori che sulle coste del capoluogo ionico assumono sfumature dai tratteggi mai banali.

L’orchestra sinfonica, aggiornata per l’occasione con una batteria acustica e una chitarra semiacustica, ha accompagnato la cantante De Vito in una scaletta di grandi brani d’autore, partendo da “Simple Twist of Faith” di Bob Dylan. Dopo l’apertura molto soft, la partenopea ha incalzato la platea con “Who Do You Think You Are”, brano di Elvis Costello indirizzato a un’ipotetica Giulietta in quel di Verona.

Dopo la “disillusione” – così l’ha definita De Vito – è arrivato il “cinismo” con “50 Ways to Leave You Lover” di Paul Simon, ma la venue sold out è entrata in visibilio quando la cantante, dopo aver tributato Joni Mitchell, ha interpretato tre brani di Sting: “Until”, “The Secret Marriage” e la famosissima “Shape of My Heart”. Su quest’ultima, la jazzista vocale ha regalato anche un “bis” a fine serata, non potendo proporre alcuno special a causa di una sfortunata coincidenza che le ha impedito di preparare ulteriori brani insieme all’orchestra.

Maria Pia De Vito, infatti, si trovava nell’aeroporto di Catania quando è scoppiato l’incendio che ha sconvolto il traffico aereo nazionale soltanto il giorno precedente alla sua esibizione tarantina Ma si sa, la seconda volta è sempre la migliore, e con la reinterpretazione del celebre brano di Sting gli spettatori hanno perdonato con facilità la mancanza della “sorpresa”.

Una fantastica performance dell’Orchestra Magna Grecia, sempre più versatile e presente non solo in territorio tarantino, ha consacarato il talento di una cantante che ha alle spalle una storia che parla per lei. La sua voce a tratti “graffiante” ha ricordato i vocalizzi della collega norvegese Kristin Asbjørnsen, accomodando le aspettative di un pubblico attento e impaziente di accogliere la magia della buona musica al tramonto.

Anche per la stagione 2023, il Magna Grecia Festival si è presento come un momento importante per la valorizzazione delle eccellenze locali, unendo le ricchezze del territorio al talento degli artisti, che concorrono a realizzare commistioni musicali come quella andata in scena martedì sera alle pendici della scogliera sanvitese.

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