Per Slai Cobas la notizia di questi giorni sul bilancio “profondo rosso” dell’Amiu non sarebbe una novità. Nel tavolo dei lavori, di ieri mattina all’Arpal, il sindacato ha messo in chiaro gli obiettivi che intende raggiungere a tutela dei lavoratori. Nello specifico, per Slai Cobas debba essere “ stabilita, a settembre, la data certa della ripresa del lavoro” e che nell’appalto per la gestione dell’impianto di selezione “vada posta, in maniera chiara, il vincolo dell’assunzione dei 21 lavoratori a tempo indeterminato”. Quest’ultima, chiariscono i sindacati, debba essere fatta “con CCNL Federambiente, a livelli retributivi adeguati alla qualifica e non inferiori alle retribuzioni finora percepite dai lavoratori”. Poi, Slai Cobas ha precisato che “l’orario di lavoro non debba essere inferiore alle 36 ore settimanali attuali” e che finchè “l’impianto non sarà avviato, l’attuale attività lavorativa dovrà continuare per tutti a 36 ore settimanali”.
In merito alla difficile situazione dell’Amiu, l’azienda municipalizzata dell’igiene urbana, Slai Cobas si chiede di chi sia la “responsabilità” e che si assiste a “un continuo palleggiamento”. “Una cosa è certa – dicono i sindacati – ossia i vari assessori cambiano periodicamente solo poltrona e chi resta inamovibile è invece il presidente dell’Amiu. Oltre ai cittadini a pagarne le spese, per cui al danno si è aggiunta la beffa dell’aumento della Tari, sono i lavoratori che vedono a rischio anche i loro normali stipendi. Questa situazione è inaccettabile!” concludono.