Anche nei giorni scorsi i top scorer dei comunicati stampa, gli onorevoli Iaia (FdI) e Pagano (Pd), sono tornati a scontrarsi politicamente su un argomento che attende risposte concrete da tempo: l’isolamento di Taranto come scalo ferroviario (ma lo è anche come scalo aeroportuale e autostradale).

I due parlamentari, nella loro continua diatriba a distanza, ignorano che la questione non ha responsabilità solo di una parte politica, visto che sono decenni che la stazione di Taranto viene penalizzata nei collegamenti a lunga percorrenza e che in questi decenni si sono alternati al Governo, alla Regione ed al Comune, il centrodestra come il centrosinistra.

Inoltre nell’affermare che saranno ripristinati alcuni treni veloci da e verso Milano, temporaneamente sospesi, ignorano che non è un risultato da festeggiare più di tanto (un po’ come quando si grida evviva perché è stata installata una macchinetta distributrice automatica di bevande alla stazione ed il bar è chiuso da due anni)  poiché manca all’appello sempre quel potenziamento a Taranto della rete ferroviaria che da tempo ci si attende, proprio per poter offrire un servizio non solo ai cittadini di Taranto e provincia ma anche ai turisti che scelgono di approdare dalle nostre parti.

Le cose che dicono oggi, si dovevano fare ieri e l’altro ieri. Interpretando il pensiero della gente comune, che poi è quella che decide di non andare a votare perché stanca di essere illusa, è inutile parlare di nuovo hub di riconnessione urbana della stazione di Taranto, di opere di apertura del secondo fronte di stazione, di collegamento del porto di Taranto alla rete ferroviaria nazionale, della nuova stazione Taranto Nasisi, di un nuovo collegamento tra la rete ferroviaria nazionale e l’aeroporto di Brindisi. Tutte opere ancora su carta che chissà quando vedranno la luce.

C’è un detto che vale sempre: le cose prima si fanno e poi si annunciano. Purtroppo di rendering sinora ne abbiamo visti tanti, a sinistra e a destra…

3 Responses

  1. Speriamo che si avveri tt nn si può tenere una stazione, in quel degrado x cortesia fate qualcosa, il bar apritelo,x favore.

  2. Siamo alle solite, ormai è chiaro a tutti che destra e sinistra sono sovrapponibili non ci sono più speranze, le popolazioni sembrano ormai rincretinite, imbambolati sui social e vittime della cultura della visibilità e del consumismo, un popolo senza alcun ideale per cui spendersi. Ormai più nessuno si attiva con serio impegno a mutare e correggere le brutture che ci circondano.

  3. La stazione di Taranto, da vecchio pendolare fuorisede posso dirlo, è in stato comatoso da decenni ormai, al di la’ di alcuni interventi più che altro di facciata. I treni per il Centro e per il Nord, inesistenti o quasi, da molto tempo li ho dovuti sostituire con vari autobus di ditte ormai entrate nell’ immaginario dei tarantini.
    Ma vogliamo parlare dell’ autostrada A14? La cosiddetta ” Bologna- Taranto”? Io la ribattezzerei
    Bologna- Massafra! È scandaloso che occorra fare almeno 15 km o giù di lì per raggiungere da Taranto l’ autostrada passando da una infinita serie di rotonde, zona industriale, centro abitato della cittadina suddetta (ovviamente nulla contro questo vivace centro urbano della nostra terra) perdendo ovviamente un sacco di tempo. Chi viene da fuori nota come assurda questa situazione. La mia impressione è che chi vive nel territorio si è ormai abituato a tale situazione percependola come normale. Politici tarantini! Quando affronterete il problema?

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