Slai cobas contesta la comunicazione ufficiale dell’amministrazione comunale, pubblicata ieri sul sito web, sugli asili nido comunali. Nello specifico, la nota riguarda l’approvazione del Ministero dell’Interno della riprogrammazione, richiesta dell’Ente Civico, rispetto al rafforzamento dei servizi educativi offerti dagli asili nido comunali. Dalla comunicazione si apprende che, dal prossimo settembre fino a dicembre, sarà esteso l’orario di servizio dal lunedì al venerdì sino alle 17.00/17.30 per almeno 5 asili nido comunali, oltre alla disponibilità di un ulteriore supporto alle fragilità grazie al maggior numero di educatrici destinate alle attività di sostegno.
Nella missiva di Slai cobas indirizzata all’Ente civico, il sindacato sottolinea che gli orari si “allungano nella maggior parte degli asili, così come si fanno nuove assunzioni di educatrici e si accrescono i servizi per i bambini”. Tuttavia non vi sarebbe “attenzione alle 68 lavoratrici e lavoratori” che garantiscono vari servizi di ausiliariato e pulizia, “senza dei quali non potrebbero funzionare gli asili e garantire il servizio ai bambini”. Lo Slai cobas, nei precedenti incontri con l’amministrazione comunale ha proposto il passaggio ad almeno 4 ore, per poi arrivare a 5 ore al giorno. Tuttavia, il rifiuto da parte dell’assessorato Pubblica Istruzione, così come nel recente incontro del 17 luglio con l’assessore Marti, a detta della sigla sindacale “si nasconderebbe dietro norme e mancanza di fondi che lo impedirebbero”.
“Sia chiaro – prosegue la sigla sindacale – che questo non potrà avvenire con un sovraccarico di lavoro, con aumento dei turni per le lavoratrici e lavoratori di ausiliariato e pulizia, che continuano a prendere una miseria di salari, con un salario orario di 7,73 euro, al di sotto del cosiddetto “salario minimo”.
Slai Cobas dichiara apertamente che impediranno qualsiasi tentativo di far convivere più appalti per lo stesso servizio. Ancora, ribadiscono che l’ausiliariato e pulizia non dovrebbero continuare a fornire un servizio di qualità per i bambini, “spaccandosi la schiena perchè continuano a lavorare con scope e stracci, senza alcuna attrezzatura elettrica, meccanica, nonostante sia prevista dall’appalto”. Pertanto, Slai cobas dichiara che torneranno a “chiedere l’aumento di orario, di salario, di miglioramento sul fronte salute e sicurezza. In mancanza agiremo sia sul fronte legale checon nuove iniziative di lotta, a partire da settembre”.