È lunga e tortuosa la strada per la salvezza dopo l’alluvione che ha devastato la Romagna nella primavera del 2023, ma con un po’ di buona musica e il giusto spirito di solidarietà si può provare a sostenere la ripartenza di uno dei popoli più accoglienti d’Italia. C’è qualcosa di più bello che condividere la musica con gli altri? Evidentemente, sì: sapere che quell’atto collettivo può trasformarsi in una piccola goccia nell’oceano delle tante cose da fare per risollevare la quotidianità di decine di migliaia di persone.

Rockin’ 1000 è un format che negli ultimi anni ha raccolto un grande consenso fra musicisti amatori e professionisti, diventando un appuntamento “fisso” per chi vuole vivere una comunità temporanea sempre nuova e legata dall’amore per il Rock. Non per niente, sul sito ufficiale dell’organizzazione si legge: “La più grande Rock band al mondo, più di mille musicisti suonano simultaneamente le canzoni con cui siamo cresciuti, in una celebrazione epica, maestosa, indimenticabile della storia della musica Rock”. Tutto vero, altrimenti non si spiegherebbe l’enorme risposta all’hype che gira attorno a questo mega evento.

Antonio Diodato

L’ultima notizia dal team di Rockin’ 1000 for Romagna è la partecipazione del cantautore Antonio Diodato in qualità di guest star. Il vincitore di Sanremo 2020 non è nuovo sui palchi a tema sociale, come dimostra il sodalizio con il festival musicale “Primo Maggio Libero e Pensante” di cui è direttore artistico, che ogni anno viene organizzato a Taranto per rivendicare i diritti collegati ad ambiente, salute e lavoro. Il cantante naturalizzato tarantino è attualmente impegnato nel tour “Così Speciale”, inaugurato sul palco di Medimex 2023 per la promozione del nuovo album omonimo.

Il corriereditaranto.it è riuscito a intercettare due degli oltre mille musicisti coinvolti nell’imminente edizione di questa preziosa kermesse seguitissima in tutta Italia e non solo, pronti a partire da Taranto per il mega concerto del 29 luglio presso l’Orogel Stadium Dino Manuzzi di Cesena.

Simone Mongelli è un chitarrista elettrico d’esperienza, ma nella vita di tutti i giorni è un tutor formatore e orientatore. Dal 27 al 29 luglio, però, un unico pensiero: suonare alla perfezione la scaletta di circa 20 classici Rock tutti da ballare: dalle più sfrenate “Enter Sandman” dei Metallica, “Killing in the Name” dei Rage Against the Machine e “I Wanna Be Your Dog” di The Stooges, alle più mansuete “Jumpin’ Jack Flash” dei Rolling Stones, “Where is My Mind” dei Pixies e “Bohemian Rhapsody” dei Queen.

Simone Mongelli

«Saremo divisi in gruppi da duecento musicisti: al Rockin’ 1000 sono estremamente organizzati – afferma Mongelli – per quel che ho potuto vedere dopo essermi iscritto alla piattaforma. Sfogliando l’elenco, da Taranto sono l’unico chitarrista in marcia verso Cesena e suoneremo anche qualcosa di più folkloristico per omaggiare la terra che ci ospita, cioè “Romagna Mia” di Casadei. Le prove sono fissate per 27 e 28 luglio, mentre alle 21.00 di sabato 29 andremo in scena dal vivo».

La musica unisce, nelle parole di Mongelli: «Ho letto molti post interessanti sui social, in cui si parla del beneficio personale che si trae dalla “condivisione” della musica durante un concerto. Rockin’ 1000 for Romagna è quel tipo di evento che dà la possibilità agli spettatori di sentirsi bene e ai musicisti di stare ancor meglio, vivendo gratuitamente e a proprie spese un’occasione con finalità sociale».

«La musica è partecipazione a maggior ragione quando si raccolgono i soldi per il post-alluvione – continua Mongelli – e lo scopo è anche far comprendere alle nuove generazioni che la musica riveste un ruolo aggregativo e che i musicisti devono aiutare attraverso la propria arte, inseguendo obiettivi nell’interesse del prossimo. È importante che passino messaggi positivi per fare in modo che tutti si comportino al meglio».

«Come meridionale – conclude il formatore Rock – mi fa piacere andare in aiuto “spirituale” di una comunità che si è trovata in forte difficoltà: ho parenti che vivono lì e capisco il disagio che hanno vissuto. Spero che eventi di questo tipo migliorino le relazioni nella società italiana, raggiungendo anche il Sud per contribuire alla costruzione di un rapporto che deve ancora sbocciare… Adesso iniziano ad arrivare – incalza Simone Mongelli – come nel caso del Medimex, da cui Taranto è emersa a livello nazionale e mondiale, con artisti che hanno parlato bene della città, dell’organizzazione e del pubblico. Ciò ci fa comprendere che siamo capaci di ospitare questo tipo di concerti e festival, specie in estate».

Su una cosa sono d’accordo Simone Mongelli e Fabio De Vincentis, founder di Puglia Rock e “fotografo sottopalco”, che parteciperà al Rockin’ 1000 per la seconda volta come cantante: l’anno della svolta fu quello di “Learning to Fly” dei Foo Fighters, in un video che divenne virale tanto da portare Dave Grohl in concerto a Cesena poco tempo dopo.

Fabio De Vincentiis

«Li seguo dall’inizio – afferma De Vincentiis, riferendosi agli organizzatori del mega evento – sin da quando uscirono i primi video online. Non avrei mai pensato di partecipare, ma a maggio dello scorso anno vidi l’inserzione su Facebook e lessi “candidature aperte”: cercavano nuovi personaggi e musicisti. Verso fine pandemia – prosegue il fotografo – avevo iniziato a caricare qualche video sui social dove suonavo e cantavo. Un sacco di gente che non conosceva questa mia passione mi ha incoraggiato».

E così è arrivato anche il giorno dell’apertura delle candidature: «Non avrei mai pensato che mi prendessero ma poi è arrivata l’e-mail di conferma: facevo parte della band. Al click day mi proposi per il concerto di Venezia del settembre 2022 ed entrai come cantante. È incredibile passare dal suonare con gli amici al ritrovarsi fra centinaia di persone in un ambiente molto professionale per organizzazione, preparazione, tecnica e attrezzature».

E per quanto riguarda lo scopo filantropico di questo Rockin’ 1000 Fabio riflette: «Tutto bellissimo, ma il fine benefico coinvolge ancor di più noi partecipanti, ampliando il clima costruttivo che già si respira. Cesena ci farà sentire ancor più parte di “qualcosa”, contribuendo alla rinascita e alla ripresa del territorio. Non dimentichiamo che anche la sede fisica di Rockin’ 1000 è stata toccata dall’alluvione – puntualizza. Di Venezia ricordo che le persone appena conosciute diventano subito come una famiglia, con cui si condivide tutto a partire dal cibo».

Il founder di Puglia Rock, rispondendo a una call to action di Rockin’ 1000, ha anche inciso il singolo “How We Roll” con Black Stone Cherry, insieme a tantissimi altri musicisti che hanno scommesso su quest’iniziativa direttamente a Cesena o registrando a distanza.

Dalle testimonianze di Simone Mongelli e Fabio De Vincentiis emerge una comunità che va ben oltre i singoli eventi: un luogo non fisico sedimentato nel cuore di chi c’è già stato e di chi ci sarà e a cui non si riesce a non pensare, finendo per vivere un effetto “bolla” –  tanto dolce è l’emozione di quei riff sotto le stelle.

Per chi volesse fare un salto a Cesena e giocare la propria parte per sostenere la causa, sono ancora disponibili i biglietti a questo link.

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