Il 17 novembre 2020, l’amministrazione comunale di Taranto annunciò che dopo vent’anni sarebbero stati installati i nuovi bagni pubblici autopulenti, in diverse zone della città. A distanza di tre anni, sulle otto previste installazioni ne risultano sette. Il bagno autopulente previsto nei pressi di Largo Maria D’Enghien in Città Vecchia non è stato più montato.

Tuttavia, trattandosi di servizi essenziali, per una città di 190 mila abitanti, appaiono ancora insufficienti se si guarda soprattutto in un’ottica di ricezione turistica, rappresentando un bigliettino da visita non da poco per i crocieristi.

A quanto pare negli ultimi mesi alcuni cittadini abbiano riscontrato delle problematiche. Ad esempio, l’autopulente in Piazza Ramellini non si apre e non restituisce la moneta da cinquanta centesimi, necessaria al servizio. A differenza di quelli installati in Piazza Sicilia (via Salento) e in Piazza Monsignor Russo (quartiere Tamburi) che, invece,  pur essendo bloccati, erogano il denaro. Il signor Luigi (58 anni) e Antonio (60 anni), assidui frequentatori dello spazio urbano di via Salento, raccontano che molto spesso “mancherebbe il servizio di manutenzione così come l’acqua, che viene presa in prestito dalla fontana lì vicino”. Luigi poi sottolinea anche il comportamento “poco decoroso” attuato da chi, negli autopulenti, “urina dove non dovrebbe” e “lascerebbe i rifiuti indesiderati”.  Condotte non corrette sono state segnalate anche dai cittadini del quartiere Tamburi, i cui hanno anche spiegato che, fino a qualche mese fa, ci sarebbero state delle “mazze a reggere la porta”. Gli autopulenti in Piazza Caduti del Lavoro (Lungomare), Piazza Castello (Città Vecchia) e Piazza della Vittoria (Talsano) si aprono correttamente, così come il W.C. pubblico di fronte al cimitero San Brunone (Tamburi) che mostra anche un’impeccabile pulizia.

La replica dell’amministrazione

L’assessore al Patrimonio Laura Di Santo ha dichiarato che, già dalla prossima settimana, la General Service, ossia la ditta appaltatrice che si occupa del servizio pubblico, intensificherà i controlli di manutenzione, pulizia e controllo. Servizio che, finora, l’azienda ha svolto con cadenza settimanale. “Vorrei precisare – ha detto l’assessore al Patrimonio – che i bagni autopulenti sono stati progettati per ospitare un utente, dunque si entra uno per volta.  Quando vengono utilizzati da più di una persona si bloccano e non garantiscono più il servizio ordinario”. Di Santo specifica che, nel corso degli anni, il problema del blocco è stato riscontrato più volte, complice la mancanza di un comportamento poco corretto nell’utilizzo delle cabine. Per l’implemento degli autopulenti, l’amministrazione auspica che al più presto possa avvalersi delle “giuste risorse”, anche perché rendono un servizio importante alla città. “Ora puntiamo al miglioramento di quelli esistenti -conclude l’assessore – aumentando, in primis i controlli, con la speranza che ci sia anche maggiore collaborazione da parte dei cittadini”.

 

 

 

 

 

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