Un sopralluogo per osservare dal vivo e da vicino il reale stato dei luoghi. E’ quello effettuato lo scorso 21 luglio presso il capannone ex Miroglio di Castellaneta dai sindacati di categoria FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UIL TEC, insieme ai rappresentanti della società benefit Agromed e ad alcuni rappresentanti del comune. Il capannone scelto dalla società come sito industriale dove sviluppare il progetto pensato oltre vent’anni fa (nella delibera CIPE n. 155 del 2000, per la parte relativa al ‘Progetto Agromed‘, prevedeva per un importo pari a 9.281.247 euro, che alla data del 30 settembre 2019 vantava risorse pari a 11.116.217 euro, tenuto conto degli interessi bancari maturati sulla somma originariamente assegnata dalla suindicata delibera CIPE, impegnati con una delibera del CIPE nel dicembre 2019  grazie all’intervento del senatore Mario Turco, all’epoca sottosegretario alla presidente del Consiglio con la delega proprio al CIPE e al DIPE), negli anni è stato vandalizzato, per cui manca di ogni cosa come ad esempio degli infissi.

Per questo assume un’importanza rilevante la consegna del progetto esecutivo per la riqualificazione integrale dello stesso da parte della ditta assegnataria (l’appalto è stato assegnato alla “RTP DODI MOSS SRL – ECD SRL), che si attende a breve (anche se la consegna era prevista avvenire entro il 13 giugno scorso). Solo dopo la società consortile potrà “licenziare” il progetto esecutivo e procedere, conseguentemente, con l’affidamento dei lavori di rifunzionalizzazione dell’immobile oggetto dell’investimento. Essendo una società pubblica, Agromed dovrà bandire gare pubbliche, motivo per il quale ha lanciato nei giorni scorsi due avvisi pubblici differenti, per l’assunzione a tempo determinato di un tecnico e di un amministrativo, che si occuperanno di predisporre le gare. Ricordiamo che dopo il dissequestro del capannone (avvenuto il 9 marzo 2021 da parte della Procura di Taranto dopo il sequestro operato dalla Guardia di Finanza di Castellaneta il 9 maggio 2018 per questioni ambientali), la società ha ottenuto dal Comune di Castellaneta la proprietà gratuita (l’ente civico ne detiene la proprietà per conto dei lavoratori ai quali la società piemontese Miroglio lo donò al momento della chiusura del sito produttivo), che sino al dicembre 2023 gestirà attraverso una comodato d’uso gratuito. Soltanto a due anni dalle prime 28 assunzioni previste e dopo un’attenta valutazione di validità del progetto, Agromed potrà diventare eventualmente proprietaria dello stesso (come previsto dall’accordo quadro del 25 maggio 2020).

Attualmente sono state assunte 5 unità a tempo indeterminato, segnatamente una segretaria nel mese di febbraio e quattro ulteriori unità esecutive, rappresentanti due squadre da due unità ciascuno, che dal 12 giugno hanno iniziato ad operare in piccoli lavori di manutenzione, strettamente necessari alla rifunzionalizzazione del capannone di Castellaneta (con specifico riferimento ad attività di potatura, pulitura, pitturazione delle superfici esterne). Tali unità sono state assunte, ha precisato nell’ultimo incontro in task force regionale per l’occupazione il presidente di Agromed Vincenzo Cesareo, seguendo i “criteri” precedentemente stabiliti dal tavolo di monitoraggio del SEPAC. Il piano di collocamento del personale rinveniente dal “bacino di prelazione”, individuato attraverso il tavolo, non potrà che essere avviato dopo l’affidamento dei lavori previsti nel progetto esecutivo.

Sono stati in tutto 44 gli ex miroglini che hanno manifestato interesse alla vacancy aziendale, rispondendo tempestivamente all’avviso (anche se i sindacati hanno chiesto all’azienda di valutare la possibilità di dare un’opportunità anche a coloro i quali non sono riusciti a candidarsi nei tempi previsti, ma come ribadito dal SEPAC, ciò potrà avvenire solo dopo la chiusura della campagna assunzionale ed in coda alle altre ed all’interno del tavolo regionale). Al fine di rispettare i “criteri di chiamata” concordati, è stata stilata una graduatoria per “griglie” dei 44 lavoratori, composta da quattro raggruppamenti aventi ordine di precedenza decrescente: quella dei “disoccupati“, composta da 11 unità; quella degli “occupati a tempo determinato“, composta da 5 unità; quella degli “occupati a tempo indeterminato“, composta da 23 unità; quella di coloro che non risultavano nell’originario elenco dei 181 ex miroglini o che sono indicati con dati anagrafici errati o che non hanno prodotto il certificato storico dei Centri per l’Impiego, composta in tutto da 5 unità.

I tempi per l’avvio dell’attività produttiva non sono ancora oggi preventivabili, tuttavia l’auspicio è che si possa partire entro la fine di quest’anno anche solo con la lavorazione della mandorla (al netto e a valle di tutte le autorizzazioni necessarie) e si possa progressivamente completare l’organico aziendale, per porsi a regime nell’arco di un triennio, con il piano industriale che dovrebbe partire da dicembre 2024. Che a regime, secondo quanto dichiarato dalla società lo scorso dicembre, prevederebbe un impiego di addetti, fra diretti e di filiera, di oltre 300 unità, per un fatturato stimato in 15,5 milioni di euro. Staremo a vedere come evolveranno le cose nelle prossime settimane.

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