Dopo l’atto di diffida e sospensione delle attività emesso dalla Provincia di Taranto, nei confronti di Irigom, che l’Arpa Puglia ha individuato come fonte delle emissioni odorigene, arriva la risposta dell’azienda.
“Il nostro impegno quotidiano è per l’economia circolare e la sostenibilità, e non faremmo mai nulla che possa compromettere l’ambiente, figuriamoci la salute dei cittadini. Ci siamo sempre impegnati a rispettare le prescrizioni dell’AIA e delle istituzioni preposte.
Inoltre non abbiamo mai negato la possibilità di confronto o l’accoglienza nel nostro stesso impianto, tra le best practice a livello nazionale e europeo. Abbiamo purtroppo riscontrato che di questa disponibilità è stata fatta, spesso, carta straccia, segno che più che risolvere un problema, forse era intenzione di qualcuno soffiare sul fuoco, a scapito dell’ambiente, che serviamo senza sosta da vent’anni, dei cittadini, dell’impresa e anche, purtroppo, dei lavoratori.
Accogliamo il provvedimento della Provincia di Taranto, per il quale ci riserviamo di muoverci nelle sedi opportune, ma non possiamo evitare di notare che nello stesso documento è data evidenza che la zona industriale di Taranto è “un contesto multi-sorgente, con co-presenza di più possibili diverse sorgenti emissive”. La sospensione, inoltre, riguarda una parte degli scarti della raccolta differenziata trattati: il nostro impianto, seppur in maniera ridotta, non smetterà di essere al servizio della sostenibilità.
Evidenziamo, infine, che questa vicenda dimostra che le istituzioni hanno il potere di intervenire su quello che i cittadini percepiscono come minaccia per la propria salute, anche quando non ci sono evidenze scientifiche”.