A cura di Fabiola De Lorenzo (archeologa) – Nel corso dei secoli, Taranto ha dato i natali a molti personaggi illustri della storia; tra loro vi sono filosofi, letterati, artisti, e anche atleti.

Il museo Archeologico di Taranto racconta bene la storia che lega lo sport alla nostra città già in tempi antichi, infatti numerose sono le testimonianze qui custodite a riguardo. La più importante sicuramente è una scoperta accaduta nel 1959, in via Genova, dove venne rinvenuta una tomba proprio di un ignoto atleta vissuto nel V secolo a.C., restituito alla storia solo come “l’atleta di Taranto”, il cui prestigio probabilmente giustificò una sepoltura così solenne. La cassa monumentale costruita in blocchi di pietra locale ospitava al suo interno un imponente sarcofago litico; entrambi finemente dipinti e decorati.

Il defunto inumato era deposto su un letto ligneo, e recava nella mano sinistra un alabastron in alabastro, ovvero un recipiente adatto a contenere oli e unguenti utili durante le gare. Ad accompagnare oltre la morte il giovane atleta, vi erano deposte agli angoli della tomba quattro anfore a figure nere raffiguranti una corsa sulla quadriga, una gara di pugilato e scene di salto in lungo e lancio del disco.

I vasi del suo corredo funerario costituivano i premi vinti alle Grandi Panatenee, gare che si svolgevano ad Atene ogni quattro anni e che radunavano in Grecia moltissimi giovani aristocratici provenienti dalle aree di cultura greca del Mediterraneo. Lo scheletro, perfettamente conservato all’interno del feretro, ha permesso di ricostruire il volto e l’anatomia del campione di Pentathlon tarantino, un uomo di circa trent’anni, robusto e alto circa un metro e settanta, una statura eccezionale per quell’epoca.

 Dal 2009, in onore di questo straordinario atleta che tanto lustro diede a Taranto, è stato istituito “il Premio Atleta di Taranto”, manifestazione che premia le eccellenze joniche e pugliesi che si sono distinte durante l’anno in campo sportivo, nazionale ed internazionale, portando i colori rosso blu in giro per il mondo, e riportando qui iridati trofei.

 

 

 

 

 

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