Una serata interamente dedicata alla “Vecchia Guardia” quella che ha aperto l’edizione 2023 del Cinzella Festival, consueto appuntamento estivo organizzato dall’associazione AFO6 presso le Cave di Fantiano a Grottaglie (TA). Dal palco è risuonato il Post-Punk di In2TheSound, poi ripreso dal main event del 13 agosto con The Sisters of Mercy, che hanno infiocchettato la venue con le loro atmosfere a dir poco Goth.

Il capoluogo ionico ha un certo legame con il ferro battuto degli 80s: “gli anni del Tursport”, in cui baby boomer e X assorbirono in pieno la New Wave con line up che videro gli avamposti di tantissime band che hanno fatto la storia, fra cui The Cult, di recente tornati sul palco di Medimex 2023 qualche sera dopo l’esibizione di Echo & the Bunnymen – per rimanere in tema – e gli stessi The Sound, giunti a Grottaglie con una formazione revival che conta fra i suoi membri originali il solo batterista, Mike Dudley.

Mike Dudley, unico membro proveniente dal gruppo The Sound (foto di Franzi Baroni)

Il pacchetto è collaudato e funziona. Permettere a chi ha vissuto un’epoca di ritornarci con tutti e due i piedi almeno per una notte è sempre una buona idea, infatti, a colpire non è stata tanto l’apertura della band capitanata dalle retrovie delle bacchette, quanto la grande partecipazione degli irriducibili seguaci del genere, provenienti perlopiù da un Novecento che non vuole proprio saperne di finire. Il Cinzella di quest’anno, invero, si è presentato in forma multitasking, rivolgendosi a più pubblici, con una proposta artistica che nella seconda serata (14 agosto) si tingerà della “scuola romana” con il cantautore Mannarino e Il Muro del Canto e nella terza (15 agosto) si colorerà di elettronica con Whitemary e il doppio dj set di Roni Size e Cosmo.

Il progetto post-The Sound ha pescato i brani eseguiti dal vivo spaziando fra diversi album della storica band. Grande la partecipazione delle prime file durante “Skeletons”, “Sense of Purpose” e “Silent Air”, quest’ultima dedicata dal cantante, Carlo van Putten, alla voce che fondò The Sound, Adrian Borland, tragicamente scomparso nel lontano 1999. A completare la scaletta anche i “pezzacci” fortemente richiesti dalla folla: “New Dark Age” e “Resistance”.

In2TheSound in concerto al Cinzella Festival (foto di Franzi Baroni)

A proposito del Dark, c’è da dire che lo show inaugurale del Cinzella Festival è stato un momento di grande condivisione anche per i più giovani seguaci delle tenebre, fluite dalla struggente voce di Andrew Eldricht, che per due ore serrate ha scagliato sulla platea gli unici tre dischi incisi da The Sisters of Mercy alla fine degli anni ’80: “First and Last and Always”, “Floodland” e “Vision Thing”. Tutti insieme appassionatamente, oggi, anche se le faglie fra i diversi pubblici dell’epoca Post-Punk erano molto marcate. Immaginare chi adesso ha 50-60 anni con frangettone o super capigliatura e trucco ultra nero in epoca Thatcher, partecipe di una rottura insanabile con un sistema sociale che iniziava a svelare le sue marginalità in tutta Europa, restituisce sensazioni più marcate di quelle concesse dalla fluidità musicale che circola negli ultimi anni.

La parte “Dark” delle Gen Y-Z (foto di Franzi Baroni)

È difficile, però, non identificarsi nel tono messianico adottato dai Sisters, in un contesto interamente dedicato all’underground britannico: abiti scuri, occhiali da sole, movenze ricercate e la scelta di mantenere una penombra sincopata per l’intera esibizione, sono elementi che spiegano la ricerca di un’autenticità che, di certo, non è facile riscontrare nel nuovo millennio (v. foto in evidenza).

Per i nostalgici, l’estate 2023 di Taranto è stata tanta roba. Viene da pensare che se Chris Cornell avesse resistito alle ingiurie del tempo, uno di questi palchi sarebbe stato solcato anche da lui in ossequio al mitologico concerto dei Soundgarden al Teatro Ariston nel 1989. Seattle Sound, altra roba – la New Wave/Post-Punk non c’entra – ma l’attitudine era la medesima, e qualsiasi direzione artistica lo avrebbe voluto da queste parti fra giugno e agosto. È toccato a Tom Morello, suo compagno di scorribande negli Audioslave, tributarlo sul palco di Medimex 2023, dedicandogli la musica che avrebbe ancora meritato di suonare.

L’operazione “scongelamento” è utile per riportare una certa socialità nella musica che ha contribuito a scrivere le ultime battute dello scorso secolo, ma forse è arrivato per tutti il momento di voltare pagina e di cedere il palco a tante band emergenti (o recentemente emerse) nella scena italiana, europea e statunitense. Ciò a maggior ragione nei tanti festival che in Puglia stanno assumendo contorni sempre più labili, orientati non tanto a definirsi “Rock” o “Jazz” o “Techno”, quanto a regalare due o tre ore di amore incondizionato a chi vi partecipa, a prescindere dal genere musicale suonato sul palco. Questo, il Cinzella, ha già dimostrato di saperlo fare.

*Foto in evidenza di Simone Calienno

La perpetua penombra di The Sisters of Mercy (foto di Simone Calienno)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *