A giudicare dalla posizione degli pneumatici, in coppia e diametralmente opposti, sembrerebbero stati disposti per formare un campetto di calcio. I pali installati, che emergono dalle gomme, confermerebbero questa supposizione. Ma la tenerezza del campetto costruito su misura svanisce, immediatamente, se si sposta lo sguardo qualche metro più in là, sul cumulo di rifiuti. L’area di fronte all’ingresso secondario del San Brunone, il cimitero comunale di Taranto, probabilmente oggetto di tante partite improvvisate dai bambini del quartiere è anche uno degli spazi urbani preferiti da chi anziché conferire i rifiuti in discarica, li abbandona a cielo aperto.
Legname, oggetti d’arredamento come poltrone e sanitari, rifiuti di plastica, di vetro e d’alluminio sono lasciati incustoditi e si potrebbe costruire, perfino, un’abitazione. Quella montagna di rifiuti, ormai lì da troppo tempo, è considerata parte del paesaggio urbano da più di qualche lavoratore del San Brunone: “Perché stupirsi così tanto? – ha risposto ironicamente un lavoratore – il comune così come l’Amiu non sono mai intervenuti per rimuoverli. Certo, non è giusto che alcuni cittadini scarichino i rifiuti liberamente ma sembrerebbe anche normale che non vengano rimossi. Qui è sempre così. Noi siamo cittadini di serie D, non le risulta?” ha concluso.




Che vergogna possiamo partecipare ai giochi della monnezza iscriviamoci che vinciamo di sicuro ,la città del terzo mondo siamo diventati . Non si può andare avanti tra i rifiuti dove vai vai siamo pieni …