Grandi consensi per il “Comandante”, il film girato a Taranto, che vede protagonista un fuoriclasse del cinema italiano come l’attore Pierfrancesco Favino. Un raro esempio di kolossal italiano, dal grande budget (è una produzione Indigo Film, O’Groove, Tramp LTD, V Groove e Rai Cinema) che pare funzioni, vista la critica molto positiva ricevuta dalla pellicola girata dal registra Edoardo De Angelis che ha aperto l’80esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

La storia è quella vera di un eroe italiano, il comandante Salvatore Todaro, alla guida del sommergibile Cappellini (ricostruito fedelmente all’originale e che è stato protagonista delle riprese nel Mar Piccolo di Taranto) durante la Seconda Guerra Mondiale al termine di un lungo percorso iniziato all’Accademia navale di Livorno nel 1923.

Todaro fu il protagonista della vicenda del Kabalo, un piroscafo mercantile belga affondato dal Comandante Cappellini nella notte del 16 ottobre del 1940 al largo dell’isola di Madera, nell’Oceano Atlantico. Subito dopo l’affondamento, Todaro decise di accostare il relitto e di trarre in salvo i ventisei naufraghi della nave belga, prima rimorchiandoli su una scialuppa e poi fatti salire a bordo del sommergibile fino a sbarcarli sulla costa delle isole Azzorre, incolumi, dopo un viaggio di 400 miglia nell’Atlantico. “Comandante” si concentra proprio sulla vicenda dell’affondamento del Kabalo e della conseguente decisione di Todaro di trarre in salvo i superstiti e accoglierli a bordo, salvandoli così da morte certa nel pieno della seconda guerra mondiale. Una decisione storica, contraria alle direttive dei superiori, che lui motiverà così, in un moto di patriottismo: “Lo abbiamo fatto perché siamo italiani”.

Un film, definito, coraggioso che ha ricevuto il pieno sostegno della Marina Militare, al punto da concedere alla produzione la possibilità di accedere ai suoi archivi e al diario di bordo del sommergibile Cappellini.

*credit foto Pierluigi De Angelis (foto di scena film)

3 Responses

    1. Sarebbe davvero un’occasione per ricordare il valore dei nostri marinai, che numerosi hanno contribuito a fare della Marina militare Italiana, il fiore all’occhiello delle Nostre forze armate, non solo per il valore espresso dai suoi uomini, ma soprattutto per l’umanità che la gente di mare è in grado di esprimere. Stv Md in congedo, Filippo Leone

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