Potrebbe arrivare la prossima settimana l’attesa stipula dell’addendum dell’accordo tra Vera Corbelli, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’intervento di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito ex Cemerad e la Sogin. Una firma attesa dal settembre dello scorso anno, che servirà a riavviare e concludere le operazioni di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito in provincia di Taranto. Il cronoprogramma con il dettaglio delle azioni e dei viaggi con il trasporto “eccezionale” è stilato. Adesso manca soltanto questa firma per chiudere per sempre il pericolo dell’inquinamento ambientale e delle scorie radioattive presente nel sito ionico.

Ad oggi nel sito sono presenti 3.021 fusti, di cui alcuni radioattivi e altri potenzialmente radioattivi. Rispetto ai 16.500 fusti inizialmente previsti, sono stati allontanati totali 13.672 fusti, di cui 2.532 contenenti materiale radioattivo e 11.140 contenenti materiale potenzialmente decaduto. Il totale dei fusti presenti dall’inizio delle attività compreso gli MDR (Materiale derivante dai rifiuti) è pari a 16.693.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/10/bonifica-ex-cemerad-entro-tre-mesi/)

Della vicenda, inevitabilmente, se ne trova traccia anche nella relazione annuale pubblicata e trasmessa al Governo e al Parlamento lo scorso 30 agosto, come previsto dalla normativa vigente, dell’Ispettorato sullo stato della sicurezza nucleare in Italia (ISIN). Il documento rappresenta un importante strumento per fare il punto sugli obiettivi raggiunti dall’ISIN e indicare gli orientamenti per le azioni future.

Tra le attività più rilevanti nella relazione viene segnalato proprio il Deposito ex Cemerad di Statte (TA). “In particolare – si legge nella relazione – è urgente il completamento del Piano operativo per l’ex Cemerad, che prevede l’allontanamento di tutti i rifiuti e componenti rimovibili presenti per poter conseguire l’obiettivo finale del rilascio incondizionato del sito, tenuto anche conto delle caratteristiche strutturali e funzionali del capannone nel quale sono depositati i fusti contenenti i rifiuti. I ritardi risultano attribuibili al maggior numero di fusti presenti nel sito, anche contenenti rifiuti radioattivi, rispetto all’inventario iniziale. Alla data del 7 luglio 2020 l’inventario aggiornato risultava composto da 16.700 fusti complessivi, di cui 5.700 con valori di radioattività superiori ai livelli di rilevanza radiologica, in pratica risultano ben 2.200 fusti radioattivi in più rispetto al calcolo e stima iniziali. Al 30 novembre 2021 risultano essere stati allontanati 93 fusti contenenti sorgenti e filtri contaminati dall’evento Chernobyl e 13.672 fusti contenenti rifiuti, di cui 2.532 contenenti rifiuti radioattivi e 11.140 contenenti rifiuti potenzialmente decaduti (ossia con valori inferiori ai “livelli di rilevanza radiologica”)”.

Al fine di completare nei tempi previsti, secondo il cronoprogramma già approvato, le operazioni di allontanamento di tutti i fusti presenti, l’ISIN ha espresso parere favorevole con prescrizioni alla revisione del piano di intervento che prevede l’utilizzo di un deposito temporaneo terzo dove trasportare i rifiuti “radioattivi” ancora presenti nel deposito, in attesa del loro trasferimento presso il sito di trattamento e deposito del Centro di Casaccia (RM) della Nucleco. Il cronoprogramma aggiornato alle nuove esigenze nonché il Piano Operativo di Intervento Generale revisionato, è stato inviato dal Commissario Straordinario all’ISIN sul quale l’Ispettorato ha espresso un parere favorevole con prescrizioni. Il Piano Operativo di Intervento, è stato approvato con decreto commissariale. Il Piano di caratterizzazione e bonifica ai fini del rilascio incondizionato del deposito ex Cemerad è stato trasmesso all’ISIN il 30 novembre 2021. Inoltre, il 3 dicembre 2021 è stata trasmessa all’ISIN la proposta di gestione delle non conformità che è stata oggetto di esame da parte dell’ISIN. A luglio 2022 l’ISIN ha espresso parere favorevole sulla gestione non conformità, procedura gestione fusti anonimi, gestione non conformità lotto 10, procedura Operativa per la verifica del rispetto dei livelli di allontanamento. Ad ottobre 2022 l’ISIN ha espresso parere favorevole sul Piano di Caratterizzazione radiologica e bonifica finale del sito. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/09/10/cis-taranto-focus-senza-grandi-novita/)

Ricordiamo che la Corbelli fu nominata Commissario con DPCM del 19.11.2015. I lavori di messa in sicurezza ripartiranno dopo un periodo di fermo dettato dall’esaurimento delle risorse economiche. Grazie al lavoro e all’intervento della Corbelli, del Governo Draghi e delle politiche di Coesione, sono state stanziate ulteriori risorse economiche. Per il completamento e la messa in sicurezza e la gestione dei rifiuti sono infatti stati stanziati ulteriori 8.800.000,00 (l’articolo 1, comma 417 della Legge 30 dicembre 2021, n. 234 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024» stabilisce che al fine di consentire il completamento degli interventi di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito dell’area ex Cemerad nel territorio del comune di Statte, in provincia di Taranto, è autorizzata la spesa di € 8.800.000 per l’anno 2022) mentre per la realizzazione dell’intervento di ripristino ambientale e di riqualificazione dell’aria sono stati stanziati ulteriori 2.200.448, 44(Delibera CIPESS n.85/2021 sono state assegnate al Commissario straordinario per l’attuazione dell’intervento di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito ex Cemerad (comune di Statte), risorse pari a 2.200.448,44 euro, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, per il “Completamento intervento di messa in sicurezza deposito ex Cemerad, nel territorio comunale di Statte (TA) – Realizzazione intervento di ripristino ambientale e di riqualificazione dell’area”. L’intervento è stato inizialmente finanziato dalla Legge 20/2015 (art. 3, comma 5bis) che ha destinato “ai fini della messa in sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi in deposito nell’area ex Cemerad ricadente nel comune di Statte, in provincia di Taranto, fino a dieci milioni di euro, a valere sulle risorse disponibili sulla contabilità speciale”

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/22/bonifica-xx-cemerad-fondi-sbloccati2/)

Nel deposito ex Cemerad erano stoccati in stato di abbandono circa 16.500 fusti dei quali circa 3.480 potenzialmente radioattivi (di cui 86 contenti sorgenti e filtri contaminati da evento Cernobyl – stima iniziale) e 13.020 potenzialmente decaduti. Il rilevante numero di fusti non in sicurezza presenti rappresentava un’alta criticità ambientale ed un elevato pericolo per una popolazione relativa ad un’area notevolmente più estesa rispetto al territorio del comune di Statte.

L’intervento proposto dal Commissario Straordinario è infatti finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo di “rilascio incondizionato” da ogni vincolo radiologico dell’area e di tutte le istallazioni insistenti sulla stessa. In sintesi le azioni poste in essere sono: attività propedeutiche, allestimenti e predisposizioni; rimozione, misura ed eventuale riconfezionamento colli ai fini del trasporto; trasporto e conferimento dei rifiuti presso operatori autorizzati; bonifica e rilascio del sito privo da vincoli radiologici. In virtù di quanto disposto dall’art. 3bis del D. L. n. 243/16, convertito, con modifiche dalla L. n. 18/2017 il Commissario Straordinario ha affidato il servizio inerente all’attuazione dell’intervento in parola alla Sogin S.p.A.. Il Commissario Straordinario ha inoltre stipulato Accordi di Collaborazione con ISPRA e Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. 

Le criticità riscontrate nel corso di questi anni di lavoro hanno riguardato il forte deterioramento dei fusti presenti all’interno delle pile; il numero dei fusti allontanato con ogni trasporto è stato quasi raddoppiato a causa del “confezionamento” di questi all’interno di contenitori metallici di protezione, il fusto non confezionato pesa circa 66 lt contro i 220 lt con la protezione; la suddivisione dei fusti in gruppi distinti più complessi del previsto a causa dell’assenza di un ordine di posizionamento; l’autorizzazione per il trasferimento dei fusti presso Javys ( operatore Slovacco) è pervenuta solo nell’ottobre del 2019; l’aumento dei costi per il trattamento, condizionamento e conferimento dei rifiuti definitivamente classificati dal gestore come “rifiuti radioattivi”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/07/12/bonifica-ex-cemerad-bisogna-far-presto/)

Finalmente si intravede all’orizzonte la conclusione di una vicenda lunghissima che abbiamo seguito in questi quasi 15 anni di iter amministrativo e burocratico (chi vuole al link sotto può trovare tutti gli articoli sull’argomento). Un risultato atteso e importantissimo per l’intero territorio della provincia di Taranto, ottenuto grazie alla competenza della dott. Vera Corbelli e di tutto il suo staff: a dimostrazione di come quest’ultima fosse perfetta per il ruolo di commissario alle bonifiche strappatole nell’estate del 2020 da politici a dir poco incompetenti e per questo poco lungimiranti. 

(leggi tutti gli articoli sull’ex Cemerad https://www.corriereditaranto.it/?s=cemerad&submit=Go)

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