L’affinità che lega Taranto e Napoli è scritta nella storia. E ieri sera, sotto le stelle della Rotonda del Lungomare al MediTa Festival, Clementino ha reso omaggio a questo legame plurisecolare. L’affinità tra le due terre, peraltro, è un dettaglio che il rapper partenopeo precisa, qualche minuto prima di concedersi ufficialmente alle domande dei giornalisti in conferenza stampa, al Palazzo della Provincia. Sorride, come fa ogni volta quando non riesce mai a prendersi sul serio e racconta alla stampa quanto sia emozionato: “Non capita tutti i giorni – ha detto il rapper – di suonare con cinquanta musicisti del calibro dell’Orchestra Magna Grecia.  È molto emozionante perché si avverte la vera essenza della musica. Noi rapper siamo abituati ad altro, al massimo a suonare con uno o due musicisti o dj, senza mischiare il genere classico al moderno. Per quanto mi riguarda, sono un amante del crossover e mi diverte tantissimo fondere più generi, soprattutto se tanto diversi tra loro”.

La “Iena” napoletana spiega che queste esibizioni sono “molto comuni oltre oceano” e stanno prendendo piede anche in Italia: “Quest’anno ho fatto un tour di 50 tappe, ma non vi nascondo che quella tarantina credo sia la sfida più difficile. Amo stare sul palco perché da lì vedo la gente emozionarsi, piangere, ridere, vivere. E fin quando so che potrò fare del bene, soprattutto grazie alla musica, non smetterò mai di farlo. Regalare emozioni è come se fosse una missione. La mia”.

Clementino si sofferma anche sui recenti fatti di cronaca agghiaccianti, accaduti negli ultimi mesi soprattutto nel Mezzogiorno, e commenta: “Vorrei che i ragazzi si avvicinassero di più all’arte e alla cultura, così come al teatro. Quest’ultimo credo sia un mondo in cui, ogni giorno, hai la possibilità di scoprire nuove realtà. L’arte è bellezza, così come la letteratura. Anche se non sembra, sono un tipo che legge molti libri”. Sorride, poi riprende: “Gli artisti, i cantanti e gli attori credo che abbiano il dovere morale di operare, sempre in prima linea, nel sociale e consegnare alle nuove generazioni un futuro migliore. Taranto, come Napoli, ha ancora molti problemi da risolvere e spero che prima o poi, abbia il suo meritato riscatto”.  A proposito della pellicola uscita ieri “Uomini da marciapiede” di Francesco Albanese, in cui il rapper napoletano ha recitato al fianco di Paolo Ruffini e Rocio Morales, ironizza su: “Che tipo di attore sia Clementino lo dovrebbe dire il pubblico. Sognavo da sempre di recitare e così spero di aver onorato la tradizione della commedia della mia amata città”. Il territorio e le radici sono un tema ricorrente nelle affermazioni e nei pensieri di Clementino. Così alla città rossoblù, che sente altrettanto vicina, promette di dedicarle “Mare di notte”. Il concerto inizierà di lì a poco. E non sa cosa lo aspetta.

Clementino con un piccolo fan tifoso del Napoli

L’esibizione con l’Orchestra Magna Grecia

“Taranto ci sei?” domanda Clementino, nel momento in cui entra e si alzano le luci. Gli è bastato un attimo per entrare in sintonia con i musicisti e il pubblico. E in meno di venti minuti, gli spettatori già ballano al ritmo delle sue rime. A cantare con lui, infatti, oltre ai ragazzini ci sono anche gli adulti.

La sua esuberanza è coinvolgente e quando scende dal palco per interagire con gli spettatori, è impossibile resistergli. In quasi due ore di esibizione, assieme ai musicisti diretti dal maestro Roberto Molinelli, Clementino ha cantato le imperdibili “Cos cos cos”, “Guardando la luna”, “Quando sono lontano”, “’O vient”, “Oracolo del sud”, “Partenope” e “Chi vuol essere milionario”. La contaminazione rap, in chiave classica, piace. Soprattutto quando l’alleanza tarantina – napoletana si concretizza con la sorpresa di Mama Marjas, con cui Clementino duetta su un paio di canzoni. “Clementì, a vederti così, con l’orchestra, sembri quasi Puff Daddy!” incalza tra un omaggio e l’altro, dedicato ai grandi artisti come Pino Daniele, Faber e il cantautore Federico Salvatore, il rapper si rivolge costantemente ai ragazzi, i suoi interlocutori preferiti: “Ragazzi siate curiosi, ricercate la bellezza”. Clementino chiude lo spettacolo con “La cosa più bella che ho” e dedica alla città il suo l’ultimo freestyle, ringraziando anche i musicisti, il pubblico, la stampa e tutti gli addetti ai lavori. È un trionfo di emozioni: Taranto lo adora e lui le promette di tornarci presto.

 

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