| --° Taranto

Nello stesso instante in cui Nunzia ha udito la domanda posta nel titolo di questo articolo, è riuscita a trattenersi dal ridere. Ammette che non sia stato facile, ma non sarebbe stato cortese sbellicarsi dinnanzi ai turisti. Quando accadono questi involontari sketch, il più delle volte, non è facile mantenere un atteggiamento professionale. Nunzia Lecce, guida turistica e operatrice culturale all’Infopoint del Castello Aragonese di Taranto, ama il suo lavoro. Nonostante le porti via del tempo, soprattutto nei mesi estivi, è soddisf#atta dei risultati della stagione turistica che sta volgendo al termine. “Gli itinerari più richiesti – racconta la guida turistica – sono stati il Castello Aragonese, gli ipogei, le visite guidate in Città Vecchia, i tour con l’Ape Calessino e il Museo MarTa. Quest’anno abbiamo ospitato meno turisti stranieri, rispetto gli scorsi anni, tra cui spagnoli, francesi e inglesi. Tuttavia, abbiamo riscontrato la presenza di pochissimi tedeschi e nostri connazionali”.

La guida turistica specifica che giugno è stato un mese poco movimentato mentre ci sarebbe stata una ripresa a luglio, il cui buon andamento è proseguito fino ad agosto. “Certo – sottolinea la guida turistica – i numeri sono in calo rispetto lo scorso anno, tuttavia, non possiamo lamentarci”. Nunzia, inoltre, dichiara che i feedback sulla Città Vecchia sono stati per la maggior buoni, improntati su un clima positivo e di ripresa: “Più di qualche turista – prosegue l’operatrice culturale – spesso è giunto da noi con qualche timore, poi è uscito dalla Città Vecchia completamente innamorato. Queste preoccupazioni derivano da alcune raccomandazioni, sugli abitanti dell’isola, suggerite dai tarantini. Mi chiedo: perché siamo noi stessi, in primis, a veicolare un’immagine negativa della nostra comunità? Mi riferisco anche alle associazioni di categoria, gli addetti ai lavori e chiunque pubblichi, ogni giorno, fino allo sfinimento le foto sul decoro urbano”. Poi lancia un appello ai suoi concittadini: “Basta fare pubblicità alla avversa alla città. Piuttosto, rimbocchiamoci tutti quanti le maniche per migliorare, in primis, il nostro atteggiamento. Inoltre, ricordiamoci che, ogni tanto, i panni sporchi si lavano in casa propria”.

Tutte le “perle” dei turisti su Taranto

Chi non ha mai pensato di scrivere un libro con le frasi memorabili? È ciò che potrebbero fare anche gli operatori culturali dell’Infopoint tarantino, che lavorando a stretto contatto col pubblico, ne ha sentite di tutti i colori. Oltre alla richiesta di raggiungere il “Castello Aragosta”, la novità di quest’anno sarebbe stata la ricerca dei delfini, direttamente dalla panchina del Lungomare. “Alcuni turisti – prosegue  – pretendevano di vederli in questo modo. Sinceramente non so per quanto tempo poi siano rimasti ad attendere. Spero non si siano persi il resto della città”.

Un inglese sulla novantina, invece, ha scambiato le mummie di Oria per il noto “Mostro pietrificato” di Taranto.  Ha raccontato di averlo visto, durante il suo ultimo soggiorno pugliese, negli anni ’50. Ancora, qualche giorno fa, due giapponesi hanno chiesto dove fosse la “Camera di Conforto” più vicina: “Ero nel panico – racconta Nunzia, divertita – perché non sapevo a cosa si riferissero. Poi, cercandola online ho scoperto che sono degli spazi pubblici in cui è possibile lavarsi e cambiarsi, durante la pausa pranzo. Peraltro, ho notato che si stessero riferendo ai bagni pubblici”. Nunzia punta lo sguardo a quello ubicato in piazza Castello. “Alla fine credo siano andati lì. Erano davvero entusiasti di averla trovata”.

7 risposte

  1. @ Nunzia:
    Se c’è una cosa che non ho mai capito è la convinzione che “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Si avvicina tantissimo al “mettiamo la cenere sotto il tappeto”.
    Due modi di pensare che, a mio avviso, sanno di omertà ed ipocrisia.
    Premesso che in molti ci rimbocchiamo le maniche per migliorare e, nella peggiore delle ipotesi, per non danneggiare la città, non vedo (lo ripeto per l’ennesima volta) alcun modo per educare la restante cittadinanza che vanifica tranquillamente le fatiche degli altri.
    A peggiorare la situazione ci si mette Kyma Ambiente che non è attiva come dovrebbe. Basta dare un’occhiata ai risultati della raccolta differenziata: in regressione dalla già bassissima quota del 25%.
    Non credo che ci sia alcun tarantino che abbia lamentato questa situazione sugli organi di stampa nazionali ma sicuramente scappa qualche nota da queste discussioni.
    Vogliamo anche chiudere gli occhi ed illuderci (o sognare) di essere dei cittadini correttissimi e civilissimi?

  2. Signora Lecce, sono qui a commentare non per attaccare lei – sarebbe stupido visto che non la conosco- e anzi, nemmeno per attaccare, ma per precisare una cosa. Io l’articolo l’ho letto, e più che bene. Prendersela con chi denuncia il degrado imperante o le eventuali problematiche della città, sia vecchia che nuova, non è un danno, è anzi l’unico modo per tenere viva l’attenzione su ciò che bisognerebbe risolvere. Forse è stata fraintesa, ma da quello che si evince pare quasi che chi pubblica certe denunce sul degrado non faccia altro e mai abbastanza per aiutare questa città. Vivo in una delle zone più degradate di Taranto e ho sporto numerose volte denuncia alle autorità competenti, scrivendo a Kyma e chi di dovere sulla necessità di maggiori controlli e sanzioni, per educare una cittadinanza che, probabilmente, necessità di una sana educazione civica. Più di questo non posso, a meno di scendere in strada e pulirle io stessa, magari facendo multe nel mentre. Non se la prenda, per questo appunto, non sto criticando lei, ma sono stanca di fare la brava cittadina quando tante persone sembrano pensare che sia loro diritto fregarsene della decenza.

  3. Quando in passato la gente diceva che Taranto non poteva emergere per il problema Ilva, sono stato il primo a dire che, nonostante “il problema” si dovevano valorizzare i tanti aspetti meravigliosi che questa città è in grado di offrire. Ma consentitemi, non si può restare indifferenti di fronte all’inciviltà degli stessi cittadini e all’assenza di controlli e sanzioni. E nel tempo, purtroppo, questo malcostume è aumentato. Sono la persona più democratica di questo mondo, non sono per uno Stato di Polizia, ma ricordo a tutti che i tarantini, anni fa, hanno smesso di parcheggiare sui marciapiedi da quando un discutibile ex Sindaco, portava via le auto. Ed io, che pago le tasse, mi sarei un po’ scocciato di camminare su marciapiedi pieni di immondizia di ogni genere, maleodoranti e a fare lo slalom tra le deiezioni canine (e non solo). Grazie per l’attenzione.

  4. Diciamo che Taranto può e deve migliorare, che il Tarantino va ben educato, specialmente quello autoctone, ma Taranto ha bisogno di essere più curata, e l’amministrazione in questo pecca tanto. I turisti sono di meno, perché le batoste dei commercianti, b&b sono di più.
    Si paga di più per un B&B su corso Uberto, che uno vicino al Colosseo a Roma, un turista non arriva facilmente a Taranto in treno e una volta arrivato ha difficoltà nel muoversi con bus.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *