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L’Italvolley è venuta a ballare in Puglia

E’ qui la festa? Certo che sì. Al Palaflorio di Bari martedì sera, per la gara dei quarti di finale dei campionati europei di volley tra Italia e Olanda, è andato in scena un disco party, orchestrato magistralmente da uno speaker one man show (il pugliese Sciannamea, l’uomo della CEV in Italia) che ha fatto ballare e urlare per tutto l’arco della gara, i cinquemila presenti pronti spingere letteralmente l’Italia verso la vittoria per tutto l’arco della gara.

La lunga serata pallavolistica comincia con il primo quarto di finale tra Polonia e Serbia, vinto 3-1 dai polacchi che a guidarli in panchina hanno Nikola Grbic, un serbo – (da giocatore ha vinto l’ oro alle Olimpiadi di Sidney nel 2000) –  che nell’abbraccio finale agli amici – “nemici” sembra quasi si lasci sfuggire un “mi dispiace”. Curiosità: anche nella successiva partita c’è un allenatore (l’italiano Piazza) che siede su un’altra panchina, quella dell’Olanda. L’esito sarà differente, per fortuna.

Polonia-Serbia si protrae oltre (lunghissimo il terzo parziale terminato 36-34) e notiamo dal palchetto stampa i giocatori di Italia e Olanda che si affacciano dagli spogliatoi per sbriciare assieme come finisce il primo quarto di finale. Si legge la concentrazione nei loro occhi, specie in quelli degli azzurri che giocano in casa.

Poi comincia subito la preparazione al clou della serata, con le prove delle coreografie del pubblico che saranno utilizzate nel corso del match dell’Italia. E dunque vai con i cartoncini tricolori alzati per il monster block (il muro) ad esempio. E a seguire i ritornelli delle hit dell’estate – “Italodisco e Disco Paradise” su tutte –  cantati a squarciagola e che saranno utilizzati nei momenti di pausa tra un’azione e l’altra.

“It’s time to play”. La presentazione delle squadre con le luci del palazzetto spente ed i bracciali fluorescenti che illuminano gli spalti danno inizio allo show. L’inno di Mameli con la seconda strofa cantata – sempre a squarciagola, anzi di più – dai cinquemila del Palaflorio è un momento che fa accapponare la pelle, come il boato che ne segue. Insomma “l’Italia chiamò” ed il pubblico pugliese rispose alla grande…La pallavolo è uno sport che unisce e sugli spalti si notano tante famiglie, tanti ragazzini e tante ragazzine con un solo obiettivo: tifare per la propria squadra.

Il primo punto del match lo mette a segno l’olandese Nimir ( un passato nella Superlega italiana con Trento, Milano e Modena) che sarà una costante spina nel fianco degli azzurri, specie in battuta dove spinge tantissimo e mette in difficoltà la ricezione dell’Italia. I primi fischi sono per lui, considerato lo spauracchio orange.

Gli azzurri perdono il primo set ma nel secondo e nel terzo (25-17, 25-16) mettono il turbo e lasciano poco spazio agli avversari. Il sorpasso è compiuto e sugli spalti si torna a festeggiare. Mentre a bordo campo il presidente della regione Puglia, Emiliano, si gode lo spettacolo e dalle sue parti gongolano il presidente della Fipav nazionale, il pugliese Manfredi, e quello della Lega Pallavolo Serie A, Righi che non passa inosservato in quanto indossa una cravatta orange…quasi per esorcizzare l’avversario dell’Italia.

L’Olanda però non ci sta e vince il quarto lasciandoci un pensieroso Fefè De Giorgi, coach della nazionale. Però al grido del suo motto vincente: “Noi! Italia”, l’allenatore salentino riorganizza le idee della sua squadra e nel tie-break, dopo una fase di iniziale equilibrio, l’Italia prende il sopravvento trascinata dallo schiacciatore calabrese Lavia (passato da Castellana Grotte all’inizio della sua carriera) che mette lo zampino negli ultimi tre punti.

Il boato del pubblico al sigillo finale (15-12) che sancisce la qualificazione alle semifinali contro la Francia (a Roma domani) fa quasi venire giù il Palaflorio. In fondo era quello che tutti si aspettavano e la festa può proseguire…

P.S. Noi che portiamo Taranto nel cuore non potevamo non notare i colori “sociali” della CEV (Confederation Européenne de Volleyball) che quest’anno compie 50 anni.  Quel rosso e quel blu che ci fanno emozionare ma ancheo pensare al motivo per cui la nostra città ma anche la nostra provincia non possa ospitare eventi del genere. Semplice…Non ha un palazzetto omologato per le gare internazionali (il PalaMazzola ad esempio ha un tetto che per altezza non è regolamentare).

E allora speriamo che questi Giochi del Mediterraneo tanto discussi, pure troppo (fatti, non parole, please), ci lascino un’eredità tale che in futuro si possano cogliere opportunità come quella che martedì sera ha avuto Bari? Chissà…

 

*foto Vanni Caputo *video Christian Cesario e Fabrizio Giannico

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