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Da ventidue anni le Figlie di Maria Ausiliatrice assieme a un gruppo di volontari (tra cui diverse famiglie al completo) si pongono come sentinelle della legalità nelle zone più estreme del quartiere Paolo VI. Lo fanno attraverso l’oratorio centro giovanile “L’Aquilone”, le cui attività si svolgono nell’ex omonima scuola materna in Viale del Lavoro (nei pressi della Cittadella della Carità e dell’università) concessa in comodato d’uso dal Comune, all’associazione di volontariato salesiana “Vides Paolo VI Odv”. La coordinatrice, suor Mariarita Di Leo, da sette nel quartiere assieme a suor Maria Viscomi, illustra l’intenso lavoro quotidiano per la promozione della donna e della cultura della vita tra i bambini, i ragazzi e le famiglie con attività di doposcuola, sport, animazione ludiche e ricreative, feste, musica e quant’altro attiene al miglioramento della qualità dell’esistenza. Molti sono i risultati raggiunti, grazie anche alla partecipazione ai bandi regionali e di “Fondazione con il Sud”.

Attualmente i frequentati dell’oratorio sono un centinaio di ragazzi fra i 5 e i 18 anni, che aumentano considerevolmente nel periodo di chiusura delle scuole: alcuni di loro, da adulti, scelgono di far parte del gruppo di volontari. “Il nostro è un lavoro che dà frutto anche perché si svolge in rete con le scuole del quartiere (Pertini, Falcone e Pirandello), le associazioni e le parrocchie che, di volta in volta, offrono la propria adesione – spiega – L’impegno maggiore è in piazzale Nenni e zone vicine, dove l’emergenza sociale e in particolare quella minorile è alquanto rilevante. In questo luogo operiamo con l’’oratorio di strada’, soprattutto la domenica mattina, avvicinando ragazzi e famiglie per offrire percorsi educativi adeguati. Purtroppo accade di frequente che il richiamo della strada (soldi facili attraverso il malaffare) abbia la meglio, grazie anche alla frequenza dei cosiddetti biliardi che numerosi, anche se ben occultati, fioriscono in zona, spesso luoghi di reclutamento della manovalanza da parte di clan malavitosi”.

Prosegue la suora: “A tutto ciò si assomma la pessima cultura di tante famiglie, abituate ad avere tutto senza pagare nulla, cioè fitti di casa, consumi di luce e gas, però non facendosi mai mancare nulla, come il telefonino e la moto d’ultima generazione. Inutile aggiungere che l’evasione dagli obblighi scolastici dei figli è l’ultima preoccupazione in quanto, secondo loro, listruzione non servirebbe a nulla.

“Nonostante tutto, – continua – molte di queste famiglie si fidano di noi, affidandoci i ragazzi ma a volte non comprendendo il lavoro educativo e pastorale che da anni svolgiamo sul quartiere, rifiutandosi di pagare un piccolo contributo per aiutarci a coprire le spese, anche se poi li iscrivono a scuole calcio piuttosto costose. A fronte di tutto ciò, non demordiamo e ci impegniamo lavorando con i loro figli, che cominciano ad apprezzare quello che cerchiamo di insegnare attraverso il gioco e l’animazione, iniziando a ottenere qualche timido risultato positivo anche con i loro genitori. Siamo convinti che alla lunga cambierà qualcosa in questo lembo di quartiere” dice suor Mariarita che, sorridendo, racconta degli inizi di questa grande opera educativa che si scontrava con la malavita, che temeva di perdere proseliti, da cui ha ricevuto minacce, devastazioni del centro e addirittura percosse.

“Ma ora – commenta – la situazione appare più tranquilla in quanto la gente incomincia a comprendere che operiamo per il bene del quartiere e dei ragazzi”.

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