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Già durante le vacanze estive le famiglie hanno iniziato a calcolare le spese scolastiche che avrebbero dovuto affrontare tra la fine di agosto ed i primi di settembre.

Secondo i dati Istat i prezzi generali dei prodotti di cancelleria hanno registrato un aumento costante e crescente negli ultimi anni. Ad oggi l’aumento è stato pari a ben il 17% rispetto al 2020, 12%, invece, il rincari sui libri.

Anche le famiglie tarantine hanno dovuto seguire i ritmi frenetici dei cambiamenti che la scuola ha adottato, come l’inserimento di strumenti tecnologici di supporto e l’aumento dei prezzi generali su tutta la cancelleria ed il materiale didattico, considerando anche le loro disponibilità economiche. Tra le varie testimonianze raccolte a Taranto, infatti, ci sono famiglie che possiedono due entrate sicure altre che ne possiedono una sola di entrata ma in tanti casi rappresentata da un ammortizzatore sociale considerate le migliaia di operai, ad esempio, in cassaintegrazione dallo stabilimento siderurgico.

Dopo la pandemia, nel 2020, quasi tutte le scuole hanno introdotto diversi strumenti tecnologici come il tablet, l’uso dei libri digitali oltre ad aver rinnovato le aule linguistiche con computer e lavagne digitali. “Per i ragazzi è stato stimolante e coinvolgente, ma la spesa per noi è aumentata in quanto a casa dobbiamo dare al bambino la possibilità di continuare il lavoro svolto a scuola. Questo equivale ad avere un computer o tablet per evitare che rimanga 24ore su 24 davanti al piccolo schermo del cellulare ed acquistare i libri digitali che molto spesso hanno un prezzo più elevato del cartaceo”.

“Con un solo stipendio in famiglia è molto difficile riuscire a garantire tutto il materiale didattico obbligatorio. I bonus possono aiutare, ma non coprono tutta la spesa anche perché molto spesso si acquistano più volte durante l’anno perché alcuni materiali si rompono oppure si perdono”.

“Il materiale sotto marca? Si, ti fa risparmiare ma di pochi centesimi e magari quello che risparmi da un lato si consuma da un altro. Ad oggi è tutto un continuo aumento”.

Da queste dichiarazioni abbiamo cercato anche un confronto con i docenti che hanno affermato che, l’obbligo di alcuni testi e materiali didattici serve esclusivamente per garantire all’alunno una formazione a 360°. Approssimativamente il costo per iniziare la scuola oscilla tra i 500/600 euro, solo per il materiale didattico di base, ma scendiamo nei particolari.

Per la scuola elementare i testi sono gratuiti, ma ci sono le spese obbligatorie che riguardano il grembiule o la divisa scolastica e la tenuta ginnica, il diario, l’astuccio e lo zaino per non parlare della cancelleria come i quaderni, le penne cancellabili (blu, rossa, verde e nera), i colori, gomme, colla, forbici dalla punta arrotondata e così via. Molto richieste sono le stampe delle schede dove i bambini lavorano, tutte a carico delle famiglie.

“Si cerca a volte di venirsi incontro con l’acquisto comune delle risme di carta per ogni classe, oppure le schede che vengono stampate dalla segreteria, ma non è sufficiente. Abbiamo anche la merenda da considerare nelle spese quotidiane in quanto non tutte le scuole mettono a disposizione questo servizio”.

Per le scuole medie il materiale didattico obbligatorio, oltre ad avere l’acquisto dei testi classici, aumenta in quanto si aggiunge lo strumento musicale. Diverse famiglie tarantine hanno mostrato lo stesso disagio ovvero, il costo elevato non solo dello strumento in sé, che varia in base alla scelta tra flauto e diamonica a fiato, ma anche del kit annesso (pentagramma, leggio, batterie per ricaricare lo strumento ed attrezzi per pulirlo). Subentrano anche materie più pratiche come arte e tecnologia e geometria che richiedono materiali specifici (squadrette, compassi, pennelli, goniometri, gomma bianca e gomma pane, penne e matite specifiche, album e cartelline), senza dimenticare la classica cancelleria con l’aggiunta di vocabolari per le lingue straniere.

La scuola superiore, oltre alla spesa di base che comprendono i libri di testo, cancelleria, le varie materie tecniche e l’utilizzo del digitale, alcune famiglie devono fronteggiare annualmente anche gli spostamenti con i mezzi pubblici. Una caratteristica che accomuna tutte le scuole sono le attività extrascolastiche come le gite, le visite guidate oppure il cinema, i diversi progetti che promuovono l’inclusione e la socializzazione dei ragazzi e le attività pomeridiane che vanno ad aggiungersi ai 500 euro di partenza.

Le difficoltà nell’affrontare queste spese, da parte delle famiglie, ci sono e diventano ogni giorno più presenti. È anche vero che i rincari di questi ultimi anni sono la conseguenza di tutti gli eventi (pandemia, guerra, inflazione) che si sono susseguiti ma la possibilità di studiare ed arricchire la propria cultura, non dovrebbe avere prezzo, almeno non a questo prezzo.

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