“Con il recente giudizio di parifica, la sezione regionale della Corte dei Conti ha dato il via libera al bilancio 2022 della Regione Puglia, ma non c’è da rallegrarsi più di tanto. Non è una grande vittoria, considerate le diverse criticità evidenziate dai giudici soprattutto sul fronte sanitario e che avranno inevitabili ripercussioni su un settore già particolarmente segnato da una gestione lacunosa aggravata dall’emergenza pandemica appena terminata”.

Così Pierpaolo Volpe, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto manifesta la sua preoccupazione per il quadro economico regionale tratteggiato dalla sezione pugliese della Corte dei Conti.

Un quadro che, a detta di Volpe, non consentirà per gli anni 2023 e 2024 di poter assumere altro personale se non per il turnover necessario a coprire le sole quiescenze dall’1settembre 2023.

“In una situazione di deficit strutturale – afferma il presidente dell’OPI di Taranto- la Regione non potrà dar vita a nuove aziende sanitarie facendo lievitare la spesa e quindi sono destinati ad evaporare, in assenza di destinazione di congrue risorse, i progetti dei policlinici “Santissima Annunziata” di Taranto e “Fazzi” di Lecce. Un altro duro colpo per sanità pugliese, costretta ormai da troppi anni a fare i conti con una importante riduzione della spesa sanitaria”.

“A pagarne le conseguenze -prosegue Volpe-  sarà la sanità tarantina che presenta una dotazione organica non in linea con gli standard di fabbisogno di personale dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, un Ente pubblico con funzioni tecnico-scientifico del SSN che svolge attività di ricerca e di supporto nei confronti del Ministro della salute, delle Regioni e delle Province autonome. Ancora una volta ci si dimentica di Taranto e della condizione sanitaria connessa all’emergenza ambientale ILVA che già da adesso impone la necessità di avviare una importante attività di prevenzione e screening per patologie neoplastiche”.

Il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto sottolinea, inoltre, che “la provincia di Taranto dovrebbe essere destinataria di risorse ad hoc per far fronte ai bisogni di salute della popolazione in quanto ha pagato fino ad oggi e pagherà anche per i prossimi anni un tributo importante in termini di vite umane per l’incremento di malattie croniche non trasmissibili tra cui spiccano i tumori e le malattie respiratorie per la più grande acciaieria d’Europa che rappresenta l’1% del PIL italiano”.

Poi una richiesta precisa. “Ancora una volta invito la Regione Puglia a fornire i dati del personale suddiviso per provincia tenendo conto del fabbisogno comparato alle strutture per tipologia di complessità assistenziale e numero di assistiti, solo così potremmo forse scoprire che Taranto nonostante le circa mille assunzioni dal 2019 ad oggi, rimane la provincia maggiormente sottodimensionata in quanto le assunzioni non sono servite a coprire l’importante carenza di personale”.

2 Responses

  1. Il presidente dovrebbe sensibilizzare il caro sindaco, presidente della regione e la popolazione che insorge solo per futili motivi di nettezza urbana.

  2. La sanità penalizzata ,infrastrutture penalizzate ,raccontateci qualcosa di vantaggioso a Taranto ,ignavi ,passivi ,creduloni ,strafottenti ,zozzoni,vittime ,carnefici e chi più ne ha più ne metta ,la seconda provincia della Puglia per convenzione e poi il trattamento ricevuto è stile paesotto da mille abitanti ,veramente vergognoso .cosa inventa il presidente Emilio adesso ,è quella oscura presenza di sindaco presidente commissario a cosa serve ? Le belle statuine (belle mo)..

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