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Si è tenuta questa mattina la manifestazione di protesta organizzata dall’Unione Sindacale di Base, nell’ambito dello sciopero proclamato oggi e domani delle lavoratrici del Network Contacts Srl.

Tale società svolge attività di call center, impiegando nell’unità produttiva di Taranto circa 450 lavoratori dipendenti, prevalentemente inquadrati ad orario part-time con le mansioni previste dal CCNL Telecomunicazioni e assunti solo al termine di una burrascosa procedura di successione nell’appalto relativo al servizio di assistenza clienti di Enel Energia, precedentemente gestito da altri fornitori.

Alta l’adesione sin dal presidio dinnanzi allo Spazio Enel di via Cavallotti, poi al corteo per le vie del centro cittadino fino alla Prefettura di Taranto, dove in tarda mattina una delegazione fatta da rappresentanti sindacali e lavoratori, è stata ricevuta dal Prefetto Vicario, dottoressa Tarsia. L’incontro è stato occasione per consegnare un documento riepilogativo della vertenza, nonché per chiedere un tavolo istituzionale alla presenza di Enel Energia, quale stazione appaltante, dell’azienda e ovviamente dei rappresentanti dei lavoratori. La dottoressa Tarsia ha colto la delicatezza della vertenza, mostrando grande disponibilità a relazionare su tutto al nuovo Prefetto, compatibilmente con i tempi di insediamento e ha previsto un tempo che si aggira sui dieci giorni, per l’ottenimento di una risposta in merito.

“Alla base della manifestazione sicuramente il comportamento assunto dalla Network Contacts   che, fin dall’aggiudicazione dell’appalto, circa 10 mesi fa, ha voluto imporre ai dipendenti del call center di Enel Energia di Taranto, un drastico peggioramento delle loro condizioni di lavoro e di vita, dapprima con il tentativo di tagliare del 30% le ore di lavoro e il reddito di tutte le maestranze, scongiurato grazie alla risposta organizzata delle lavoratrici e dei lavoratori – si legge nella nota USB -. A pesare anche il tentativo di organizzare il lavoro in maniera assolutamente discrezionale, tanto da rendere difficoltosa, se non impossibile, la conciliazione tra lavoro e vita privata; e ancora tagli alla retribuzione contrattuale, mediante la spudorata violazione del CCNL di categoria in ordine alle maggiorazioni previste per il lavoro festivo. Tali iniziative si inseriscono peraltro nel più ampio contesto di una spregiudicata politica aziendale di competizione al ribasso che la società Network Contacts Srl ha da tempo ingaggiato con i suoi concorrenti di mercato, compensando il basso margine di redditività degli appalti, di cui aggiudicataria, con i sacrifici e le rinunce che impone ai suoi dipendenti. Una politica che ha già prodotto tre anni di tagli alle retribuzioni e ai diritti di migliaia di lavoratori e lavoratrici della sede di Molfetta di Network Contacts Srl, in virtù di uno scellerato accordo sindacale derogatorio dei diritti economici e normativi previsti dal contratto nazionale di lavoro, basato sulla ridotta maturazione dei permessi orari, sul congelamento degli scatti di anzianità, sulla cancellazione delle maggiorazioni previste per il lavoro supplementare, straordinario e festivo etc., che è valso ben 14 milioni di Euro di risparmi sul costo del lavoro, alla fine dei quali la società in questione ha avviato, a ridosso del Ferragosto scorso, una procedura di licenziamento collettivo per circa 280 dipendenti, dagli esiti tuttora incerti”.

“In questo quadro, riteniamo che ENEL Energia, in qualità di stazione appaltante della Network Contacts srl, non possa continuare a restare spettatrice indifferente del costante e progressivo peggioramento delle condizioni materiali di lavoro e di vita dei dipendenti del suo fornitore. Pensiamo invece che sia necessario un urgente intervento istituzionale per richiamare il committente in questione, il cui maggior azionista è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla responsabilità sociale che dovrebbe caratterizzare il suo operato in fase di aggiudicazione degli appalti e al ruolo di garante delle condizioni di lavoro adottate dall’appaltatore, ed è questo il senso della richiesta del tavolo istituzionale presentata oggi in Prefettura. Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile un tempestivo intervento da parte di quelle Istituzioni ed Enti pubblici preposti a vigilare sull’applicazione delle disposizioni di legge e di contratto all’interno dei luoghi di lavoro che, per quanto consta alla scrivente organizzazione sindacale, sono già stati messi formalmente a conoscenza da molti mesi delle vicende finora descritte, finalizzato a ripristinare il rispetto delle regole. Per queste ragioni, le lavoratrici e i lavoratori di Taranto della Network Contacts srl sono impegnati da mesi in una dura mobilitazione e, in questo contesto si colloca l’iniziativa odierna” concludono dal sindacato di base.

Sulla vertenza Network Contacts Taranto intervengono anche Slc Cgil-Fistel Cisl-Ugl Telecomunicazioni. Nella nota sindacale unitaria i sindacati affermano di aver appreso “con stupore direttamente dai social e dalle condivisioni dei colleghi di Network Contacts, di un video che racconterebbe, il condizionale è d’obbligo, la realtà lavorativa del sito ionico: ci chiediamo se siamo noi a non aver compreso la realtà o se, come invece riteniamo, qualcuno stia ricorrendo a questi mezzi per, con il più classico dei sistemi, distorcere la realtà a proprio piacimento”. “Distogliere da cosa – chiedono ironicamente le sigle sindacali -. Probabilmente dalle centinaia di lettere di licenziamento, a cui si sono aggiunte altre centinaia di lettere di trasferimento, inviate la vigilia di Ferragosto ai lavoratori. A questo, aggiungiamo le ataviche problematiche che hanno portato due sigle sindacali, dopo un confronto unitario, a procedere all’esposto all’Ispettorato nel mese di Marzo sulle domeniche non pagate correttamente, sui turni ballerini e non fissi (come invece prevederebbe la normativa) o dei riposi cambiati unilateralmente senza alcuna possibilità di pianificazione. E sarebbe questa un’azienda che vuole investire sul nostro territorio? Noi vorremmo che davvero questa fosse la realtà, ma non lo è: i dettami contrattuali e normativi vengono elusi con facilità”.

“Per noi l’azienda è costituita da tutti i lavoratori, non solo dallo staff, ma anche da chi ogni giorno produce con la cuffia in testa: chi ha parlato in quel video, ne siamo certi, non rappresenta il pensiero predominante in azienda, nè rappresenta una parte, legittima da quel punto di vista, ma non di tutti i lavoratori, perché ricordiamo a tutti che l’intera platea è composta da Lavoratori e Lavoratrici che da tanti anni svolge il proprio lavoro con assoluta dedizione – concludono Slc Cgil-Fistel Cisl-Ugl Telecomunicazioni -. Chi vuole investire, non licenzia né trasferisce, regolamenta accordi sani sullo smartworking, favorisce un clima sereno, non intima i lavoratori con diffide quando vogliono scioperare, non gestisce gli orari di lavoro contrattuale a proprio uso e consumo, non cerca di dividere i lavoratori creando etichette tra “responsabili” ed “irresponsabili”. Invece di prodigarsi in metodi alquanto discutibili,l’azienda faccia seriamente e correttamente il suo mestiere, ad oggi siamo assolutamente lontani da quel modello che oggi qualcuno ha voluto propinare”.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza https://www.corriereditaranto.it/?s=network+&submit=Go)

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