È il 2038: nell’Italia distopica in cui Chiara Ferragni è il nuovo Big Brother di Orwell, Pio e Amedeo si ribellano e vengono deportati al carcere di massima sicurezza di City Life. Qui i comici pugliesi devono imparare a rispettare le nuove regole civiche, ormai plasmate al pensiero unico del politicamente corretto. È vietato esprimere le proprie opinioni, se contrastano la nuova concezione culturale collettiva. Guai a trasgredire le regole: non c’è nulla di più imbarazzante che scontare la pena, ballando davanti una telecamera, a ritmo delle musichette di Tik Tok. Questo lo scenario futuribile portato in scena, ieri sera, dai due comici sul palco del Teatro Orfeo di Taranto con “Felicissimo Show”. L’ironia e la satira, a volte pungenti, e con cui i due comici foggiani hanno affrontato le tematiche d’attualità anche con canzoni riadattate, hanno colto nel segno e divertito il numeroso pubblico tarantino. Una comicità di cui sono molto gelosi, tanto che è stato fatto divieto, perfino ai cronisti, di scattare foto durante lo spettacolo.

Pier Silvio cosa stai combinando? La trama di “Felicissimo Show”

Pio e Amedeo sono in crisi: da quando Pier Silvio Berlusconi è subentrato alla dirigenza di Mediaset, la vecchia linea editoriale sembrerebbe in discussione. Che fare? Innalzare la qualità degli spettacoli, a rischio di colare a picco nello share o continuare a intrattenere con un profilo culturale ritenuto basso? Stretto da questo dilemma, Amedeo finirà in terapia da Pio che, scimmiottando il noto psicologo Paolo Crepet, lo farà riflettere sulla piega presa della società. Amedeo, perciò, esprimerà il suo punto di vista sulle donne che esageratamente vedono nel sesso maschile una costante minaccia, sugli ambientalisti che assumono comportamenti estremi o sul concetto della fluidità di genere. Ancora, Amedeo accusa Pio di aver dimenticato le origini daune e di essersi adeguato allo stile di vita milanese, solo apparentemente interessante. Alla fine dell’esibizione, entrambi i comici hanno invitato il pubblico tarantino a non considerare il successo come un obiettivo sano. Non è oro ciò che luccica, perciò i valori che realmente contano sono da ritrovare principalmente negli affetti familiari.  

Cosa va e cosa no

Mai titolo fu più appropriato. Felicissimo, infatti, sembrerebbe l’aggettivo adatto al nuovo atteggiamento che una parte della società adotta, verso il cambiamento. Probabilmente, ci si riferisce a coloro che ballano le stesse canzoni sui social, perché va di moda, a chi spende molti soldi per festeggiare il compleanno nella meta turistica in voga o a chi vorrebbe conoscere il sesso di un nascituro soltanto dopo una grande festa con decine e decine di invitati. Fanno sorridere le battute come “Garko capo della Gestapo”, “Banfi al 41 bis per aver recitato, in passato, in film scabrosi” o il rifacimento di una strofa, del testo di Gigi D’Alessio: “Quanti amori arcobaleno nascono così”. Critiche velate che mostrano quanto la società si sia adeguata a standard e determinati comportamenti. Tuttavia, anche se lo scopo della satira è fare riflettere, alcuni argomenti andrebbero trattati con maggiore rispetto come le tematiche di genere. Amedeo, nel corso della seduta, è parso leggero quando ha fornito il suo punto di vista sul clamore suscitato dal bacio dato dall’ex presidente della Federazione di calcio spagnola al capitano della Nazionale femminile, che aveva appena vinto il mondiale. Certe posizioni sono inconsciamente figlie di una cultura di vecchio stampo, che cacciate dalla porta della realtà, con la satira rischierebbero di rientrare dalla finestra.

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