Rock Port, le tre band finaliste

Una sfida all’ultima schitarrata quella che si è consumata la sera del 29 settembre sul palco di Spazioporto a Taranto. Le cinque band semifinaliste di Rock Port, il side-event di Taranto Port Days 2023, si sono esibite dinnanzi a una sala gremita di attenti ascoltatori e a una giuria tecnica presieduta da Sergio Prete, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio.

Vivere il mare come leva di sviluppo, riportando nella dimensione portuale anche i linguaggi più accessibili alla cittadinanza, è la missione di questo ambizioso progetto che continua a catalizzare l’interesse di tante persone, mettendo in luce professioni e competenze legate alla blue economy.

Per quanto riguarda lo spirito Rock’n’Roll del cartellone, saranno The Hellcat, K.Y.R. e Migraine a esibirsi su un palco “speciale” che – indiscrezione volutamente iperbolica di Prete – rievocherà per il suo potere scenografico il Live in Venice 1989 dei Pink Floyd. Esiste un modo migliore per usare il mare? La giuria questo non lo sa, ma di certo non ha potuto resistere alla presenza scenica e alla voce di Chiara Massafra, giovanissima cantante dei K.Y.R. (acronimo di “Know Your Rights”), che non si è risparmiata in quanto ad acuti e coreografie ben collaudate, sostenuta da una band di coetanei tarantini che, insieme a lei, hanno già avuto modo di affacciarsi al mondo sanremese (e il tocco si vede e si sente).

L’esibizione che più di ogni altra sembra aver riempito i cuori della platea è quella di The Hellcat, band di origini massafresi che ha perso da molto tempo i denti da latte, poiché conta già una certa produzione professionale e una padronanza del proscenio che, alla fine, è esplosa nel tributo a David Bowie sulle note – complicatissime da eseguire a un tale livello – di “Moonage Daydream”. I suoni più duri e cupi della serata sono stati prodotti da Migraine, un trio nativo del brindisino che ad occhi chiusi, complice la maturità dei suoi membri, ha riportato le lancette al Post Punk e allo Stoner Rock. Nonostante qualche sbavatura, i venti minuti di live sono valsi quanto è bastato per superare di un soffio gli Apeiron, band Alternative Rock formata da quattro giovanissimi di Taranto le cui età, sommate, non arrivano a quella di un buono scotch. Pur non risultando fra i finalisti, sarebbe ingiusto negare che la vera “sorpresa” della serata sono stati proprio loro: dei ragazzini con la testa ancora sui libri di scuola ma con una carica, un germe tecnico e un’attitudine che, con tanta perseveranza, potrà portarli ovunque vorranno.

Dall’alto verso il basso: The Hellcat, K.Y.R. e Migraine

Non ha completamente convinto, invece, la proposta Indie Pop confezionata da Le Villette, ancorché introspettiva e fondata su un genuino lavoro d’autore, forse ancora acerbo e, a maggior ragione, da annaffiare con cura giorno dopo giorno, affinché i semi fioriscano anche per questi ragazzi dei Due Mari.

Da specificare che tutte le band si sono esibite con una breve scaletta di inediti, tuttalpiù accompagnati da una cover. Anche solo per il coraggio di scrivere e interpretare un brano musicale originale, in un’epoca in cui basta fare gli scemi sui social per diventare famosi, questi ragazzi hanno il grande merito di rappresentare la “resistenza” della canzone d’autore e della libertà musicale.

Chitarre nelle custodie, ma solo per qualche giorno: l’appuntamento per la finale di Rock Port è previsto dalle 16.00 alle 18.00 di sabato 7 ottobre presso il Porto di Taranto e l’ingresso è libero.

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