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A lanciare il grido d’allarme a seguito della stretta sui conti della sanità pugliese è il segretario della FIALS Taranto, Emiliano Messina, che intravede “mesi duri e di forti tagli” che metteranno a rischio “la sicurezza delle cure dei cittadini pugliesi”. Secondo Messina, in Puglia si vivrebbe alla giornata: “Sono continue e diversificate le disposizioni che giungono ai direttori generali da parte del Dipartimento regionale alla Salute che cambiano le carte in tavola da un giorno all’altro”. L’ultima disposizione emanata dalla Regione alle aziende sanitarie sulla proroga dei contratti a termine si pone in controtendenza rispetto a quella trasmessa lo scorso 11 settembre, che avrebbe determinando un quadro “schizofrenico” che mette a rischio l’organizzazione dei reparti di degenza. “Quest’ultimi, fino all’ultimo giorno, – asserisce Messina – non sanno quale sarà la composizione degli organici per le settimane successive con seria difficoltà nella predisposizione dei turni di servizio”.  

Il segretario generale Fials punta i riflettori sui lavoratori che vivono nel limbo e nella totale incertezza sul futuro, nonostante i reparti di degenza versino in grave sofferenza per la carenza di personale. “Questa condizione – continua Messina – rende oggettivamente irrealizzabile il nuovo ospedale San Cataldo, se non per la sola infrastruttura, per assenza di personale. Dove reperiremo le risorse per assumere personale per gli oltre 700 posti del nuovo ospedale? Così come sarà un sogno tutta la missione 6 del PNRR e quindi le case di comunità, gli ospedali di comunità e l’infermiere di famiglia e di comunità”. I prossimi anni, per il segretario generale Fials, saranno caratterizzati “dall’impossibilità di assumere personale”, soprattutto Infermieri e OSS. Sarà sostituito solo il personale che andrà in pensione tra l’01 settembre 2023 e il 31 dicembre 2024 e le stabilizzazioni che sono previste nel piano assunzionale 2023/2024, tuttavia, non risolverebbero i problemi della carenza di personale in quanto si tratta di personale che già è parte integrante della ASL Taranto.

Sottolinea Emiliano Messina: “A Taranto viviamo anche un problema legato alla fornitura di materiale per l’assistenza e per i servizi igienici, il personale è costretto a portarsi da casa addirittura la carta igienica o altro materiale per l’assistenza ai pazienti. Oramai le aziende sanitarie sono di fatto commissariate dalla Regione, i Direttori generali sono privi di autonomia organizzativa e gestionale, lo percepiamo tutte le volte abbiamo confronti con la ASL Taranto costretta al solito monologo “attendiamo disposizioni o autorizzazioni dalla Regione.

Questa la preoccupazione del segretario generale Fials: “Siamo seriamente preoccupati anche sull’ applicazione delle innovazioni previste dal contratto nazionale per la valorizzazione del personale attraverso il sistema degli incarichi, i fondi per gli incarichi sono elementi contrattuali che non gravano sul bilancio regionale, per questo diffideremo la Regione dal porre veti o blocchi alla valorizzazione del personale sanitario. La Puglia, ma soprattutto la ASL di Taranto non possono essere fanalino di coda in Italia per diritti e sicurezza delle cure. Per questo non staremo con le mani in mano e siamo pronti ad aprire una vertenza con una mobilitazione senza precedenti”.

 

 

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