Sempre meno residenti in Puglia. La nostra regione negli ultimi dieci anni ha perso circa centomila abitanti. Questo è quanto emerso dal Censimento permanente della popolazione pugliese, pubblicato dall‘Istat, e che fa riferimento al 31 dicembre 2021. I residenti sono 3.922.941, con una diminuzione del 3,2% rispetto al 2011. In quel decennio la riduzione complessiva è stata di 129.625 persone.

L’analisi dei capoluoghi di provincia pugliesi

La riduzione più significativa si registra nella provincia di Brindisi (19.528 persone, -4,9%), seguita da Foggia (-27.004, -4,3%) e Taranto (-24.757, -4,2). Bari ha perso 20.519 residenti in 10 anni (-1,6%), Lecce 26.670 (-3,3%). Rispetto al 2020, i dati censuari evidenziano un decremento di -10.836 persone residenti nella regione. E nemmeno il capoluogo barese è esente da questo fenomeno: a livello provinciale, perde -3.374 residenti, seguita da Foggia (-3.366), che registra anche il maggiore decremento relativo (-0,6%). In percentuale, da anno ad anno è stata la Capitanata a perdere più residenti (-0,6%). A livello comunale, il dossier spiega che tra il 2020 e il 2021 un “comune su tre non ha subito perdite di popolazione” e tra questi non è presente alcun capoluogo di provincia, tranne i comuni di Barletta, Andria e Trani. Invece sono 174 i comuni dove la popolazione diminuisce: le perdite più consistenti si registrano a Bari (-1.257), Taranto (-1.256) e Foggia (-664) e in termini relativi nei comuni di Poggiorsini (-3,6%) e Celle di San Vito (-3,3%).

Secondo il censimento, la diminuzione della popolazione residente della Puglia è causata da un saldo naturale fortemente negativo (-19.905 unità) a cui si somma un saldo migratorio totale che rimane negativo (-870 unità). Il saldo censuario positivo (+9.939), dunque, non riesce a compensare la perdita di popolazione. Come se non bastasse, la mortalità è in aumento: il tasso passa dall’11,2 per mille del 2020 all’11,8 per mille del 2021, e raggiunge il valore più alto (12,3 per mille), nelle province di Lecce e Taranto.

Ecco i dettagli dei residenti pugliesi

Le donne sono più degli uomini. Quest’ultime rappresentano il 51,3% del totale e superano gli uomini di poco più di 101mila unità. La popolazione pugliese presenta, nel 2021, una struttura sensibilmente più giovane rispetto al totale del Paese, l’età media è 45,7 anni, la media nazionale è 46,2 anni. Aumenta l’aspettativa di vita che è più alta per le donne, che fanno anche registrare incrementi più significativi anche in tema di accesso al lavoro.

La popolazione, invece, straniera al 2021 ammonta a 135.173 unità. Quasi il 75% dei cittadini stranieri risiede nelle tre province di Bari (31,1%), Foggia (22,9%) e Lecce (19%). La percentuale sulla popolazione residente totale è minore rispetto al valore nazionale (3,4% contro 8,5%). L’incidenza provinciale più alta si osserva a Foggia (30.973 persone, 5,2%) mentre, all’opposto, quella più bassa è a Taranto (14.770 persone, 2,6%). A Bari il totale di stranieri raggiunge quota 42.047 il 3,4% del totale della popolazione residente. Oltre la metà dei cittadini stranieri giunge dall’Europa, il 26,1% sia dall’Africa sia dalla Romania, il 20,5% dall’America, il 15,6% dall’Albania, l’8,0% dal Marocco e il 3,1% dall’Asia.

I dati Istat di fine 2021 fanno emergere anche un dato in qualche modo inaspettato: l‘analfabetismo al 5,6 per cento in Puglia. Significa che circa duecentomila abitanti nella regione non sanno leggere né scrivere o se dovessero saperlo fare, non per essere andati a scuola.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *