Non c’è pace per il commercio tarantino. Le vendite stentano a decollare e pertanto i commercianti sono molto preoccupati. Francesco Lospinoso di CasaImpresa/Confesercenti spiega che il calo nei movimenti era già visibile nel 2022, tuttavia contenuto. “Nel 2023 invece, le vendite sono letteralmente precipitate. Volendo provare a capire da cosa dipenda questo fenomeno, dobbiamo partire dalla situazione locale decisamente instabile”. A questo, per Lospinoso, si aggiunge anche “lo stato d’animo” della popolazione che “non è certamente dei migliori”, condizionato dalle grandi vertenze aperte sul territorio. Prima tra tutte, è quella che riguarda lo stabilimento siderurgico “con tanti cassintegrati e la precarietà in cui versano anche quelli che sono regolarmente impiegati, diretti e dell’appalto”.
Difficile per chi non ha certezza del proprio futuro occupazionale, che abbia voglia e entusiasmo per fare shopping. E il delegato di CasaImpresa/Confesercenti continua: “Il commercio, soprattutto quello di vicinato, ne risente di tutto ciò. Per questo si assiste a uno svuotamento della città, soprattutto del centro, in cui ormai vedere giovani passeggiare e fare acquisti è una rarità. La chiusura della libreria Ubik è il risultato di tutto ciò, e ne deriva l’immagine di una città che si impoverisce sotto ogni aspetto”. A rendere ancora più complicata la vita dei commercianti del centro certamente la spietata “concorrenza della grande distribuzione e delle vendite online a prezzi ben diversi!”. Ancora, avere dipendenti in Italia, specifica Lospinoso, costa tantissimo: “Sono tanti i punti su cui bisognerebbe intervenire, a partire da aiuti concreti e immediati alle famiglie, cosicché possano essere incoraggiate a spendere più serenamente, contribuendo così anche alla sopravvivenza di tutte le attività commerciali e di pubblici esercizi che ora sono in grande affanno” ha concluso.
Anche Chiara Rocco di Casaimpresa/Confesercenti fa il punto della situazione, a distanza di un mese dalla fine della stagione dei saldi estivi. “Come temevamo si sono rivelati assolutamente insignificanti – ha spiegato – in quanto hanno perso completamente il loro appeal e la loro capacità di attirare acquirenti”. Il fenomeno, sottolinea, si è potuto toccare con mano in “maniera consistente” nelle località turistiche abituate a “registrare numeri importanti” con la complicità della presenza turistica. “Il calo di turisti – ha continuato Rocco – nelle zone balneari ovviamente si è tradotto anche in calo di vendite. Nel caso specifico dei nostri negozi, abbiamo avuto una flessione del 15%. I colleghi di Castellaneta Marina hanno chiuso la stagione estiva con tanta delusione e insoddisfazione, e con i negozi pieni di merce invenduta”.
Neanche il consueto evento della “Notte blu”, organizzato per vivacizzare la fine di agosto, ha funzionato, nonostante gli sconti che arrivavano anche al 50%: “Si continua a parlare di saldi, ma potrebbero tranquillamente essere cancellati. La crisi si sente e le famiglie spendono meno, e neanche lo sconto che potrebbe rappresentare un’occasione, attira più” ha concluso Rocco.