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A cura di Fabiola De Lorenzo (archeologa) – Uno scrigno a forma di conchiglia decorata fa capolino tra le vetrine del museo archeologico cittadino. Degli specchi in bronzo e in argento ne completano l’uso. Troppi indizi? Stiamo parlando ovviamente della cosmesi del mondo antico, argomento estremamente attuale! In epoca greca e romana è assolutamente attestata la cura della bellezza e dell’igiene personale: era comune per molte donne l’uso di unguenti e profumi, così come l’uso del trucco, utilizzando cosmetici di origine naturale solitamente ricavati anche da farine, terra, o piante ed erbe varie.

Tali unguenti e misture erano conservati in appositi recipienti, adatti per forma a contenere il determinato prodotto. Proprio da quella teca porta cosmetici, citata all’inizio di questo articolo, possiamo conoscere il nome di una nobile donna indigena vissuta tra il III e il II secolo a.C. a Canosa, tanto dedita alla cura della sua persona che i suoi oggetti di tolettatura arricchiscono, a distanza di secoli, il suo principesco corredo funerario esposto oggi al Museo Marta di Taranto. In lamina d’argento con dorature a caldo, il porta trucco è costituito da due valve imitanti la forma della conchiglia Pecten jacobaeus, unite tra loro da una cerniera con incisi a bulino due delfini simmetrici su un motivo a onde.  All’interno del coperchio è raffigurata a sbalzo una Nereide adagiata sul corpo di un mostro marino, nel cui occhio è incastonato un granato. L’esterno del coperchio riproduce uno schema iconografico simile ma con alcune piccole varianti.

Del suo corredo fa parte, oltre ad un cucchiaio da trucco per probabilmente prelevare o mescolare il prodotto, anche uno specchio in argento di forma circolare, richiudibile (detto del tipo “a scatola”), su la cui superficie esterna del coperchio mostra una figura femminile seminuda (una Musa o la dea Afrodite) seduta che reca in grembo una maschera teatrale tra Eroti e un suonatore di siringa, un flauto a più canne. La superficie interna è invece decorata da fasce concentriche e motivi vegetali.

È evidente come sia la preparazione, sia l’uso dei cosmetici occupasse una posizione di rilievo nella vita delle donne del tempo, tanto da riporli nella sepoltura con la defunta per accompagnarla nella sua nuova vita dopo la morte.

Reperto esposto al Museo MArTA

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